Indecisi e smarriti, l’estate anomala del Movimento Cinque Stelle

Foto: © Imagoeconomica, Alessia Mastropietro

Le elezioni anticipate restano un’opzione possibile. Ma tra divieto di terzo mandato e sondaggi da incubo i pentastellati rischiano (almeno) il dimezzamento. E anche in Ciociaria si porrebbe il problema delle candidature, specialmente per Ilaria Fontana ed Enrica Segneri. Luca Frusone sarebbe fuori gioco.

Se si votasse oggi, almeno stando ai sondaggi, il Movimento Cinque Stelle vedrebbe dimezzata la propria rappresentanza parlamentare. Con tutte le conseguenze del caso. Inoltre, se si votasse oggi, senza cioè aver annullato il divieto di candidarsi per il terzo mandato, in tanti resterebbero al palo. A cominciare da Luigi Di Maio, vicepremier, ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico e capo politico del Movimento.

Luca Frusone, per esempio, per due volte consecutive è stato eletto deputato in provincia di Frosinone. Lui non potrebbe concorrere. Diverso il discorso per Ilaria Fontana ed Enrica Segneri.

Ma c’è pure da dire che, rispetto al 2018, le condizioni sono mutate tantissimo. Difficilmente i Cinque Stelle potrebbero essere competitivi nei collegi uninominali maggioritari, dove qualunque candidato sostenuto da Lega e Fratelli d’Italia partirebbe con un grande favore di pronostico.

Dunque i pentastellati dovrebbero cercare di puntare soprattutto nel proporzionale. La domanda è: Enrica Segneri e Ilaria Fontana avrebbero la forza per ottenere una designazione in quei collegi? Inoltre sul territorio il Movimento non si è strutturato in questi anni. Nonostante gli annunci di volerlo fare.

I consiglieri comunali sono pochi e neppure raccordati fra loro. C’è il consigliere regionale Loreto Marcelli, che però viaggia per conto proprio. Alle Provinciali i pentastellati non hanno presentato liste e neppure hanno votato, mai sono stati finora competitivi in un solo Comune per la carica di sindaco.

I tradizionali strumenti dei Cinque Stelle, cioè il coinvolgimento on line degli iscritti, appaiono spuntati e depotenziati dall’esperienza di governo. Quindi la cosa più importante: il Movimento è diviso tra l’ala governativa di Luigi Di Maio, quella barricadiera di Alessandro Di Battista e quella a metà tra la vocazione istituzionale e le istanze della base di Roberto Fico.

Eppure anche i pentastellati devono fare in fretta, perché potrebbero esserci accelerazioni sul fronte delle elezioni anticipate. In Ciociaria però nessun sussulto.

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