Quella foto di Fazzone con i sorani e senza Quadrini

Il senatore Claudio Fazzone incontra il commissario e la capogruppo di Sora. Non c'è Gianluca Quadrini. Cosa significa la foto che li mostra sorridenti. Il quadro complicato. E la manovra del coordinatore regionale per tenere tutto in piedi.

Carlo Alberto Guderian

già corrispondente a Mosca e Berlino Est

La fotografia li ritrae tutti sorridenti nel parcheggio del ristorante Varlese proprio a due passi dal casello autostradale di Cassino, sulla strada per Formia. Ci sono il potentissimo coordinatore regionale di Forza Italia Claudio Fazzone in camicia azzurra senza cravatta, il sub commissario provinciale Rossella Chiusaroli con una camicia bianca a sbuffi floreali, l’ex presidente della Provincia Giuseppe Patrizi nella consueta tenuta da cerimonia, il commissario del circolo di Sora Vittorio Di Carlo, la capogruppo consiliare di Sora Serena Petricca. Assente dall’inquadratura, non per motivi di spazio, il vice coordinatore regionale Gianluca Quadrini: assenza giustificata, è impegnato come presidente di Commissione negli esami di Maturità.

GIANLUCA QUADRINI CON ROBERTO DE DONATIS

Eppure, l’incontro che si attendeva era un altro. Quello con il senatore Fazzone, Quadrini ed il gruppo di consiglieri civici dell’amministrazione del sindaco di Sora Roberto De Donatis pronti ad entrare in Forza Italia e ribaltare gli equilibri, sia nel centrodestra di Sora e sia nell’amministrazione cittadina. Strategia alla quale si sono detti contrari sia Di Carlo che Petricca. (leggi qui Il ‘gruppone’ di Forza Italia spaventa il centrodestra).

Claudio Fazzone incontra proprio l’ala contraria all’operazione. Cosa significa? Come va letta quella foto?

La premessa

Per comprenderlo è necessario partire da un punto fermo. Il coordinatore regionale di Forza Italia non ha intenzione di frantumare il Partito a Sora né altrove. Non è una questione di simpatie: bensì di intelligenza politica. Non commetterà l’errore già compiuto da Mario Abbruzzese alle scorse Regionali quando mise Gianluca Quadrini nella condizione di uscire dal Partito. Abbruzzese si ritrovò senza una massa impressionante di voti, la cui assenza contribuì a fargli perdere il seggio blindatissimo a Montecitorio mentre l’attuale vice coordinatore sfiorò l’elezione in Regione praticamente senza un Partito.

Il Senatore Fazzone ha la consapevolezza di essere di fronte ad una partita a scacchi: nella quale non intende sacrificare né regine, né alfieri, né cavalleria e nemmeno un solo pedone. Vuole mantenere in Forza Italia Gianluca Quadrini con i suoi voti e allo stesso tempo giocare fino in fondo la partita per le Comunali di Sora.

I due scenari

CLAUDIO FAZZONE CON ROSSELLA CHIUSAROLI

Al tavolo da gioco, il senatore è tra i più cinici e lucidi. Per quanto nessuno potrà mai trovare una sua impronta digitale o un solo frammento di Dna, sulla scena del delitto politico rappresentato dal crollo dell’amministrazione di centrodestra che guidava Cassino è un’evidenza che quell’operazione abbia rappresentato la fine del suo ex avversario Mario Abbruzzese. L’esecutore materiale fu l’allora capogruppo Rossella Chiusaroli che oggi ha un ruolo di rilievo nel nuovo organigramma del Partito.

Fatta questa premessa, gli scenari possono solo essere due. Il primo. Gianluca Quadrini traghetta in Forza Italia un numero di consiglieri civici tale da costruire il principale Gruppo politico in Consiglio Comunale, ribaltando i rapporti di forza. E creando i presupposti per avere un’amministrazione di azzurra in una delle principali città della provincia.

Non sarebbe un ribaltone: gli eletti in Forza Italia amministrano Sora da quattro anni, spesso dopo essere usciti dal Partito per liberarsi dal giogo politico di Abbruzzese; Serena Petricca è rimasta all’opposizione per le conseguenze dell’ultima lite politica interna. (leggi qui Il patto segreto per spartirsi il potere a Sora).

L’operazione Quadrini ridurrebbe i margini di manovra di Petricca / Di Carlo che cesserebbero la loro splendida solitudine. Proietterebbe al tavolo del centrodestra una Forza Italia forte del principale Gruppo, capace di dare le carte nel confronto con Lega e Fratelli d’Italia al momento di scegliere il candidato sindaco.

Il secondo scenario. Claudio Fazzone blocca l’operazione. Forza Italia si siede al tavolo del centrodestra ‘forte’ di un solo consigliere comunale, sovrastata da Fratelli d’Italia e con la Lega che ha già posto la pregiudiziale rivendicando la candidatura a sindaco.

La soluzione

da sinistra, BRUNI, CHIUSAROLI, DI CARLO, DE DONATIS

In entrambi i casi non è in gioco l’unità del centrodestra. E anche se lo fosse non rappresenterebbe un problema. Perché ci sono situazioni e territori nei quali è impossibile attuarla. Uno di questi è proprio il feudo politico di Claudio Fazzone: a Fondi, alle prossime comunali il centrodestra si presenta con candidati diversi; stessa cosa a Terracina. Ed è la cosa più logica e normale. (leggi qui Per favore, niente ipocrisie sul patto mancato nel centrodestra).

La soluzione della partita è semplice. È legata ad una sola domanda: che tipo di partita vuole giocare Forza Italia a Sora: vuole tentare di esprimere un candidato sindaco o vuole solo appoggiare il resto della coalizione?

Con lo scenario 1 si andrebbe a puntare su un bis per Roberto De Donatis, puntando sulla capacità di coalizzare forze politiche tanto diverse tra loro; è l’operazione che è stato capace di fare quattro anni fa, ottenendo l’elezione a sindaco. Dopotutto Fratelli d’Italia è al suo fianco, esprime il presidente d’Aula, una delega importante, alla quale fino a pochi giorni fa si aggiungevano i Lavori Pubblici a Massimiliano Bruni. Ci sono pezzi del Pd. E la direzione riunita giovedì scorso ha lasciato trasparire che una parte dei Dem (minoritaria) sarebbe anche pronta ad un bis.

Con lo scenario 2 si frantumerebbe quella coalizione. Per andare ad aggregarsi su un altro nome. L’ex sindaco Tersigni sta lavorando per costruire un’aggregazione alternativa e coalizzare buona parte degli ex Forza Italia se dovessero trovarsi senza Patria. Fratelli d’Italia sta lavorando ad un progetto simile.

Un’indicazione Claudio Fazzone l’ha già data: all’opposizione di questa amministrazione. Significa tutto e niente allo stesso tempo. Perché l’amministrazione De Donatis per quattro anni è stata appesa ad un solo voto di maggioranza, cambiando pelle in continuazione. È sopravvissuta a tutte le rivoluzioni politiche avvenute nei Partiti di Sora: la frantumazione di Forza Italia, il passaggio a Cambiamo, la rottura nel Pd, gli scossoni in Fratelli d’Italia, la nascita della Lega.

Roberto De Donatis ha avuto la capacità di essere uno, nessuno, centomila. E durare quattro anni. Un elemento da considerare nel momento in cui si dovrà scegliere lo scenario.

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