Indiscreta Fiuggi – Dagli 8 piatti di Quadrini allo schiaffo di Fazzone, ai carbonari per la Saf

Il pranzo estivo di Antonio Tajani a Fiuggi. Dagli 8 piatti dell'eroico Quadrini allo schiaffo di Fazzone, dalla carbonara nel buffet ai carbonari che si riuniscono in una saletta per parlare di Saf

Camilla de Tourtrissac

Tagliacucitrice con gusto

C’erano tutti o quasi a Fiuggi. L’aria di collina nella quale trovare tregua alla calura di giugno ha funzionato da richiamo. Soprattutto è stata efficace l’aria di elezioni sempre più vicine. Antonio Tajani sta organizzando le sue truppe in Italia e disertare nel pieno di questa fase non sarebbe stato prudente.

Parlamentari nazionali e regionali di Forza Italia sono arrivati da tutta la penisola, affollando di buon ora i saloni dalle rifiniture art nouveau del Palazzo della Fonte. Inciuciando tra salotti e corridoi che vennero già attraversati dalla Regina Elena del Montenegro coniugata a sua Maestà Vittorio Emanuele III e dai di loro pargoli, recentemente ricomprata per ciociarissima tigna dal sir Rocco Forte dopo la scalata ostile subita da suo padre, l’impareggiabile sir Charles da Casalattico (leggi qui)

 

 

L’AVVISO DI TAJANI

Il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani ja aperto i lavori. Il suo discorso è già sui siti e domani verrà approfondito dai quotidiani. Ma le cose più importanti sono quelle non dette o quelle che stanno tra le righe. Così, dal discorso dell’europresidente si capisce che Silvio Berlusconi sta per sparigliare ancora una volta le carte. Forte del principio che generò Forza Italia nel ’94: volti nuovi, gente nuova, preceduta dalla fama di efficenza e capacità.

Il messaggio è chiaro. «Bisogna aprire il Partito. Dobbiamo riformare il centrodestra. E’ indispensabile allargarci ai sindaci ed alla loro esperienza sul terreno. Non sottovalutiamo il modello Ottaviani. Quella inventata e applicata dal sindaco di Frosinone è una formula che ci consente di recuperare il terreno conquistato dai populismi. Addirittura potremmo arrivare a fare un’invasione di campo»

 

OTTAVIANI REGIONALE

Nessuna investitura ufficiale per Nicola Ottaviani a candidato governatore della Regione Lazio. Fare anche solo un accenno in questa fase avrebbe significato, dal punto di vista politico, bruciare ogni possibilità. Ma già il fatto che nessuno abbia smentito l’ipotesi lascia capire che c’è e resta in piedi.

Il sindaco di Frosinone è il primo che viene chiamato ad intervenire dopo Tajani.

Illustra il modello Solidiamo. E’ quello che ha applicato al Comune di Frosinone per 5 anni: dimezzare le indennità di sindaco, assessori, consiglieri di maggioranza e girare quei soldi in borse di studio e attività per anziani. Spiega che è stato «un grande momento di riconciliazione sociale. Uno strumento eccezionale per fronteggiare tempi eccezionali. Sotto l’aspetto della giustizia istituzionale potrebbe non essere corretto che politici non abbiano appannaggi. Ma – scandisce Nicola Ottavianidobbiamo restituire quello che una pessima classe politica ha tolto alla gente nel corso degli anni. E’ una fase di riconciliazione della politica con la gente, tra piazza e campanile».

Come aveva già fatto giovedì durante A Porte Aperte su Teleuniverso, (leggi qui) il sindaco del capoluogo non cita mai il Movimento 5 Stelle. Ma il mirino è posizionato fisso su di loro. Parla di ‘populismi‘. Ogni frase è un colpo di mortaio esploso sulla disamministrazione romana di Virginia Raggi. Alla quale Ottaviani contrappone sempre esempi di efficienza realizzati a meno di 50 chilometri dalla Capitale.

Se ci saranno le primarie per diventare candidato governatore del Lazio per il centrodestra, a tutti nel Palazzo della Fonte appare chiaro che Nicola Ottaviani ci sarà.

 

 

TIPI DA CRAVATTA E NON

Ci sono 40 gradi all’ombra a Fiuggi. Ma il consigliere provinciale e comunale di Frosinone Danilo Magliocchetti ha sottoscritto un patto con Caronte. E’ stato l’unico a tenere fino a sera la cravatta celeste sotto una giacca blu di buona fattura ma pret a porter, pantalone grigio con immancabile fazzoletto al taschino. Qualcuno scommette che non sia umano.

L’ex ministra regionale e comunale di Frosinone Alessandra Mandarelli sfoggia una splendida eleganza informale. Su un pantalone blu esibisce una camicia lunga, d’un blu un paio di punti più scuro. Che, nonostante copra la sua intrigante femminilità, attira l’occhio del signore in giacca e jeans appostato come un body guard accanto alla porta girevole, che piazza le pupille fisse sul lato B dell’onorevola avvocatessa.

Borsa di Fendi alla spalla destra, Alessandra Mandarelli si getta tra le braccia della duciona Alessandra Mussolini appena entra nel Palazzo della Fonte in tutta la sua prorompenza mal riposta sotto una canotta giallo – canarino degna d’una passeggiata sul lungomare di Scauri e non del Grand Hotel.

Il designato presidente del Consiglio Comunale di Frosinone Adriano Piacentini al momento di sedersi a tavola si accomoda distante da Danilo Magliocchetti. La cosa viene notata. Ma tra il personale di servizio c’è chi garantisce che non ci sia alcuna freddezza tra i due. Anzi, sono stati a lungo ad inciuciare su un divano rosso e verde ad un angolo della sala. Stavano definendo il nome dell’assessora comunale da designare in quota Forza Italia o si stavano spartendo le candidature tra Regione e Camera?

Vittorio Manidiforbice Di Carlo, sempre più calato nel suo nuovo ruolo di camiciaio in Sora, si ricorda d’avere attinenze con la politica. E’ presente anche lui,  nonostante non abbia incarichi ufficiali a Sora. Ma è sempre tra quelli che tirano le fila dall’ombra. Vittorione sfoggia una camicia azzurro Stefer senza cravatta, taglia extralarge: la dieta è finita e sta recuperando il terren perduto: della serie Quadrini aspettami.

Calca le scene anche Mauro Tommaselli da Isola del Liri, consigliere d’opposizione che non raggiunge ancora i livelli della compianta Mirella Colantonio, grande assente alla convention. E’ al Palazzo della Fonte nonostante sui giornali campeggi ancora il suo attacco ad Abbruzzese sul Ptpf.

Da Cassino arriva un sempre più smagrito sindaco Carlo Maria D’Alessandro, ormai ridotto alla metà di se stesso per via della dieta draconiana che la di lui signora, nonché il di lui diabetologo, gli hanno imposto. Ad accompagnare il sindaco c’è il consigliere comunale e provinciale Rossella Chiusaroli. Che ha lasciato nell’armadio la mise bianca sfoggiata nel corso dell’ultimo consiglio provinciale, con la quale ha provocato seri turbamenti al Presidente d’Aula Luigi Vacana. Il professor Luigi Pinchera, oculista di chiara fama, sta ancora tentando di rimettergli le pupille dentro le orbite dopo essergli uscite per finire appiccicate alle cuciture posteriori del vestito della Consigliera.

 

E MARIO ABBRUZZESE

Mario Abbruzzese è senza cravatta, in pieno  Tajani style. Ma l’eleganza c’è, segno d’una mano femminile di buon gusto che detta le scelte dell’outfit. Lui da solo non curerebbe certi dettagli. A partire dalle camicie.

Alle sue spalle, saltella come uno stambecco l’assistente Roberta Di Padua, pronta ad immortalare da ogni angolazione le imprese del suo presidente della Commissione Riforme Istituzionali della Regione Lazio. E’ l’unica a mandare on line in tempo reale l’intervento del suo deputato. Suscitando lo sconforto degli afficionados del suo canale Facebook: ormai hanno fatto l’occhio ai suoi succinti selfie marittimi.

 

IO, CLAUDIO ME NE FREGO

Claudio Fazzone, coordinatore regionale del Partito per mancanza di prove certe, si cimenta in un lungo intervento, nel corso del quale ha dissertato su tutto lo scibile umano. C’è mancato solo che si mettesse a discettare sul problema delle pulci che affliggono le scimmie bonobo, pur di dimostrare che lui, dell’invito fatto dal chairman Mario Abbruzzese, a contenere gli interventi entro tempi europei, se ne fregava altamente.

 

TIPI DA BUFFET

Lo chef del Palazzo della Fonte entra nel panico quando viene a conoscenza che tra i commensali ci sarà l’eroico presidente dell’indomita Comunità Montana di Arce (pervicace alla liquidazione) nonché capogruppo provinciale di Forza Italia Gianluca Quadrini. Dispone che vengano raddoppiate le dosi e si affida alla bontà del Cielo ed a san Silvio.

All’ora del pranzo, il presidente Quadrini si lancia verso il buffet. In tutto si contano otto viaggi dal tavolo alle portate. Due viaggi li ha fatti tornando con piatti pieni di verdure, due li ha fatti riportando alla base un quarto di salmone per volta, due li ha fatti riportando altrettanti vassoi di pasta, gli ultimi viaggi li ha fatti avventandosi sui vassoi con i dolci.

Più morigerato l’ex coordinatore provinciale e consigliere regionale per una sola notte Adriano Roma. Si è limitato a tre pietanze: contenuto nell’antipasto, attento con il primo di pasta. Al momento dei dolci è rientrato con un piatto che tracimava diabete da ogni bordo, al grido «Tanto non mangio il secondo»

In un tavolo a parte, come i congiurati di Mazzini, stanno senza mischiarsi con altri l’ex deputato, ex assessore e consigliere regionale, ex coordinatore provinciale del Partito, ultimo presidente della Provincia di Frosinone a d essere eletto prima della riforma Delrio, Antonello Iannarilli con il già vice coordinatore provinciale di Forza Italia e sindaco di Torrice Alessia Savo ed il mancato sindaco di Ferentino Marco Valeri. 

Riccardo Del Brocco da Ceccano mangia e punta al futuro: è l’unico a non avere fatto lacorsa per immortalarsi con Tajani: ha preferito il selfie con Magliocchetti e Roma. Quando si dice: scommettere sul futuro tenendosi saldi al passato…

 

TIPI DA STAMPA

La stampa locale era rappresentata ai massimi livelli giornalistici. Impossibile non ammirare una intrigante Giulia Abbruzzese fasciata da un elegantissimo tubino nero con le frangette, slanciata da un tacco 12 nude color portato con disinvoltura. Accanto a lei, Ciociaria Oggi manda l’arcigno veterano Gianluca Trento in abito blu e cravatta azzurra. Gianluca è l’uomo che ha scoperto (ma mantiene gelosamente custodito) il terzo Segreto di Magliocchetti. Ovvero: come nascondere l’aria condizionata sotto la giacca per non morire liquefatti di 40 gradi all’ombra.

Altra coppia giornalistica (ma in questo caso anche nella vita) presente è quella dei coniugi Dario Facci (direttore che sta rianimando La Provincia Quotidiano) e Cinzia Cerroni (Lazio Tv). Lui ha resistito stoicamente, mantenendo la cravatta per tutta la prima parte della cerimonia, svoltasi in prefettura a Frosinone. Poi, giunto a Fiuggi, s’è scravattato. Lei, al suo fianco, in elegante abito scuro.

Il direttore dei Tg di Teleuniverso e di Alessioporcu.it, Alessio Porcu? Presente: ma mimetizzato da paralume, il travestimento che gli riesce meglio e grazie al quale riesce ad origliare le cose più segrete. Come quella che segue.

 

LA RIUNIONE PER LA SAF

In una saletta riservata, con discrezione, ad un certo punto Mario Abbruzzese riunisce i sindaci di Forza Italia. E detta le strategie da tenere nei prossimi giorni, quando ci sarà l’assemblea per approvare il bilancio della Saf e rieleggere il presidente. La linea è quella anticipata da Alessioporcu.it nei giorni scorsi:  attaccare gli ultimi pozzi del centrosinistra, provare a ribaltare le governance. (leggi qui)

L’attacco al presidente uscente Mauro Vicano avverrà su un fronte. Cifre alla mano, risulta che alla Saf occorra lavorare 700 tonnellate di rifiuti al giorno per pareggiare i costi. I sindaci domanderanno alpresidente uscente quante di quelle 700 tonnellate servono per pareggiare i costi delle assunzioni fatte da lui nel corso dell’ultimo anno.

 

 

ASSENTE GIUSTIFICATO

Unico assente, ma ampiamente giustificato, è l’ex deputato di Forza Italia Riccardino Mastrangeli. Presente solo alla parte istituzionale in Prefettura, con un abito blu sul quale spiccava l’elegantissima cravatta gialla. Non ha partecipato al buffet politico mondano di Fiuggi. Lui ormai è concentrato solo sugli eventi vip nell’Urbe: lì dove il suo Nicola Ottaviani potrebbe avere bisogno presto di voti. E Riccardino (leggi qui) si sta già portando avanti.

Le elezioni regionali, dopotutto, si vincono su Roma.

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