Il Vietnam di Forza Italia

Due segnali. Precisi. In Forza Italia è in corso un regolamento di conti interno. Nel corso del quale Abbruzzese è stato affondato alle urne. E Simeone in aula. In tutto questo...

Non ci sono più confini e tutti possono essere impallinati. Il doppio segnale arrivato a distanza di un mese è stato chiaro.

Intanto in provincia di Frosinone Forza Italia non ha eletto parlamentari: né Mario Abbruzzese nel collegio maggioritario della Camera sud né Giuseppe Incocciati, collocato in posizione eleggibile nel listino del Senato. Entrambi fedelissimi di Antonio Tajani, presidente del Parlamento Europeo e individuato da Silvio Berlusconi come possibile coordinatore unico nazionale del partito.

Inutile nascondersi dietro a un dito: Abbruzzese (e di conseguenza Incocciati) sono stati affondati da quei circa 600 voti mancati nell’area del cassinate. Ci sono stati i “franchi tiratori”: per colpire Abbruzzese e per mandare un messaggio politico a Tajani.

Ieri in consiglio regionale il gruppo di Forza Italia ha fatto capire a Claudio Fazzone, senatore e coordinatore regionale, che le cose non vanno più e sempre come ipotizzato. (leggi qui La guerra interna a Forza Italia affonda il vice presidente) Tajani e Fazzone: ad entrambi gli “azzurri” hanno voluto far capire che il tempo dei big è sepolto.

Non sarà facile per Nicola Ottaviani e Adriano Piacentini riorganizzare Forza Italia sul territorio. Il sindaco di Frosinone e il commissario provinciale si stanno muovendo con cautela, ma sanno che gli avversari interni sono pronti ad approfittare di ogni errore.

Intanto i malumori crescono.

Mario Abbruzzese non è affatto convinto di rimanere a guardare, tanto più che Fazzone gli ha sfilato il partito in provincia a due settimane dalle elezioni. L’ex consigliere regionale non lo ha dimenticato. A chi lo ha incrociato malinconico, ieri mattina, con al collo il cartellino ‘Visitatore‘ nei corridoi della Regione Lazio che un tempo presiedeva, Abbruzzese ha detto che ora si candiderà alle Europee. Ma non era troppo convinto.

Antonello Iannarilli sta aspettando la candidatura a sindaco di Ferentino: se sarà quella di Franco Collalti, allora sbatterà la porta e andrà via. I suoi amici più stretti dicono che non vede l’ora.

Danilo Magliocchetti, capogruppo provinciale e cittadino degli “azzurri”, nasconde il malumore, ma dal partito si aspettava di più. Sia nella fase delle candidature che in quella dei nuovi assetti.

Tutta l’area di Abbruzzese aspetta di capire come avverrà la riorganizzazione, però i messaggi inviati da Adriano Roma nel corso dell’ultima riunione dell’assemblea sono stati espliciti. Non si faranno sconti a nessuno.

Quindi ci sono tante situazioni locali in ebollizione. Compresa quella di Frosinone, dove il gruppo forzista non gradisce il “doppio forno” di molti esponenti di liste civiche.

Infine c’è chi è sparito dai radar. Come Silvio Ferraguti, già responsabile nazionale di Forza Italia per le politiche sui Lavori Pubblici, candidato alle europee: avrebbe dovuto concorrere per il Senato o per la Camera. Niente. Non ha neppure protestato. La parentesi politica appare chiusa.

Forza Italia è una pentola a pressione con troppi coperchi sopra. Esploderà.

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