Il tramonto rancoroso del centrodestra in Ciociaria

La sfiducia a Mario Abbruzzese come presidente del Cosilam è l’ultimo atto di una deriva iniziata il 4 marzo 2018. Lega e Fratelli d’Italia non hanno preso in mano la situazione e Forza Italia si è sfaldata nell’assenza di iniziative di Antonio Tajani. L’unico che aveva capito tutto è stato Nicola Ottaviani. Ora si apre la stagione delle vendette.

Il 4 marzo 2018 ha cambiato tutto. Anzi, era mutato tutto anche prima. Nel centrodestra e in particolare a Forza Italia. Il commissariamento della segreteria provinciale imposto da Claudio Fazzone era stato indicativo: Adriano Piacentini al posto di Pasquale Ciacciarelli, poi eletto consigliere regionale. Un’operazione fatta in accordo con Antonio Tajani e Nicola Ottaviani.

Poi succede che Mario Abbruzzese per pochissimi voti perde il seggio da deputato a favore di Ilaria Fontana, del Movimento Cinque Stelle. Da quel momento inizia un Vietnam interno durissimo per gli “azzurri”.

Mario Abbruzzese

Tutto quello che succede è agli atti. Francesco Zicchieri (Lega) e Massimo Ruspandini (Fratelli d’Italia) contestano la leadership di Mario Abbruzzese per quanto riguarda il centrodestra provinciale, Abbruzzese e Ciacciarelli non perdono occasione per provare a delegittimare il ruolo di Piacentini. Nel frattempo Forza Italia comincia a perdere pezzi importanti, fino all’uscita di Antonello Iannarilli, simbolo del partito per decenni. Mentre Nicola Ottaviani, dal palco di Fiuggi (parliamo di settembre 2018) attacca frontalmente il cerchio magico di Berlusconi, ma soprattutto Antonio Tajani, in quel momento presidente del consiglio europeo.

Già Tajani: non interviene, non fa nulla, non media. Il crollo e la diaspora di Forza Italia su questo territorio sono in gran parte responsabilità politica sua. Il resto è storia recente: la sfiducia alla giunta di Carlo Maria D’Alessandro a Cassino, la vittoria di Enzo Salera, la sconfitta di Mario Abbruzzese, ora sfiduciato pure da presidente del Cosilam dopo il suo passaggio a Cambiamo. Una “mazzata” per il futuro del centrodestra locale.

Il vice presidente di Forza Italia Antonio Tajani conclude la convention di Viterbo

Perché i veleni e i rancori aumenteranno, perché Lega e Fratelli d’Italia in un anno e mezzo nulla hanno fatto per riorganizzare la coalizione, perché Cambiamo di Giovanni Toti a questo punto già medita vendetta nei confronti di Forza Italia di Fazzone e Quadrini. Un susseguirsi di sconfitte e dispetti che ha massacrato la coalizione in Ciociaria.

Spicca l’assenza di iniziative di Antonio Tajani, sempre più asserragliato nel bunker di Silvio Berlusconi. Aveva ragione Nicola Ottaviani sul palco di Fiuggi.

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