Il vero digiuno: dalla disonestà (di P. Alviti)

Il digiuno della Quaresima non è una forma di dieta. È un modo per liberarsi. Ma non dei grassi e dei carboidrati in eccesso. Bensì della disonestà, dell'approssimazione, delle cose che non ci fanno essere puri

Pietro Alviti

Insegnante e Giornalista

Suonate il corno, proclamate un solenne digiuno

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Le ceneri sono uno dei segni, dei simboli più conosciuti della tradizione cristiana. Richiamano ciascuno di noi ad una riflessione, ad un momento di pausa: non è soltanto una questione religiosa, non riguarda soltanto coloro che vogliono seguire Gesù. Riguarda tutti, nessun escluso.

Tutti abbiamo bisogno di fermarci, di fare il punto, di ascoltare il corno che proclama il digiuno. Il digiuno dal nostro delirio d’onnipotenza, dalla nostra superbia che ci tiene incollati alle nostre posizioni, alle nostre abitudini, alla difesa di privilegi che ci sembrano acquisiti per sempre.

Quel corno è la nostra salvezza: deve suonare forte perché siamo frastornati dalle grida di chi vuol farci credere che siamo assediati da nemici, da violenti, da imbroglioni; da chi ci dice che tutti sono corrotti, tutti ladri, tutti contro di noi per spolparci.

Quel corno deve suonare forte per ricordarci che siamo noi, innanzitutto, a dover digiunare dalla disonestà, dal disinteresse, dall’approssimazione, dal dare tutto per scontato, dalle abitudini inveterate, dalla mancanza di coraggio nei cambiamenti.

Deve suonare per svegliarci dal sonno che ci spinge nel buio, impedendoci di fare quel bene che invece potrebbe cambiare il mondo, di gettare quel seme che poi crescerà da solo, che farà emergere quel regno che Dio promette e che brillerà di pace e di giustizia, soltanto se ciascuno di noi ci metterà del proprio, ascoltando quel corno e cominciando a digiunare dai nostri limiti, pensando finalmente a quella cenere che torneremo ad essere…

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