Il teatro D’Annunzio riapre ma per gli invitati

Festa popolare mancata per il ritorno alla città del Teatro D'Annunzio chiuso da sei anni. Eppure il teatro era festa di popolo. Per questo veniva considerato pericoloso

Lidano Grassucci

Direttore Responsabile di Fatto a Latina

Dai dai, conta su…ah be, sì be….
– Ho visto un re.
– Sa l’ha vist cus’e`?
– Ha visto un re!
– Ah, beh; si`, beh.
– Un re che piangeva seduto sulla sella
piangeva tante lacrime, ma tante che
bagnava anche il cavallo!
– Povero re!
– E povero anche il cavallo!

Enzo Iannacci, Ho visto un re (1968)

Bello il teatro di Dario Fo (lui scrisse il testo interpretato al meglio con la canzone di Enzo Iannacci). Ci vinse un Nobel nell’idea di un teatro per tutti: non per i re ma per i cavalli.

Tra qualche giorno riapre il teatro D’Annunzio di Latina. È chiuso da sei anni perché “pericoloso”. Ma i teatri non sono “pericolosi” per definizione? Pensate alla lirica, riempiva di bellezza i teatri e faceva l’Italia, il Risorgimento ed il pericolo era per imperatori, papi re, preti, nobili e granduchi.

Ma a Latina è pericoloso per un’altra ragione. Qui la struttura poteva “venire giù”, e allora la Callas che cantava così su che dopo era tutto che veniva giù. (Leggi qui: Incredibile, il teatro D’Annunzio è agibile).

Il teatro di Latina

Il teatro a Latina è stato chiuso per sei anni per ragioni strutturali, tanto che fa: a Latina mica si fanno le rivoluzioni, da noi si mangiano i panettoni. Ora riparte, il 18 dicembre compleanno della città. Vi immaginate una riapertura con un soprano che infiamma il loggione dei melomani… No, ma che dite? Vi immaginate il botteghino con la fila degli amanti della prosa… No ma che dite? (Leggi qui: Se a inaugurare la stagione teatrale saranno i commissari…).

Sarà una festa a inviti, per le autorità, per gli autorevoli. Insomma sarà lirica ma senza il Risorgimento, senza l’Italia. Bello sarà bello ma poco utile anche.

Il commissario prefettizio, lo capisco, mica è sindaco che rappresenta il popolo dal suo basso, ma lo Stato dalla sua altezza. Il Commissario fa bene il suo: è la città che manca ed ha bisogno di vicerè e prefetti

Così è. Latina dal 18 avrà il suo teatro ma sarà una festa in cui non ci sarà il cavallo e manco il villano, il colono, il cispadano, il contadino senza terra lepino e facendo l’elenco mi sento tanto Ignazio Silone con i suoi ultimi di Fontamara.

E sempre allegri bisogna stare
che il nostro piangere fa male al re
fa male al ricco e al cardinale
diventan tristi se noi piangiam,
e sempre allegri bisogna stare
che il nostro piangere fa male al re
fa male al ricco e al cardinale
diventan tristi se noi piangiam!

Ridete, torna il teatro, ma non siete invitati.

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