Caos Ilva: Grillo vuole un parco, Di Maio ci vuole pensare. Tajani a Patrica chiede chiarezza

Il balletto sul futuro dell'Ilva. Grillo ricorda l'ipotesi di bonifica come la Ruhr in Germania con fondi che risalgono al 1952. Di Maio lo smentisce: 'Opinioni personali'. Antonio Tajani randella entrambi durante l'incontro con gli operai dello stabilimento di Patrica

Antonio Tajani mette da parte il suo proverbiale aplomb. Impugna il randello ed assesta un paio di colpi sul nuovo governo gialloverde. Lo fa sulla questione Ilva. «Il ministro Di Maio dice che l’Ilva non deve essere chiusa, Grillo invece che deve essere chiusa e trasformata in un grande parco. C’e’ totale incertezza sulla politica fiscale, finanziaria e industriale e alla fine a pagare il conto sono i cittadini italiani».

Per scendere in campo, il presidente del Parlamento Ue sceglie una delle capitali dimenticate dell’industria siderurgica nazionale: Patrica, lì dove Ilva ha uno dei suoi stabilimenti. Quello specializzato nella zincatura dei metalli e nella lavorazione dell’alluminio.

 

Durante la campagna elettorale il Movimento 5 Stelle aveva promesso la chiusura dell’Ilva. Assicurava che avrebbe realizzato una riconversione stile Bilbao. Nella giornata di ieri il fondatore Beppe Grillo ha scritto sul suo blog un post dal titolo «Che il cielo sopra l’Ilva diventi sempre più blu». Lì suggeriva di provare a usare dei fondi europei «dimenticati». Parlava di «2,2 miliardi di euro immessi in un fondo quando l’Ue si chiamava Comunità Economica del Carbone dell’Acciao. Erano destinati proprio per i pensionamenti dei lavori usuranti e per le bonifiche».

Si tratta di un programma che risale al 1952. La Ceca è stato sostituita nel 1957 dalla Comunità Economica Europea. Dalla quale nel 992 è nata l’Unione Europea.

Nel post, Grillo spiegava «che l’Ilva è la più grande centrale dell’acciaio d’Europa, potremmo cercare di accedere direttamente a questo fondo che attualmente è gestito dal Consiglio europeo e messo, credo, all’ingrasso in qualche fondo tripla A tedesco, presumo».

 

Oggi a sconfessarlo è stato il Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, creatura del M5S Sull’Ilva, «Grillo o chiunque altro esprimono delle opinioni personali: su tutti i dossier io non prenderò decisioni finché non avrò ascoltato le parti» ha sconfessato ai microfoni di Radio Anch’io, su Radio1. Di Maio ha sottolineato che nel trattare la questione Ilva ci sarà «responsabilità» e «se serve anche continuità».

 

Antonio Tajani, di fronte a questa linea contraddittoria del Movimento 5 Stelle ha chiesto chiarezza.

«Bisogna capire che cosa si vuol fare dell’Ilva. C’è una totale assenza di politica industriale e rischiamo di precipitare nel fondo» ha detto il presidente del parlamento europeo incontrato i lavoratori dello stabilimento Ilva di Patrica.

«Bisogna capire – ha aggiunto – se l’Ilva è fondamentale per l’Italia o la si vuole trasformare in un parco come dice Grillo. Non e’ una partita secondaria, c’è in gioco il lavoro e la dignità delle persone, di lavoratori specializzati che sanno fare bene il proprio lavoro».

Per Tajani «bisogna utilizzare bene le risorse perché non ci sono i soldi per fare tutto».

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