Il sindaco e la conta alle Europee: che rischia di risvegliare gli appetiti della Lega (di F. Ducato)

Foto: © Ettore Cesaritti

L'assessorato ai Lavori Pubblici è finito al centro di un confronto tra sindaco e vice. E da lì scattata la strategia dell'understatement di D'Ercole. Che ora, dopo le Europee...

Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

Scena; qualche settimana fa durante una riunione di maggioranza ad Anagni. Protagonisti; da una parte il vicesindaco leghista Vittorio D’Ercole, dall’altra gli altri componenti della coalizione che fa capo a Daniele Natalia.

Tema della discussione; la necessità di riassegnare l’ormai leggendario (nel senso che è diventato una leggenda metropolitana, tutti sanno che esiste ma nessuno sa dove sia finito davvero) assessorato ai Lavori Pubblici. E’ in quella sede che D’Ercole fa un nuovo timido (del tutto connaturato al suo carattere, in effetti) tentativo per cercare di orientare a sé quelle deleghe. Provando a spiegare che, in fondo, essendo lui già titolare delle deleghe all’Urbanistica, sarebbe quasi naturale completare il quadro e cedergli anche i lavori pubblici.

Una discussione che, raccontano i presenti, si esaurisce in un amen. Con un no come risposta definitiva. E con un supplemento di cazziatone. Amichevole, ma pur sempre cazziatone. “Caro Vittorio – questo il senso del messaggio che gli arriva – hai delle deleghe importanti. Prima di pensare a qualsiasi altra cosa, cerca di far marciare bene quelle”. Punto, partita, incontro.

D’Ercole incassa, non replica, ma aspetta di vedere se le cose potranno cambiare. Adottando, da quel momento, quello che in inglese si chiamerebbe “understatement”; profilo basso, nessuna dichiarazione sagace sui giornali, poco, anzi nessuno, spazio alle polemiche. Pochi interventi mirati, come quelli per segnalare il lavoro su Radicina; ma per il resto nulla di nulla.

Il che non vuol dire che D’Ercole non stia lavorando, attenzione. Solo che ha scelto di stare sulle sue. Certo, quando è il caso (vedi le polemiche sui posti auto in piazza Innocenzo III) non le manda a dire. Ma per il resto, tutto tranquillo.

Però il fuoco continua a covare sotto la cenere. Domenica, anzi lunedì, qualcosa potrebbe cambiare? Tanto per essere chiari: se alle Europee la Lega (di cui D’Ercole è il principale esponente cittadino) dovesse avere il risultato largo che tutti si aspettano, potrebbe esserci l’occasione per ridiscutere tutti gli equilibri della giunta Natalia?

Una domanda a cui in maggioranza rispondono ancora una volta di no. Per almeno due motivi;

1- Il buon risultato alle Europee (previsto) per la Lega non significherà necessariamente che gli equilibri anagnini dovranno essere spostati. La storia insegna che voto nazionale (europeo, in questo caso) e locale non sono la stessa cosa.

2- Il peso specifico della Lega ad Anagni, al netto di D’Ercole e dei suoi consiglieri comunali, non è tale da dare spazio (per ora) a rivendicazioni di questo genere.

3- Soprattutto; Natalia ha un rapporto antichissimo con D’Ercole. Tale che – si sostiene – appena avuta consapevolezza che per la candidatura a sindaco sarebbe stata corsa a due nel centrodestra e che l’avversario sarebbe stato l’amico Daniele, ritirò subito la disponibilità. Nonostante tanta lealtà, Natalia però sa che la regola è una: divide et impera. E c’è da giurare che, se sarà necessario, il posto da assessore lo darà a chi dice lui. Ed in ogni caso, non all’avvocato della Lega.

Certo, D’Ercole potrebbe farsi sentire, sbattere i pugni sul tavolo. Non lo ha fatto fino ad ora. Difficile pensare che lo faccia adesso.

Ma chissà. Magari un successo di Salvini potrebbe fargli cambiare idea.

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