Inizia la rappresaglia: è paralisi nella Commissione

Primi effetti dello sfaldamento della maggioranza Villa a Formia. Dopo il mancato chiarimento di lunedì gli ex compagni di cordata disertano le Commissioni. Braccio di ferro per imporre al sindaco un cambio di rotta. Non le dimissioni

Il rischio è ora fondato: la completa paralisi dell’attività amministrativa nel Comune di Formia. A partire dalla Commissione Lavori Pubblici. È la prima conseguenza del totale flop registrato dal vertice di maggioranza andato in scena lunedì sera in municipio. Doveva riavvicinare le parti, condurre ad un chiarimento, favorire una tregua dopo le dimissioni di 2 assessori e l’abbandono di 4 consiglieri. Nulla di tutto questo: nessun aiuto è arrivato per il sindaco Paola Villa. (Leggi qui Niente salvagente per Villa: 6 assenti, la crisi si avvicina).

Si balla: salta la Commissione

Antonio Capraro

La prima conseguenza è che la maggioranza inizia a ballare. Sono mancati i numeri per poter riunire la Commissione Lavori Pubblici. A non presentarsi sono stati i consiglieri Lino Martellucci (Ripartiamo con voi) ed il capogruppo di Formia Vinci Antonio Capraro.

Due assenze strategiche: la seduta rappresentava il primo banco di prova per la maggioranza dopo l’apertura della crisi. Il segnale politico inviato alla professoressa Villa è preciso: non ha i numeri per governare. Nemmeno attraverso le Commissioni. (Leggi qui Ripartiamo… senza sindaco: la civica molla Paola Villa).

Glielo hanno inviato in un momento non causale: poche ore dopo che Paola Villa ha ribadito la sua linea, scritta in un documento di 4 punti per arrivare alla fine della Consiliatura. Nel quale ha respinto al mittente la proposta di ammainare la sua bandiera ed aprire ad una giunta di Salute Pubblica con tutte le minoranze all’interno. (Leggi qui Il documento segreto di Paola Villa: 4 temi o si va a casa).

Quelle assenze vanno lette come un messaggio: “noi ti facciamo vedere di che pasta siamo fatti“.

La vetrina per ribadire la linea

Pasquale Cardillo Cupo

I rappresentanti delle minoranze presenti in Commissione Lavori Pubblici sapevano benissimo che la seduta sarebbe stata la prima vetrina politica.

Una vetrina dalla quale il messaggio sarebbe arrivato al sindaco in maniera diretta ed efficace. L’ottimista presidente della Commissione Fabio Papa non vedeva l’ora di iniziare i lavori. Pensando che, in attesa dell’arrivo del dirigente del settore Lavori Pubblici Antonio Fracassa, le assenze di Martellucci e Capraro sarebbero passate inosservate.

E invece la realpolitik di Pasquale Cardillo Cupo (Fratelli d’Italia) e di Nicola Riccardelli (Lega) ha chiesto di fermare le bocce. E di contare i presenti. Perché una commissione con soli tre esponenti (Fabio Papa, “Manu” Sansivero e Marco Bianchini) numericamente e politicamente non può iniziare. Senza se e senza ma.

Il presidente Papa ha provato a rilanciare il dogma del “bene della città”. Tuttavia, da che è mondo, i numeri in politica hanno ancora un senso ed un ruolo.

Commissione senza puntello politico

Pasquale Di Gabriele

E così che Cardillo Cupo e Riccardelli, prima di abbandonare la seduta facendo mancare il numero legale, hanno messo a verbale due concetti. «La maggioranza si fermi. E capisca che non ha più i numeri per convocare una Commissione fondamentale per la risoluzione dei problemi di Formia. Però valuti pure una cosa. Che le Commissioni così come sono composte non hanno più una ragione politica per essere convocate. Né per lavorare nell’interesse dei cittadini. Questo alla luce delle dichiarazioni di indipendenza e di non chiaro sostegno esterno garantito da una componente della maggioranza».

A far indispettire due commissari di opposizione è stato il presidente del consiglio comunale di Formia, Pasquale Di Gabriele. Lui che sinora era considerato un’apprezzata cerniera tra la maggioranza villiana e le opposizioni. Il presidente d’aula è piombato in Commissione proponendo all’avvocato Papa un argomento aggiuntivo. Argomento che avrebbe dovuto ricevere il parere consultivo in vista di una prossima seduta di consiglio comunale.

«Presidè – hanno detto Cardillo Cupo e Riccardelli – speriamo che tu stia scherzando». E invece Di Gabriele ha confermato quanto si sapeva da ore. Vale da dire che giovedì presidierà la capigruppo per convocare il prossimo consiglio comunale. Per i due esponenti di FdI e Lega questo è un ulteriore atto di «masochismo politico. La maggioranza non garantisce il funzionamento delle commissioni e ha la pretesa di farlo in aula.

Governo in II convocazione

Il sindaco di Formia Paola Villa

Sinora le minoranze, ad eccezione del Pd, non hanno voluto commentare o speculare sui problemi sorti in maggioranza. Non una parola sulla decimazione della Giunta, nessun giudizio sull’abbandono di altri quattro consiglieri. Nulla anche sul fallimento di quelli che erano stati battezzati come gli Stati generali dell’ultima spiaggia tenuti lunedì scorso.

Un chiarimento, se ci sarà, lo attenderanno da un eventuale dibattito in aula. Intanto hanno aperto una ferita aperta e sanguinante. Le Commissioni andranno riformulate in considerazione dei nuovi equilibri venutisi a creare.

Il gruppo di “Ripartiamo con voi”, in effetti, non si è dichiarato ancora indipendente. Ha garantito un non chiaro appoggio esterno, ma il capogruppo di Formia Vinci Capraro si. E potrebbero bastare quelle tre righe inviate al segretario generale Alessandro Izzi per mettere ulteriormente nei guai una maggioranza che continua a predicare un concetto. Quello di “Meglio noi con tutti i nostri limiti e problemi che l’arrivo del commissario Prefettizio”. Un atteggiamento attendista, senz’altro, che potrebbe durare ancora per molto, un paio di mesi.

In pratica? Il sindaco potrebbe tentare di andre avanti con i Consigli riuniti in II Convocazione. Cosa significa? Se una seduta di Consiglio salta per la mancanza dei numeri, gli stessi argomenti possono essere riproposti la volta successiva e per approvarli è sufficiente un numero ridotto di voti.

Le sedute consiliari in seconda convocazione con i nuovi numeri potrebbero sortire l’effetto politico contrario. Perché sarebbero una sfida alle minoranze diventate maggioranza. Che non vogliono il ritorno alle elezioni ma spingere Paola Villa a cambiare rotta.

Le scadenze di fine anno sul Bilancio porteranno al pettine questi nodi politici e comportamentali. A meno che il sindaco di Formia non decida di rassegnare le sue dimissioni revocabili: dando 20 giorni di tempo ai Consiglieri per trovare un accordo. Altrimenti le dimissioni diventerebbero irrevocabili e tutti andrebbero a casa. Nessuno è pronto per nuove elezioni.

D’Angelis e “l’elettromagnetismo”

Enrico D’Angelis

Intanto le parti restano ermeticamente ben cucite all’interno della maggioranza. O quel che resta di essa. A pungolarla è stata un suo ex dirigente, il dimissionario coordinatore politico della lista “Formia città in comune”, Enrico D’Angelis. Il quale lancia anch’egli un siluroal sindaco.

«I quattro punti? Purtroppo sono una riproposizione del conosciuto cliché del sindaco. Quando è alle strette si lancia in proclami ed in impegni a cambiare, fondati però sul nulla. Non dice che cosa deve cambiare e come. Per lei la crisi della sua maggioranza è un problema di elettromagnetismo. Troppe interferenze, ripete. Esterne e parallele».

Per D’Angelis, che arriva dalla Prima Repubblica, da Pci e Pds, quello utilizzato da Villa è un «linguaggio tipicamente politichese. Adatto a chi proprio non riesce o non vuole capire una cosa. E cosa sia peggio non so. Che cioè la sua maggioranza è di fronte ad una crisi politica che proprio la sua totale assenza di empatia ha acuito di giorno in giorno. Una maggioranza fatta a pezzi da qualche scalmanato sui social. Tu puoi pensare di chiudere ogni uscio, perquisire ogni partecipante alle riunioni, in entrata ed in uscita. Tuttavia la talpa per spifferare tutto all’esterno ci sarà sempre e non lo beccherai mai».

Massacrati da social e “talpe”

D’Angelis allude alla circostanza che il documento scritto dal sindaco, anziché oggetto di analisi interna, è finito in tempi record sulle pagine di Alessioporcu.it.

«Si limita a chiedere, ancora una volta, un atto di fiducia in lei. Niente di più. Beati quelli che ancora le credono, e secondo me, non sono neanche tanto pochi».

D’Angelis è senza peli sulla lingua in un post sul suo profilo Facebook. Post in cui ricorda alla professoressa Villa, a cui si rivolge utilizzando la seconda persona singolare. «Tu, cara Sindaca, sai che occorre cambiare prima che diventi necessario farlo. Nel tuo caso… Occorreva. Purtroppo per Formia».

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