Indovina chi viene alla conferenza stampa dell’opposizione…

Lo scontro sul futuro della farmacia comunale di Sora. E le spaccature in maggioranza. Alla conferenza indetta dall'opposizione assiste Floriana De Donatis. Che sta al governo della città. Ma è perplessa sull'iter per la farmacia comunale

Maurizio Patrizi

Rem tene, verba sequentur

Sarebbe piaciuto a Stanley Kramer che con il suo talento girò un magistrale Indovina chi viene a cena? dirigendo divi dello spessore di Spencer TracySidney PoitierKatharine Hepburn. A Sora il cast non è da oscar ma la pellicola non è meno avvincente. Potrebbe intitolarsi Indovina chi viene alla conferenza stampa? E nella trama ci sarebbe l’incontro con i giornalisti convocati dai Gruppi d’opposizione per dire no alla gestione in house della farmacia. Il colpo di scena: tra il pubblico spunta un’esponente di maggioranza la consigliera Floriana De Donatis. Niente film, tutto vero, accaduto nelle ore scorse.

La conferenza

La conferenza stampa delle opposizioni © Itr

L’Amministrazione comunale di Sora ci ripensi e lasci stare la società in house per la gestione della farmacia“: i consiglieri comunali di minoranza Luca Di Stefano (Lega) e Serena Petricca (Forza Italia) spiegano perché non va bene la soluzione auspicata dalla maggioranza del sindaco Roberto De Donatis e invitano a fare un passo indietro.

Al loro fianco il dottor Umberto Geremia, già assessore al Comune di Sora. Va giù pesante: «Quello che stanno facendo è contro legge e se procederanno faremo un esposto in procura». Una posizione tutta e soltanto sua, quella delineata da Geremia, da cui si dissociano gli altri due. Soprattutto Luca Di Stefano che non parla di esposti all’autorità giudiziaria ma di sole azioni politiche.

Intanto il Consiglio comunale durante cui la maggioranza dovrà decidere, inizialmente previsto per il 20 dicembre, è stato nel frattempo anticipato al 18. 

Il colpo di scena

Ma la vera notizia è la presenza della consigliera comunale di maggioranza Floriana De Donatis. In ultima fila, fra il pubblico che ha assistito alla conferenza stampa.

Già in un’intervista rilasciata tempo fa ad Alessioporcu.it aveva espresso chiaramente la sua posizione critica rispetto al progetto della maggioranza, cioè di lasciare l’attuale gestione mista (proprietà al Comune, gestione ad un socio farmacista) per passare ad una interamente in house; il tutto fondendo la Farmacia con la municipalizzata che gestisce la raccolta dei rifiuti. Floriana De Donatis non è convinta. (leggi qui Scontro sulla Farmacia: sono mancate solo le botte).

Floriana De Donatis vicino all’uscita d’emergenza

Tant’è che il sindaco Roberto De Donatis, nei giorni scorsi durante un’altra conferenza stampa, senza fare direttamente il suo nome, l’aveva accusata di voler fare “fughe in avanti”. (leggi qui L’ultimatum del sindaco: sulla farmacia è “questione di fiducia”).

Floriana De Donatis aveva espresso un concetto chiarissimo, poi ribadito durante il Consiglio in cui si è discussa la proposta di deliberazione presentata dalla minoranza consiliare: lasciare la farmacia nella forma di gestione attuale con la società mista pubblico-privata. E compatibilmente con quanto previsto dalla legge, dare una sorta di diritto di prelazione a chi la gestisce attualmente.

Nella mattinata di ieri, entrando nella stanza in cui si è tenuta la conferenza stampa, a chi glielo ha chiesto di nuovo, ha ribadito di “avere già espresso ufficialmente la sua posizione in Consiglio comunale”.  

A testa alta

È entrata dall’ingresso principale Floriana De Donatis, erano circa le 11.30, si è fermata a salutare Luca Di Stefano che era nel corridoio subito dopo la porta per accogliere i giornalisti e le altre persone che man mano arrivavano.

Poi è entrata nella sala stampa dalla porta posta su uno dei due lati del tavolo dei relatori, vi è passata a fianco. Seduto al proprio posto c’era già Umberto Geremia, suo marito. Si sono salutati con un sorriso. Poi lei, defilata, è andata ad accomodarsi in fondo, all’ultima fila, vicino a una delle uscite di emergenza. Forse è stato solo un caso.

La conferenza stampa delle opposizioni

Poco prima, intercettata sul corridoio, alla domanda circa il motivo della sua presenza lì, con un affabile sorriso, aveva dato una risposta rapida e decisa: “Sono qui per ascoltare”. Ed ha aggiunto: “Non riportate cose che non ho detto“. Non è dato sapere se si riferisse al dubbio sollevato dopo aver scritto che il sindaco Roberto De Donatis avrebbe “posto la questione di fiducia sulla farmacia”. Un dubbio secondo cui Floriana De Donatis, alla fine, si potrebbe lasciare convincere dal sindaco a votare a favore. (leggi qui L’ultimatum del sindaco: sulla farmacia è “questione di fiducia”).

Nel corso della conferenza stampa è sembrato proprio di no. “Ciò che penso l’ho già detto il Consiglio comunale” ha ribadito. Poi la presa di posizione in fondo alla sala, quindi l’uscita, in sordina, dalla porta di sicurezza, tre secondi prima dei saluti finali e dei ringraziamenti da parte di Luca Di Stefano. Bravissima ad evitare altre domande. Del resto lo aveva detto che era lì soltanto per ascoltare.

L’esempio degli altri

Nel frattempo ci sono stati gli interventi  dei due consiglieri di minoranza e del dottor Geremia, seguiti dalle domande.

Luca Di Stefano ha ricostruito tutta la vicenda e le tappe che si sono susseguite dalla delibera del dicembre 2018 per allungare il rapporto tra comune e farmacista privato. Ha ricordato come il tutto sia avvenuto. Poi ha parlato della farmacia come unica realtà che porta utili al Comune. Quindi ha ricordato la posizione dei sette dipendenti che hanno ricevuto la lettera di licenziamento.

Luca Di Stefano

Gli ha fatto eco Serena Petricca. “L’anno scorso abbiamo votato la proroga, il 28 dicembre, per evitare che il primo gennaio 2019 la farmacia chiudesse. Ci aspettavamo nel frattempo qualche azione, a ottobre. Invece dopo due conferenze dei capigruppo è venuta fuori la verità: l’Amministrazione vuole la gestione in house“. 

Poi Petricca ha elencato le farmacie con gestione in house che hanno avuto un risvolto fallimentare. Un’indicazione per rimarcare quanto sia sbagliata la scelta che vuole fare l’Amministrazione. “Oggi ha portato alle casse del Comune circa 80mila euro l’anno di introiti netti, oltre a 20mila euro di canone di gestione. Per di più, in altri Comuni in cui le farmacie sono state trasformate in società in house, tali decisioni si sono dimostrate fallimentari: a Ciampino, San Cesareo, Olevano Romano, Pavona e Palestrina è in dissesto finanziario per grave ritardo nei pagamenti; ad Artena, la farmacia è stata costretta alla chiusura per il rifiuto dei fornitori di dare i medicinali; a Frascati, non hanno più fornitori per insolvenza nei pagamenti; a Ferentino, dopo difficoltà economiche è stata venduta; a Pomezia versa in grave difficoltà economica, anche se ha cambiato quattro direttori”.

Ha ricordato che a Sora gli utili prodotti dalla Farmacia non sono stati mai impegnati nel sociale. Invece “si sarebbe potuto creare una sorta di card per bisognosi. Insomma, ci sarebbero diversi modi per evitare la gestione in house”.

Contro legge

Umberto Geremia © ITR

“L’Amministrazione deve spiegare alla nostra città perché sta facendo diverse operazioni contro la legge – è andato invece giù duro Umberto Geremia – Sono subentrati due decreti legislativi che hanno messo diversi paletti. Il primo: dal 2020 la farmacia deve fatturare almeno un milione di euro, altrimenti deve chiudere. Il secondo: l’assetto dei dipendenti non va toccato, mentre con la gestione in house ciò si può fare”.

Per l’ex assessore “La colpa dello sfascio è del sindaco Roberto De Donatis e della dottoressa Paolacci. Il bando va rifatto con l’assegnazione in esclusiva. Significa che il Comune deve far rimanere le cose come stanno. Non sta scritto da nessuna parte che bisogna passare alla gestione in house o rifare il bando”.

Quindi la pesante accusa di Geremia: “Si tratta di operazioni per interesse personali fra il sindaco e Fratelli d’Italia e noi lo scopriremo, faremo intervenire la magistratura, vogliono assumere chi vogliono”.

E ancora Geremia si sofferma su ciò che secondo lui le norme vietano: “La Legge Madia ha detto di chiudere società in house e noi lo facciamo?”.

Quindi la sua convinzione: “Il primo gennaio la farmacia chiuderà e ci sarà anche il reato di interruzione di pubblico servizio. Qui nessuno parla del farmacista. Il Comune è soggetto passivo: prende il 51% e non fa nulla”. 

I dubbi sulla Ambiente

Poi i dubbi sulle modalità di costituzione della nuova gestione: “Dicono che l’operazione non la fanno loro ma la fa l’Ambiente. Mi debbono spiegare dove prendono i soldi per fare questa società in house. Ci vogliono 200 mila euro. Dicono che li prenderanno dall’Ambiente. Non lo possono fare. Dirò ai cittadini di non pagare più la Tari. Inoltre per la società in house ci vogliono altre strutture amministrative”.

Luca Di Stefano e Serena Petricca

Quindi l’appello: “Fate questa assegnazione in esclusiva a chi ce l’ha adesso”.

E le sottolineature: “L’Ambiente costa 5 milioni e ogni anno va in perdita. Mi devono spiegare come fanno a mettere in piedi ciò: ci vuole un milione di euro”. 

Il costo della parcella per il progetto: “Questo avvocato ha chiesto 80 mila euro per redigere un bando che non va fatto. E a livello fiscale come ci mettiamo? Vogliono nascondere un avviamento commerciale ma quando la chiuderanno il fisco gli salterà addosso. Oggi l’avviamento vale due milioni di euro. Si era partiti da 250 mila euro per cui il Comune deve pagare le tasse a un milione e 750 mila euro altrimenti è evasore fiscale. Allora fate l’affidamento diretto. Aumentate le royalty e avanti così”. 

E dopo aver anche lui sottolineato l’impossibilità tecnica di far partire tutto entro il 31 dicembre, Geremia ha concluso il suo intervento con quanto già annunciato un paio di mesi fa: “Il 31 dicembre mi troveranno incatenato davanti alla farmacia”. (leggi qui Vi riprendete la farmacia? E io mi incateno).

Accordo per le elezioni

Quindi la domanda diretta a Di Stefano, Petricca e Geremia. Stanno allo stesso tavolo, uniti dalla stessa posizione sulla Farmacia: si tratta di un accordo politico anche in vista delle prossime elezioni?

“E’ solamente un’iniziativa a tutela della farmacia. Domani si vedrà” la risposta di Luca Di Stefano non lo esclude. 

Il consigliere comunale di Sora Luca Di Stefano (Lega)

“È un discorso prematuro – spiega invece Serena PetriccaSiamo qui oggi per dimostrare l’attaccamento a una risorsa del nostro territorio”. 

“Se questo è l’augurio d’intraprendere anche un percorso politico, io sono propenso a parlare con gente seria. Ma in questo frangente non abbiamo esposto bandiere”: anche Umberto Geremia quindi non lo esclude. Anzi. Non ha mai nascosto la volontà di presentare la propria candidatura a sindaco, magari proprio con il sostegno anche di Luca Di Stefano. Che, invece, potrebbe essere sostenuto a sua volta alla Regione Lazio>.

Il sindaco nella sua conferenza stampa aveva spiegato come non fossero possibili ulteriori proroghe perché i termini erano già scaduti da tempo. Come si fa a concedere un’altra proroga?

“Il bando – spiega Geremia – era scaduto già con il sindaco Casinelli, di cui lui (Roberto De Donatis – n.d.r.) era già assessore. Perché non ha risolto il problema? La proroga del dicembre 2018 non si poteva fare. Ci sono di mezzo tutti: lui, la maggioranza, l’opposizione”.

E’ vero che con la stessa società vorrebbero gestire anche l’asilo nido “Santucci”? “Stanno facendo cose illegali. Se il 18 voteranno questa delibera faremo la denuncia alla procura della Repubblica”. Inoltre “la delibera andrà sia all’Anac sia alla Corte dei Conti”.

Di tutt’altro avviso la maggioranza, sempre più convinta che quella della gestione in house sia la strada migliore da percorrere.

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