«Ingegnere, voglio chiudere la Saf». Pronto il progetto per la nuova Fabbrica dei Materiali

Il progetto per il rifacimento totale dello stabilimento Saf di Colfelice. È pronto. Entro due settimane verrà consegnato. Le indicazioni di Lucio Migliorelli: zero cattivi odori, come l'impianto che in Trentino sta tra i vigneti Docg. Sarà una 'fabbrica dei materiali'

«Ingegnere, voglio essere ancora più chiaro: io intendo chiudere lo stabilimento Saf di Colfelice».

Lucio Migliorelli è il presidente della società pubblica Saf formata da tutti i Comuni della provincia di Frosinone in parti uguali. Negli ultimi 25 anni il loro stabilimento per la lavorazione delle immondizie ha evitato anche un solo giorno di emergenza rifiuti. Mentre tutt’intorno, Roma e Napoli affogavano nella monnezza.

L’ingegnere che stava di fronte a lui è il responsabile di uno dei più autorevoli studi di progettazione in Italia specializzato negli impianti di quel settore. «Scusi presidente, se intende chiudere lo stabilimento cosa è venuto a fare da me?»

Il presidente Migliorelli, aggiustando gli occhiali dalla montatura blu sul naso, lo fissa e dice: «Io voglio che a Colfelice al posto della Saf nasca la più moderna fabbrica per il recupero delle materie prime. Voglio che lì non ci sia più alcun cattivo odore. Vede? Io voglio una cosa del genere…»

Chi era presente quel giorno di qualche mese fa, giura che il presidente a quel punto ha tirato fuori il suo iPhone ed ha mostrato all’ingegnere uno stabilimento che sta nel pieno di un vigneto infinito, all’interno del cuore della produzione dei vini docg in Trentino: vigneti a denominazione d’origine controllata accanto all’impianto che tratta i rifiuti del Nord Est.

«Presidente, gradisce anche i vigneti?» avrebbe domandato in tono scherzoso il tecnico.

 

Quel progetto ora è finito. Sta per essere trasmesso alla Saf di Colfelice. Questione di pochi giorni. Meno di due settimane.

Risponde a tutte le specifiche dettate dal presidente Lucio Migliorelli. Soprattutto a quelle che l’assemblea dei sindaci aveva dettato a lui nei mesi scorsi. Quando lo aveva autorizzato ad andare avanti con l’impianto com’è oggi ma a condizione che investisse su tecnologie più moderne. E ad impatto zero.

I progettisti giurano di esserci riusciti. Lo verificheranno i sindaci. Ai quali Migliorelli presenterà il progetto appena lo riceverà.

Sono due i pilastri di quel piano. Il primo: spariscono le lavorazioni che generano cattivi odori. L’umido verrà trattato con un ciclo del tutto diverso: non prevede la presenza di ossigeno. E quindi non genera odori. Modello Trentino al cento per cento, vigneti a parte. C’era anche un’altra tecnica di lavorazione: meno costosa e con la presenza di ossigeno nel ciclo. Bocciata. Non si sa ancora se attraverso il nuovo ciclo sarà possibile recuperare anche il metano che nasce in modo spontaneo dalla decomposizione dei rifiuti e metterlo a disposizione dei cittadini per le loro cucine ed i loro riscaldamenti.

L’altra grande novità è l’impatto zero. Per ridurre ogni genere di emissione, il progetto prevede di alimentare gli impianti attraverso una batteria di pannelli fotovoltaici installati sul tetto e sfruttando al massimo il sole.

Soprattutto, sparisce il concetto di Tmb. È il principio in base al quale oggi vengono lavorati i rifiuti. A Colfelice ed in tutto il Lazio. Si passa al recupero dei materiali: plastica, carta, alluminio, organico… tutto il possibile. I numeri del progetto dicono che fino ad oggi metà della produzione era immondizia trasformata in combustibile per i termovalorizzatori, l’altra metà era scarto che finiva in discarica. Il nuovo impianto sarà in grado di recuperare tutto il possibile e mandare in discarica il minimo.

Chi paga. Allegato al piano industriale che sta per essere inviato al presidente Lucio Miglioreli c’è anche il piano economico. Prevede che i cittadini non paghino nemmeno un euro in più: verrà ammortizzato tutto tra i fondi che dovrà mettere la Regione Lazio, i risparmi che verranno garantiti dal nuovo impianto. tempi per la realizzazione: meno di due anni. ma tutto dipenderà da quanto impiegheranno Regione e Ministero a dare i loro visti.

Una mail arriverà la settimana prossima al presidente Migliorelli, preannunciando che il progetto è finito e che glielo stanno spedendo.

Se sarà fortunato, potrà annunciarlo all’assemblea dei sindaci. Quella alla quale rivelerà i conti della Saf. E durante la quale svelerà che è riuscito ad evitare debiti e costi per i cittadini.

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