Il vero male della politica ciociara è l’invidia

Foto: Stefan Wohlfahrt

La vicenda delle due fermate dell’Alta Velocità ha messo in evidenza il fatto che nessuno ha raccolto l’appello di Nicola Ottaviani ed Enzo Salera di fare squadra affinché la Tav diventasse un punto di riferimento per tutti. L’importante è affossare, come per il progetto del Grande Capoluogo.

Nicola Ottaviani ed Enzo Salera sono giustamente contenti e orgogliosi delle fermate della Tav a Frosinone e Cassino. Non soltanto perché sindaci delle principali città di questa provincia, ma perché si rendono conto che le stesse rappresentano il collegamento della Ciociaria con le grandi metropoli del nord e anche con l’Europa.

Ottaviani
Il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani con il logo del Consorzio per il marketing territoriale

Avevano auspicato una mobilitazione virtuosa del territorio, affinché quelle fermate diventassero il punto di riferimento sia dell’area nord (Frosinone) che dell’area sud (Cassino). Il sindaco di Frosinone aveva dato vita anche ad un progetto di marketing per ‘vendere’ il territorio ai potenziali investitori: acquirenti di case e terreni interessati a trasferirsi dall’area romana.

Era necessario fare squadra. Invece questo non è successo. Gli altri sindaci non hanno speso una parola per un ragionamento di “area vasta”. Non lo hanno fatto Giuseppe Morini (Alatri), Alioska Baccarini (Fiuggi), Roberto Caligiore (Ceccano), Anselmo Rotondo (Pontecorvo), Roberto De Donatis (Sora). A dire la verità neppure le associazioni di categoria e le forze sociali hanno cavalcato questo tema, neppure nella prospettiva della Camera di Commercio del Basso Lazio.

L’importante è affossare

Eppure le fermate Tav vanno ad inserirsi in un sistema di collegamenti e di infrastrutture di tutto rispetto: l’autostrada (con le su molteplici uscite ed… entrate), la superstrada Ferentino-Frosinone-Sora, che poi conduce in Abruzzo. Ma anche la Monti Lepini e i collegamenti con la provincia pontina, sia nel nord che nel sud della Ciociaria.

Giovanni Turriziani

E quando qualche giorno fa è stata annunciata la temporanea sospensione delle stesse fermate Tav, in tanti hanno festeggiato. Perché dalle nostre parti il sentimento dominante, soprattutto per chi fa “politica” sotto varie forme, è quello di affossare le cose che fanno gli altri.

È lo stesso motivo che ha portato all’affondamento del progetto Grande Capoluogo presentato da Unindustria attraverso l’allora presidente Giovanni Turriziani.

Non è soltanto l’incapacità cronica di fare squadra, si tratta soprattutto di non boicottare tutto ciò che proviene da altri esponenti. Le fermate dell’Alta Velocità sono state ripristinate, ma tranne Nicola Ottaviani, Enzo Salera, Mauro Buschini e Sara Battisti, nessuno ha speso una parola e poi ha festeggiato. Anzi, in tanti avevano già stappato lo champagne.

Tafazzisti? No, invidiosi.

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