Indiscreto – Amata senzaterra e senza stanza, l’eroico sotto attacco, Di Nota al Quirinale

Indiscreto, notizie varie ed avariate dal mondo di quelli che... pesano. Andrea Amata senzaterra e senza stanza. L'eroico è sotto attacco. Antonio Di Nota al Quirinale. Un bar per il Segretario. Che va a Roccasecca

Amata senza terra e senza stanza

Come Giovanni d’Inghilterra, figlio minore di Enrico II, soprannominato il Senzaterra per essere rimasto senza appannaggi, in quanto ultimo dei fratelli. Così il fu vice presidente della Provincia di Frosinone Andrea Amata: rimasto senza candidatura nel suo Comune di Atina (dove non l’hanno voluto né la lista di maggioranza né quella di opposizione), riparato a Filettino dove è candidato al Consiglio comunale. (leggi qui L’incredibile agonia della fascia di Andrea AmataOra rischia di rimanere oltre che senza terra anche senza stanza.

Nelle ore scorse si aggirava disperato tra i corridoi di Palazzo Iacobucci. Circospetto, domandava con finta indifferenza: «Ma… Mignanelli mica pretenderà la mia stanza?». Massimiliano Mignanelli è stato investito da qualche giorno della fascia di vice presidente della Provincia, al posto di Andrea Senzaterra Amata che per opportunità si è dimesso dopo essere passato dalle file della defunta Alternativa Popolare a quelle della Lega.

Parquet sul pavimento, pareti ravvivate da una preziosa litografia originale di Guttuso (periziata dall’assessore alla Cultura Luigi Vacana che l’ha dichiarata ‘di elevato pregio‘), divano confortevole, canapè, bagni interno, anticamera: la stanza è storicamente il luogo di lavoro deputato alla carica di Vice Presidente.

Massimiliano Mignanelli il problema non se l’è posto. Per lui è chiaro che quella debba essere la sua stanza. Ad Andrea Senzaterra Amata concederà qualche giorno per organizzare il trasloco: subito dopo le elezioni il Compagno Max intende prendere possesso.

Per quel giorno si conosceranno i risultati delle elezioni a Filettino. E si saprà se Andrea, oltre che Senzastanza sarà rimasto anche definitivamente Senzaterra oppure avrà conquistato uno scranno a Filettino.

 

L’eroico desaparecido

Segnali di smobilitazione nel fortino dell’eroico presidente dell’indomita Comunità Montana di Arce (sopravvissuta con pervicacia alla liquidazione) Gianluca Quadrini.

Prima è andata via la storica assistente. Talmente efficiente che ne controllava anche il regime alimentare. Talmente presente che pretendeva di partecipare alle Commissioni ed alle conferenze dei capigruppo come se fosse lei l’eletta. Ora l’eroico è del tutto concentrato sulla rielezione in consiglio comunale ad Aprino e si è quasi del tutto disinteressato alla Provincia.

Ha capito che se fallisce ad Arpino è fuori da tutto. Dal Comune, dalla Provincia e dalla Comunità Montana.

Il fortino di Arce è finito nel mirino della Regione Lazio. Dopo essere stati sconfitti nell’impetuoso attacco con cui liquidare la Comunità Montana, nelle file di Nicola Zingaretti hanno detto «È imbarazzante tenerlo lì». Ed è cominciata una segreta manovra di accerchiamento: alle prossime elezioni Comunitarie vogliono che sul tetto dell’Indomita Comunità Montana di Arce sventoli una bandiera politica di altro colore. L’attacco, giurano, partirà da sinistra.

 

L’eroico presidenziale

L’eroico presidente Gianluca Quadrini però ha fiutato l’accerchiamento politico. E sta studiando le contromosse. Una volta sistemata la questione Arpino, in caso di elezione, si candiderà a presidente della provincia di Frosinone.

Ne ha parlato nei giorni scorsi con alcuni dei sindaci che due anni fa l’hanno sostenuto nella scalata alla Provincia. Facendolo diventare il più votato nelle file di Forza Italia (Il Partito in cui militava all’epoca), prendendo da solo la metà dei voti ponderati presi dal resto dei candidati.

Giura vendetta contro il presidente Antonio Pompeo. «Non mi ha voluto dare la fascia di vice presidente?! A me?! E io allora mi prendo quella da presidente e poi vi faccio vedere».

Tremenda vendetta, come nell’Ernani di Giuseppe Verdi. Che – pochi sanno – previde due finali diversi per il II atto. Chissà quale dei due reciterà Quadrini.

 

Di Nota al Quirinale

Da vice presidente mancato alla Provincia di Frosinone ad aspirante vice presidente della Repubblica Italiana. Il capogruppo del Pd in Provincia Antonio Di Nota da Colle San Magno nei giorni scorsi ha saturato il gruppo WhatsApp della maggioranza, inviando decine di messaggi a sostegno del Capo dello Stato Sergio Mattarella.

“Io sto con il Presidente”, “Difendiamo Mattarella”, “Nessuno osi offendere il Presidente”, “Non lasciamolo solo”…. Così tanti che il comandante della Polizia Provinciale ha iniziato a meditare se fosse il caso di richiamare la Riserva ed armare le guardie preparandosi a schierarle intorno al Quirinale.

Le reazioni politiche in chat ai messaggi patriottici di Di Nota? Nessuno se lo è filato.

 

Il Vacana trasversale

È entrato in Provincia sul carro Socialista. E mai ne è sceso. Nonostante un mezzo accordo con Gianfranco Schietroma in base al quale forse si doveva fare prima o poi una staffetta. Ma dal momento in cui è diventato presidente del Consiglio Provinciale di Frosinone, Luigi Vacana è diventato ecumenico. Al punto che ora a parlare di lui è l’opposizione.

L’unico capitolo del Bilancio che ha messo tutti d’accordo con elogi unanimi, lode et gloria, è stato quello della Cultura. Cioè il dicastero retto da Vacana il sottile.

 

Un bar per il Segretario

Un bar in camera per il Segretario Generale della Provincia di Frosinone Fabio Martino Battista. Ha acquistato di sua pecunia una macchinetta per il caffè a cialde attrezzandosi un mini bar da camera.

Peccato che da ora in poi però dovrà stare meno nella sua adorata stanza, nella quale giurano che abbia un paio di ciabatte nascosto sotto alla scrivania e fumi in continuazione le sue amate sigarette elettroniche al punto da avere reso l’appartamentino una specie di suk arabo.

Il segretario ci starà meno perché andrà a scavalco alcuni giorni della settimana nel Comune di Roccasecca. L’iniziativa pare sia stata del vice presidente della Repubblica honoris causa Antonio Di Nota.

Andrea Amata ha già iniziato a prendere le misure di quella stanza: appena il segretario esce – come accade nelle Case Popolari – progetta di piazzarsi dentro e non uscirne più.

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