In tre vogliono bersi l’Acqua Fiuggi (e pure Terme e Golf)

Le tre proposte per l'acquisizione dell'Acqua di Fiuggi. Con la fidejussione da centomila euro allegata. Perché sono un successo. Cosa c'è dietro. E cosa potrebbero portare. I prossimi passi

Massimiliano Pistilli

Informare con umiltà e professionalità

Le proposte sono tre. E sono tutte interessanti. Perché dietro ciascuna di loro c’è un progetto economico e c’è un piano industriale: così grosso da non coinvolgere solo Acqua di Fiuggi ma l’intero comprensorio e tutto il comparto del Turismo.

Se sarà svolta storica lo si saprà nei prossimi giorni. Ma intanto si parte con una ottima notizia: per l’acquisizione, dopo la messa sul mercato e privatizzazione degli asset Acqua a Terme Fiuggi Spa sono state ben tre le offerte non vincolanti giunte negli uffici del comune di piazza Trento e Trieste alla scadenza del 28 febbraio alle 12. Non era scontato. Non c’era alcuna certezza che il mercato accettasse di investire su un’operazione del genere. Perché? (Leggi qui Un clic ed Acqua & Terme di Fiuggi vola sul mercato).

Perché è un’operazione diversa

L’operazione Acqua e Terme di Fiuggi non è un’incursione da finanza, non è un’operazione da fare con il turbo investendo e capitalizzando nel giro di pochi mesi. È ben altro: significa costruire da zero un intero progetto di economia industriale. Significa mettere a sistema l’acqua con gli alberghi, le terme con la ricettività, disegnare un diverso modello di accoglienza, una differente offerta sul mercato. Perché Fiuggi è un brand che ancora funziona ed è conosciuta come l’acqua della salute che toglie in maniera naturale i calcoli dal nostro organismo.

Nessun dettaglio sulle tre manifestazioni di interesse. Ma si sa che dietro ad ognuna c’è un pool di investitori. E c’è un piano per trasformare Fiuggi nella città delle terme e della salute.

La gara era attesa da decenni ed è arrivata dopo una lunga battaglia portata avanti dal primo cittadino Alioska Baccarini insieme alla sua maggioranza. Portano a casa un risultato iniziale straordinario: il modo in cui hanno sistemato i conti e risanato l’azienda ha reso gli asset Atf interessanti per tre società nazionali e internazionali.

Tutti incrociano le dita e si augurano che al termine dell’iter, giunto alla sua prima fase,  si possa veramente parlare di un’acquisizione e di un piano di rilancio privato per i simboli della città termale: l’imbottigliamento della preziosa oligominerale e Terme da una parte e dall’altro campo da golf e impianti sportivi

E Baccarini gongola

Non nasconde la sua soddisfazione il sindaco. Su questo iter si è giocato molto Baccarini. Non è stato facile, gli ostacoli sono stati tanti. E di varia natura. Alla fine ha portato sul mercato una società storica e risanata, simbolo della città.

«Sono assolutamente fiducioso dell’esito della gara», afferma il sindaco. Che poi entra nello specifico.  «Perché una fidejussione bancaria di 100mila euro in un’offerta non vincolante è certamente significativa della volontà di effettivamente partecipare alla gara e eventualmente aggiudicarsi gli asset». (Leggi qui: Una firma e per altri 30 anni sarà Acqua Fiuggi).

Ed ora che succede?. «Le prossime mosse e procedure saranno chiaramente una previa concertazione con l’advisor che seguiamo puntualmente. Il tutto insieme alla società che ci gestisce la piattaforma creata autonomamente per questa procedura». Che cosa farà? «Nei prossimi giorni si verificheranno i requisiti formali e sostanziali. Verranno invitati i soggetti interessati a formulare un’offerta vincolante». Si incrociano le dita.

L’attesa e speranza

La piazza con il teatro ed il municipio di Fiuggi (Foto: Graziano Rinna)

Solo allora con l’arrivo di un’offerta vincolante e magari una acquisizione si potrà iniziare a festeggiare. Ma intanto Fiuggi con la privatizzazione Atf sogna il rilancio e l’uscita da una tenaglia che sta mordendo il suo settore primario: quello turistico e alberghiero.

Stretto da una tenaglia che vede in questi anni una doppia crisi: la prima del settore, atavica, ora aggravata dal Covid. Ma forse una speranza c’è e questo lo dirà il bando di gara degli asset Atf. Unica strada per un vero e serio rilancio della città termale e cuore pulsante dell’economia del nord Ciociaria

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