Il silenzio di una parte del mio Pd davanti ad una battaglia per i più deboli (di Sara Battisti)

Non si possono difendere i diritti agendo "a corrente alternata". Il dirigente regionale Pd Sara Battisti torna ad attaccare i silenzi di una parte del Partito. Di fronte ad un'iniziativa "con cui tutelare i più deboli"

Caro Direttore,
ho letto i diversi articoli sul suo blog in merito alle dichiarazioni rilasciate attraverso i social dal Presidente del Consiglio Provinciale, Daniele Maura, rispetto al Pride di sabato 22 giugno e della lettura data delle dichiarazioni di alcuni esponenti del Partito Democratico Provinciale. (Leggi qui Maura contro il Lazio Pride innesca la guerra interna nel Pd: fuoco amico su Pompeo e leggi anche qui Cosa c’è dietro al ‘no’ di Veroli al Pride)

Le scrivo in rappresentanza di una comunità che si è sentita smarrita, che si riconosce in dei valori e degli ideali che costituiscono la ragione d’essere e di esistere del nostro Partito.

Perché il punto è questo. Siamo un Partito, non una lista civica, non una confederazione di territori ed associazioni. Un Partito ha una sua identità e quando ci si iscrive lo si fa perché ci si riconosce in quell’identità, si crede nelle battaglie politiche che si portano avanti.

Per questo tentare di sminuire la vicenda politica di queste ore, derubricando tutto ad una lite interna al PD, è sbagliato e non corrisponde al vero. (Leggi qui: Top & Flop * Venerdì 21 giugno 2019).

Qui il fatto è un altro. Il fatto è che quando si rappresentano le Istituzioni non esistono esternazioni di tipo personale. Quando rappresenti le Istituzioni, scegli l’esposizione pubblica e con essa la responsabilità di rappresentare i cittadini in ogni azione e in ogni esternazione.

Nel momento in cui, prevale più la ragione politica che quella istituzionale, non si è probabilmente all’altezza del ruolo che si ricopre. Detto ciò, mi sarei aspettata che il Presidente della Provincia di Frosinone, almeno stigmatizzasse l’accaduto. Lo doveva alle tante persone che ancora oggi sono vittime di violenza, di bullismo, di stalking, solo per avete scelto di amare.

Per questo da sempre siamo vicini alle associazioni LGBT, per questo nelle istituzioni abbiamo portato avanti la battaglia per il riconoscimento dei loro diritti. Abbiamo approvato la prima legge in Italia che regolamenta le Unioni Civili in parlamento, grazie proprio alla nostra tenacia politica, nelle Regioni governate dal centrosinistra (e non solo) sono state approvate Leggi Regionali a tutela di chi è oggetto di discriminazione, per sostenere il loro percorso di autodeterminazione.

Il tema è questo. Il PD ha una sua vocazione e chi milita nel nostro Partito dovrebbe respingere sempre tali barbarie verbali. Se sceglie di non farlo, o peggio di sminuire il tutto riconducendolo ad una contrapposizione tra componenti di Partito, evidentemente si è perso una ventina di anni di lotte, di battaglie e di piazze.

Il tentativo poi di chiamare in causa il “Patto d’Aula” siglato in regione, Caro Direttore, è altresì fuorviante.

Il Patto d’Aula è avvenuto a seguito di una concertazione sulle priorità di Governo regionale, tenendo fede al mandato che il centrosinistra ha ricevuto dagli elettori a marzo del 2018. Io credo invece che si sia commesso un grave errore, non solo nei confronti dei militanti del Partito Democratico, soprattutto dei cittadini che vogliono vivere liberamente il proprio amore ma sono ancora umiliate da una società che li discrimina a scuola, sul posto di lavoro, nei contesti sociali in cui vivono.

Per questo mi sarei aspettata un monito da parte di un riferimento istituzionale del mio Partito, resto incredula davanti alle dichiarazioni di una certa politica incapace di cogliere le opportunità che abbiamo per far valere i diritti di tutti. Oggi sono in Via Aldo Moro, con orgoglio e fierezza come sempre, per affermare che c’è ancora un lavoro legislativo da portare a compimento. Lavoro che in Regione Lazio stiamo portando avanti anche insieme alle forze di opposizione, portorio perché queste tematiche non dovrebbero avere colore politico.

Caro Direttore, utilizzo questa mia lettera per mandare un messaggio anche ai tanti “benaltristi” leoni da testiera: chi si occupa di queste tematiche si occupa anche di sociale, di sanità, di occupazione, di tutela dell’ambiente. L’accusa per la quale saremmo ridicoli perché nel mese del Pride in tutta Italia, anche noi stiamo discutendo di come migliorare le condizioni di vita di alcune persone, è alquanto anacronistica.

Ricordo infatti che nell’assolvere al nostro compito di legislatori, siamo chiamati ad occuparci dei bisogni di cittadini, a legiferare per garantire stessi diritti e pari dignità ad ogni individuo.

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Sara Battisti è consigliere regionale del Lazio. È stata Coordinatrice Nazionale della Sinistra Giovanile, tra le promotrici della nascita dei Giovani Democratici. È stata Segretario della Federazione Pd di Frosinone

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