Il terzo tempo del movimento di Coletta

Il Congresso di Latina Bene Comune. Inizia la terza fase dopo la nascita come associazione di cittadini e dopo la fase delle elezioni vinte. Ora inizia la fase politica. "Il civismo non è morto. Ma va curato”

Andrea Apruzzese

Inter sidera versor

Per Damiano Coletta è “il secondo tempo”, per Lbc – Latina Bene Comune sarà il terzo. Il movimento del sindaco del capoluogo pontino ha celebrato domenica la sua assemblea congressuale, al termine della quale è stato stabilito di rivedere – una seconda volta – lo statuto. E di rivederlo in senso ancora più politico.

Il terzo tempo di Lbc

Per Lbc è il terzo tempo. Il movimento ha avuto il suo primo tempo quando è nato, sette anni fa come forma associazionistica. Erano cittadini che osservavano e denunciavano i problemi della città e offrivano soluzioni.

Poi, il secondo tempo: Lbc nel 2016 si è trovato a vincere le elezioni nei confronti di un centrodestra allora diviso e frammentato e ad un Pd vittima dei suoi personalismi e delle sue correnti interne; si è trovato a governare la seconda città del Lazio. Un governo all’inizio non semplice, con una Lbc la cui gran parte dei vertici – una trentina, era entrata in piazza del Popolo, diventando sindaco, assessore, consigliere comunale.

Una mutazione la cui complessità fu dettata in parte dall’inesperienza amministrativa in parte da una originaria chiusura alle tradizionali forme Partito, viste come quelle che avevano creato i problemi alla città. Poi, lentamente, l’evoluzione, dovuta anche al confronto nazionale di Coletta con altre realtà, e la apertura verso l’ipotesi di un campo largo, con primi interlocutori il Pd e altre forme di movimento civico.

Il tempo della politica

Se il primo tempo è stato quello di un movimento associazionistico e il secondo quello di un movimento “amministrativo”, ora Lbc cresce. E guarda, crede al suo terzo tempo: quello politico. Un tempo in cui dovrà seriamente confrontarsi con Partiti, dopo il primo esperimento ufficiale di governo cittadino Lbc-Pd-FI.

Dovrà farlo per due ordini di motivi principali. Il primo è quello di far durare – per le intere consiliature – il governo di piazza del Popolo e quello di via Costa, legati a filo doppio per identiche maggioranze. E difficilmente cadranno, essendoci da gestire l’immensa mole di fondi Pnrr che potrebbero arrivare sul territorio.

Il secondo è invece di lungo periodo: la necessità di diventare “politici”. Si lega a eventuali prospettive future Regionali e soprattutto Nazionali. Per questo, ora Lbc riscriverà ancora il suo statuto in una visione più “aperta”. E già la prima ri-scrittura servì a consentire l’iscrizione anche a quanti erano già iscritti a Partiti, quindi a una prima apertura all’esterno.

Il tempo del confronto

Ora Lbc si rende conto che deve aprirsi al confronto: «È dalla consapevolezza di ciò che siamo diventati che dobbiamo trovare una visione che possa proiettarci al futuro per continuare ad essere tra i protagonisti dello scenario politico del nostro territorio», ha affermato in assemblea la capogruppo, Valeria Campagna.

Assemblea in cui si sono confrontate le diverse anime, da quelle intransigenti, per organi eletti internamente, a quelle favorevoli a organi che includano la rappresentanza degli eletti in Consiglio comunale e degli assessori, per un più stretto collegamento e confronto con l’amministrazione.

«Il civismo non è morto», ha affermato in assemblea congressuale il segretario, Elettra Ortu La Barbera, «ma per tenerlo in vita c’è bisogno di cura». Quel civismo, di Lbc, che ora guarda al suo terzo tempo, a un nuovo statuto, a una nuova forma di organizzazione. 

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