Il sindaco Sanna, così vicino ma così lontano

L'elezione in maniera plebiscitaria del sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna impone una riflessione a pochi chilometri di distanza. Perché ad Anagni la situazione nel Pd è del tutto differente. Non per responsabilità del gruppo dirigente. Ma è un nodo sul quale ora si dovrà lavorare

Franco Ducato
Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

La rielezione plebiscitaria (75% dei voti) del sindaco Pierluigi Sanna a Colleferro può offrire qualche spunto di riflessione per Anagni? Più esattamente, il fatto che un giovane (32 anni) sostenuto dal Partito Democratico sia arrivato alla rielezione a primo cittadino di una città importante come quella di Colleferro, può essere di ispirazione per un percorso simile anche nella città dei papi?

I risultati a Colleferro

Come ci si è arrivati

Per farlo, bisogna fare un passo indietro. E vedere come si è arrivati alla prima elezione di Sanna il 31 maggio del 2015. E come lo stesso sindaco è riuscito a gestire la sua consiliatura, compresa l’ultimissima fase, quella della tragedia di Willy per intendersi, in modo impeccabile.

Pierluigi Sanna diventa primo cittadino di Colleferro quasi di sorpresa, in una città governata da tempo immemorabile dalla destra, prima con Silvano Moffa (1993-2001) poi con Mario Catoni (2001-2003) poi ancora con Silvano Moffa (2004-2006), quindi con Mario Cacciotti fino al 2015.

Per molti versi, una storia che somiglia a quella di Anagni, dove Fausto Bassetta diventa sindaco nel 2014 dopo la lunga stagione di centrodestra di Franco Fiorito e Carlo Noto. Solo che ad Anagni la soddisfazione nel centrosinistra per essere rientrati nella stanza dei bottoni lascia quasi subito lo spazio ad una vera e propria guerra per bande. Che porta, dopo 3 anni, alla prima crisi vera e propria, nell’estate del 2017. Prima delle dimissioni di massa del 2018 che segnano la fine di un’era.

Giovane ma abile

Pierluigi Sanna. Foto © Stefano Carofei / Imagoeconomica

A Colleferro invece, il giovane sindaco (28 anni al momento della prima elezione), riesce a dribblare problemi e sgambetti con abilità da politico navigato. Con qualche colpo di teatro, come l’opposizione fisica ai camion della spazzatura diretti all’inceneritore nel 2017; Sanna si sdraia davanti ai camion e la cosa salta. Una manovra da descamisado? Sarà pure vero; ma il giovane sindaco dimostra, assieme al senso del teatro, anche una notevole abilità nel trattare una questione scottante.

Oppure, per arrivare all’oggi, la gestione della vicenda Willy; mai una parola fuori tono, una perfetta sintonia con il sindaco di Paliano Domenico Alfieri (tra i primi a congratularsi con lui dopo la rielezione); tanto che risultano decisamente stonati i tentativi della destra colleferrina di agitare la questione della sicurezza a pochi giorni dall’apertura delle urne. E quella che poteva essere una trappola, per Sanna diventa un trampolino di lancio.

Poi, certo, conta anche il fatto che Forza Italia da una parte, e Fratelli d’Italia e la Lega dall’altra si presentino separati, con due candidati doversi (Cacciotti e  Sofi), facilitando la già probabile rielezione del giovane neo sindaco. 

Resta però la capacità di un sindaco giovane di avere una visione e di saper compattare le sue forze.

I quadri da ricostruire

ANTONIO POMPEO E FRANCESCO DE ANGELIS © AG ICHNUSAPAPERS

Il tema sollevato da Antonio Pompeo nelle scorse settimane ha un fondamento. Il presidente della Provincia di Frosinone e leader della componente Pd Base Riformista ha avuto un confronto intenso con il leader della componente maggioritaria Francesco De Angelis. Sostiene Pompeo che è impossibile non avere nel Pd una figura da schierare come candidato sindaco in città dalle dimensioni come Ceccano e Pontecorvo.

Ma è quello che è accaduto. E non per demerito del gruppo dirigente che ha tenuto il timone del Pd provinciale. Bensì per via del particolare periodo storico attraversato dalla Federazione: il Renzismo che evidenzia tutti i suoi limiti, una rottamazione selvaggia che non prepara la generazione futura ma la sostituisce sic et simpliciter, un leader come Francesco Scalia che lascia la politica, una Federazione con un Segretario dimissionario (Simone Costanzo, per candidarsi alle Regionali) ed un reggente bravo ma mai pienamente legittimato da un Congresso.

A questo si aggiunga il costante confronto, quasi militare, tra le due principali anime Dem. Così distanti da dialogare poco e per giunta con molta fatica. Un problema non relegato a Frosinone ma così diffuso da indurre Nicola Zingaretti a pensare un Partito Nuovo nel quale il correntismo venga superato.

Non è un caso che l’elezione del nuovo Segretario provinciale Luca Fantini venga vista con molta speranza da chi attende una rigenerazione del Pd.

Anagni, così vicina e così lontana

Francesca Cerquozzi

E ad Anagni? Il crollo dell’amministrazione guidata da Fausto Bassetta ha demolito un intero gruppo dirigente. Perché la caduta di quell’amministrazione non è avvenuta per fatti amministrativi ma per limiti politici.

Nei mesi scorsi con coraggio c’è stato un commissariamento. Vero e non di facciata. Con il quale Francesca Cerquozzi ha restituito l’incarico dopo avere ricostruito un dialogo interno. (Leggi qui Il Pd cambia generazione ad Anagni: Proietti è segretario).

Ora è necessario lo step successivo: affrontare la questione sollevata da Antonio Pompeo: nel momento in cui arriverà l’ora delle elezioni chi schiererà il Pd contro un sindaco dello spessore dimostrato da Daniele Natalia?

Al momento non si vede molto, almeno a sinistra. Una figura che possa essere un riferimento vero e proprioal momento non c’è. Tanto che l’ex grillino Fernando Fioramonti sta giocando con intelligenza la sua partita per accreditarsi come possibile referente di uno schieramento di centrosinistra vasto, allargato alle forze civiche.

Il Pd invece è ancora il grande assente, senza una voce autorevole sulle varie questioni scottanti della città, dalla Sanità, all’Ambiente, al Lavoro. L’arrivo di Fantini potrebbe smuovere questa realtà? È da vedere. 
Ecco perché Sanna può essere un modello per il prossimo centrosinistra anagnino. Un candidato giovane e capace, una coalizione compatta nel seguirlo. Un Partito di riferimento forte e radicato

Tutte cose che, al momento, ad Anagni devono essere ancora messe a punto.