Il voto degli elettori è sacro: reintegrato De Filippis

Le 15 pagine di provvedimento del Tribunale Civile di Latina. Che accoglie il ricorso di Raniero De Filippis e ne dispone l'inserimento nel Consiglio comunale di Fondi. Era 'eleggibile' e 'compatibile'

Il Comune di Fondi ha sbagliato. Non poteva estromettere Raniero De Filippis dal Consiglio Comunale. Perché il Consigliere possiede tutti i requisiti per essere eletto e nessun motivo di incompatibilità mette in discussione la sua elezione. Il Tribunale Civile di Latina questa mattina ha condannato alle spese il Comune di Fondi e disposto la reintegra immediata del Consigliere.

Censurando le scelte del Comune perché “Il diritto dell’elettorato passivo è inquadrabile nella sfera dei diritti inviolabili sanciti dall’articolo 2 della carta Costituzionale”. In pratica, il suo diritto ad essere eletto non può essere sottoposto a pareri: o c’è o non c’è. E in questo caso c’era tutto.

Eleggibile e compatibile

La seduta di insediamento del Consiglio Comunale di Fondi

Eleggibile e compatibile: una vittoria su tutta la linea per Raniero De Filippis. La maggioranza di centrodestra che aveva vinto le elezioni l’aveva escluso dall’Aula sin dalla seduta di insediamento, il 24 ottobre scorso: la prima dopo la sofferta vittoria al ballottaggio del sindaco Beniamino Maschietto. Riteneva che l’esponente Pd e candidato sindaco per la civica Camminare Insieme non possedesse i requisiti per esercitare il mandato. Perché era al tempo stesso Dirigente regionale e Consigliere, situazione prevista come incompatibile dalla norma. Grave al punto da non poter essere proclamato eletto, nonostante i 1723 voti ottenuti. (Leggi qui Niente Bastiglia, nessuno molla il sindaco Maschietto).

Sono davvero tanti i rilievi procedurali che la I Sezione Civile del Tribunale di Latina ha rivolto alla gestione di quella seduta consiliare. Una seduta che oggi è stata riesaminata al rallentatore dal collegio, composto dal presidente Pier Luigi De Cinti, con i giudici Paola Romana Lodolini e Concetta Serino.

Il primo rilievo, grave sotto il profilo tecnico: l’incarico di Dirigente di Prima Fascia della Regione non è considerato tra i dodici motivi di ineleggibilità previsti dall’articolo 60 del Testo Unico sugli Enti Locali, così come modificato dal Decreto Legislativo 267 del 2000. 

Soprattutto, il Tribunale di Latina ha rilevato che la questione del ruolo apicale ricoperto da Raniero De Filippis in Regione Lazio semmai doveva essere analizzata alla luce di ben altra norma. E cioè della cosiddetta Legge Severino perché è lei che disciplina il rapporto tra gli incarichi dirigenziali nelle pubbliche amministrazioni in rapporto ai mandati elettorali di Regione, Provincia e comuni superiori ai 15mila abitanti.

Perché ha ragione

Il Palazzo di Giustizia di Latina

De Filippis ha avuto ragione per due ordini di motivi. Innanzitutto aveva chiesto al suo datore di lavoro, la Regione Lazio, di essere messo in aspettativa per poter svolgere il mandato di Consigliere comunale scaturito dalla sua elezione. L’aveva chiesto prima della seduta di insediamento. Ma aveva commesso un errore, secondo la Segreteria generale del comune di Fondi: non aveva comunicato l’esito positivo della richiesta, prima della seduta convalida. Per la Segretaria, il Consigliere doveva informare l’Aula di avere rimosso quella condizione di incompatibilità.

Invece no, non doveva. O poco importava, ha sentenziato il Tribunale di Latina nelle 15 articolate pagine della sua ordinanza di reintegro. Stabilisce che De Filippis doveva entrare in Consiglio come esponente delle minoranze perché eleggibile. Solo a quel punto, dopo averlo dichiarato eletto, gli si poteva contestare che era incompatibile. E dargli – a norma della Legge Severino – due settimane per rimuovere l’incompatibilità. Cosa che oltretutto De Filippis aveva già fatto.

Mentre si teneva la seduta, infatti, sulla Pec di Raniero De Filippis c’era la dichiarazione con cui la Regione Lazio aveva già concesso il suo nulla osta per l’aspettativa. Dando così il via libera all’attività amministrativa per il dirigente che ha guidato i settori Ambiente e Servizi sociali in un arco temporale che va dalla presidenza di Piero Badaloni a quella di Piero Marrazzo passando attraverso la maggioranza di centrodestra di Francesco Storace.

Punitiva e pregiudiziale

Il sindaco Beniamino Maschietto con il presidente d’Aula Giulio Mastrobattista

Il Tribunale di Latina arriva a considerare punitiva” la “pregiudiziale” cacciata di Raniero De Filippis dal Consiglio comunale fondano anche per un’altra ragione. Perché con la Delibera consiliare numero 55 non venne soltanto invalidata la sua elezione a consigliere comunale ma il consigliere anziano Vincenzo Carnevale con l’avallo della Segreteria comunale autorizzò la surroga di De Filippis. Lo sostituì cn il primo dei non eletti dello schieramento Pd-Camminare Insieme, Salvatore Venditti.

E allora? In aula erano emerse soluzioni alternative. Che consigliavano di non procedere con la surroga. Proponevano di aspettare fino alla successiva seduta di Consiglio. Infatti, al Comune era arrivato un parere pro veritate del legale di De Filippis, l’avvocato Ermanno Martusciello, lo stesso che ha costituito il ricorso davanti il Tribunale di Latina.

E non solo. Anche il candidato sindaco sconfitto Luigi Parisella aveva chiesto di revocare tutto ed, eventualmente in autotutela, la parte della delibera 55 che surrogava De Filippis con il giovane Venditti. La proposta di Parisella cadde nel vuoto.

Carnevale e Parisella

Il Tribunale di Latina ha condannato il Comune di Fondi a riconoscere a De Filippis ed a Venditti (che si è costituito attraverso l’avvocato Francesca Giannetti) 4980 euro ciascuno per le rispettive spese legali sostenute, oltre l’Iva, il contriobuto Cassa Avvocati ed il rimborso spese generali al 15%. Senza dimenticare la parcella che andrà riconosciuta al legale indicato dalla Giunta che, nonostante disponesse di un’avvocatura interna, ha scelto l’avvocato Antonio Romano di Aversa in “considerazione della complessità della materia”.

La riabilitazione di De Filippis è stata commentata con un secco “no commentda parte dell’amministrazione Maschietto, ora in procinto di valutare se ricorrere o meno in appello.

Non fate appello

Le liste civiche “Riscossa Fondana”, “La Mia Fondi” e “Fondi Terra Nostra” hanno auspicato che la Giunta “non insista nel perseverare nell’errore, ricorrendo in Appello, causando un ulteriore danno”. I tre schieramenti parlano di “come una scelta politica, oltre a calpestare  la volontà popolare, ha fatto emergere la grossolanità, la superficialità e l’accanimento di chi ha ideato, disposto ed eseguito un grave danno alla democrazia cittadina”.

Raniero De Filippis attenderà ora il primo Consiglio utile per togliersi la soddisfazione di sedersi al suo posto. Le minoranze hanno già fatto sapere che il suo “impegno, passione e competenza, palesati già quando ha diretto settori primari della Regione Lazio , saranno utili per il buon governo al comune di Fondi”. 

Raniero De Filippis. Foto Bucci

De Filippis in Consiglio resterà forse poco. Forse lascerà il passo a Venditti   “che ha meritato ampiamente il consenso popolare, con lo studio attento delle tematiche e le proposte avanzate”.

Al dirigente originario di Lenola interessava inseguire una riabilitazione politica e primancora personale.  Eccola arrrivata…                                                

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