Il Vicano scaduto

[dfads params=’groups=105&limit=1&orderby=random&return_javascript=1′]

 

Il dottor Mauro Vicano, presidente della Società Ambiente Frosinone (più conosciuta come Saf di Colfelice) è come il latte. Ma non è né bianco né puro. Semplicemente: scade, dopo poco tempo. A differenza di pastorizzati, scremati del tutto o in parte, Vicano non scade dopo pochi giorni, ma impiega un anno.

Lo decide la Regione Lazio che – leggendo le pagine di Ciociaria Editoriale Oggi – lo ha dichiarato ‘Non idoneo‘ a ricoprire il ruolo di manager di un’azienda sanitaria.

Strano. Un anno fa era l’unico ciociaro nella short list voluta da Nicola Zingaretti: l’elenco dei 50 top manager sanitari a disposizione in Italia per poter governare la Salute nalla sua Regione, selezionati attraverso un criterio rigorosisssimo, irregimentato in precisi paletti europei. E Vicano, entrò lì: bianco e puro come il latte.

Ma la Asl da amministrare non gliela diedero. Aveva un peccato originale da scontare: in quel periodo era in rotta con una parte del Pd, inoltre doveva pagare la sua amicizia personale con Alfredo Pallone che in quel tempo era l’eminenza grigia regionale del Pdl. Soprattutto, Mauro Vicano è uno ingovernabile: mentre era Direttore Generale della Asl di Frosinone aveva sbattuto il telefono in faccia ad uno degli uomini più potenti in Italia, quel professor Bondi dotato dal premuer Mario Monti di poteri illimitati, al quale però Vicano disse: «Io quella fattura non la pago, se lei ritiene che si debba fare ha il potere per firmare qualsiasi cosa, ci metta la firma sua». Venne rimosso dopo tre giorni. E Bondi mandò un generale in pensione della Finanza a sostituirlo. Che fu costretto ad uscire dalla porta di servizio dopo tre senternze del giudice del Lavoro che ripristinò Vicano. Fino all’arrivo di Zingaretti e della short list.

Ora, dopo un anno, si scopre che è scaduto: un anno fa poteva amministrare anche la più complessa Azienda sanitaria romana e ora è nell’elenco dei non idonei.

Cosa è accaduto? Semplicemente, il dottor Vicano non ha ripresentato la domanda per fare il manager di una Asl nel Lazio. Perché è il presidente della Saf, cioè un’azienda a totale capitale pubblico (appartiene ai Comuni della provincia di Frosinone, che così evitano di doversi svenare per pagare lo smaltimento dell’immondizia ad una società privata) che in un anno di gestione ha portato a quasi 4 milioni di euro d’utile.

Sbatterlo in quell’elenco è un atto dovuto. Ma così ha anche con un effetto mediatico. Non idoneo. Quasi a voler dire: non sei buono per una Asl, figuriamoci se sei buono per fare il sindaco di Frosinone (Dal momento che il suo nome è nella short list di quelli che possono sfidare a viso aperto il sindaco Nicola Ottaviani).

Ma i quattro milioni messi nelle casse dei Comuni ciociari anziché fargli aumentare le tasse sui rifiuti, dicono che tanto scaduto non lo è.

error: Attenzione: Contenuto protetto da copyright