Il vero vincitore è l’anatra zoppa

Chi vince e chi perde in questo turno bis di elezioni. Il centrodestra rischia la crisi di nervi. Calandrini invoca già le dimissioni. Ma prima ci sarà da aspettare il risultato del 25 settembre. E gli scenari che si determineranno a Palazzo Chigi

Andrea Apruzzese

Inter sidera versor

Vincenzo Zaccheo perde vincendo, Damiano Coletta vince (per la terza volta) perdendo, ma la vittoria finale resta all’anatra zoppa. Cioè di un Consiglio Comunale che ha un colore politico opposto a quello del sindaco rieletto. (leggi qui: Vince Zaccheo, Coletta rimane sindaco).

Il che rischia di riportare il centrodestra sull’orlo d’una crisi di nervi. La contromossa era già stata decisa nelle settimane scorse: in caso di vittoria alle urne per Damiano Coletta il centrodestra farà dimettere in massa i suoi Consiglieri, determinando così il ritorno alle urne. Schierando un candidato diverso da Zaccheo.

Ma una cosa sono gli annunci, cosa diversa sono le dimissioni. Come dimostrano i mesi che hanno separato il risultato di ottobre ed il ritorno alle urne in 22 sezioni.

L’anatra zoppa è zoppissima

Sul sito del Comune di Latina sono stati aggiornati i dati relativi alle liste: quelle di Zaccheo salgono al 54,54% rispetto al 53,19% del primo turno del 2021. Il centrodestra conferma quindi la maggioranza d’aula.

Le liste di Damiano Coletta ottengono ora il 32,79%, rispetto al 32,83% di un anno fa, perdendo quindi qualcosa. Non è riuscito quindi alle liste di Coletta l’auspicato ribaltamento.

L’exploit delle liste di centrodestra avviene a scapito di un po’ di quelle di tutti gli altri candidati: Fare Latina di Annalisa Muzio scende dal 3,73% al 3,48% e il Partito liberale europeo dal 0,43% al 0,37%; un dato che stando ai primi calcoli non mette in discussione la presenza della Muzio in Consiglio.

Scende anche il Movimento 5 stelle di Gianluca Bono dal 3,28% al 2,98%, quindi appena sotto la soglia di sbarramento del 3%, e occorrerà vedere i dati certificati per capire se resterà in aula o meno.

Perdono alcuni decimi di punti percentuali anche le liste di tutti gli altri candidati. In aula quindi Damiano Coletta troverà nuovamente una maggioranza di segno opposto. E dovrà, ancora una volta, trovare accordi programmatici per condurre in porto la sua amministrazione. 

Zaccheo riconosce la sconfitta ma…

Vincenzo Zaccheo

Vincenzo Zaccheo riconosce la scionfitta. ma mette i puntini sulle i. «Gli elettori si sono espressi in maniera chiara, palesando un maggiore consenso sia a me che al centrodestra, e decretando di fatto quella che sarà una situazione di governabilità senza una maggioranza netta. Questo sia elemento di riflessione per il sindaco rieletto».

Zaccheo ringrazia «i cittadini di Latina che mi hanno premiato, consentendomi di raggiungere il 60,5% dei voti in queste difficili elezioni. Che si sono svolte in pieno agosto e in sole 22 sezioni. Questo ci ha già fatto ottenere un primo risultato: delle elezioni pulite e libere, che è quello che i cittadini meritavano sin dal principio». (Leggi qui: Il senso di una “rivotazione”).

Un sindaco nel mirino

Il centrodestra ha in mano l’interruttore con cui mettere fine all’amministrazione Coletta. Può togliergli la corrente già un minuto dopo la nuova cerimonia di insediamento.  (Leggi qui: Fazzone, Calandrini, Durigon: i tre che epurano Coletta ma pure Zaccheo. E leggi pure Tutti con Zaccheo ora, poi la Passatella: c’è il rischio che Vincenzo  faccia l’olmo).

Nicola Calandrini e Chiara Colosimo

È quello che intende fare Fratelli d’Italia. Resta da vedere quale sarà la posizione degli alleati. Non ha dubbi il senatore Nicola Calandrini (Coordinatore provinciale di FdI di Latina): «Il centrodestra non potrà che sfiduciarlo, perché questo è quello che ci chiedono gli elettori con il voto di ieri. E questo è quello che è giusto fare in nome di una coalizione che è unita nelle elezioni nazionali che si terranno tra 20 giorni, sarà unita nelle elezioni regionali tra qualche mese, e che non potrà creare eccezioni nella seconda città del Lazio».

Il messaggio tra le righe è evidente: la coalizione sarà unita alle Regionali e se qualcuno aspira a diventare governatore passando attraverso i voti di FdI c’è da liberare il municipio di Latina. Il riferimento è a Forza Italia. Che nei mesi scorsi ha tenuto in vita l’amministrazione Coletta.

Calandrini si sofferma poi sui risultati di coalizione: «Fratelli d’Italia cresce e si conferma primo partito della città e primo partito del centrodestra. La ripetizione del voto delle elezioni amministrative di Latina restituisce una straordinaria performance del candidato sindaco Vincenzo Zaccheo che per un soffio ha mancato la vittoria al primo turno. Il 60% degli elettori, ieri, ha scelto ancora una volta il candidato del centrodestra, anche se ciò non è bastato per superare la metà dei voti totali necessari per poter avere la vittoria al primo turno».

Avviso di sfratto

Claudio Fazzone

Nell’analisi di Nicola Calandrini, tutto il centrodestra si conferma maggioranza della città; incrementa la propria percentuale che passa dal 53 al 54,5%. «Questo è un avviso di sfratto a Coletta, che oggi festeggia sentendosi nuovamente sindaco di Latina; la verità è che non aveva una maggioranza prima e non ce l’ha neanche adesso».

Se Calandrini assicura che ci sarà sfiducia, il punto è ora vedere se l’intero centrodestra, che comunque la annunciò nel corso di una conferenza estiva, la porterà a termine.

Prima dell’insediamento del nuovo Consiglio comunale, infatti, e quindi ben prima che si possa calendarizzare una mozione di sfiducia, si terranno le elezioni politiche, dalle quali potrebbero emergere nuovi equilibri.

Equilibri delicati, in vista anche della futura elezione regionale del Lazio.

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