Inizia l’Era Di Stefano: la “Provincia dei cittadini”

Inizia l'era di Luca Di Stefano in Provincia di Frosinone. Il discorso d'insediamento pieno di messaggi tra le righe. La disponibilità di tutti a collaborare. La necessità di mettere da parte i veleni

Marco Barzelli

Veni, vidi, scripsi

Le parole magiche sono “continuità” e “miglioramento”: il disgelo con la parte di Pd che non l’ha sostenuto, la costruzione della strada per il dialogo unitario, parte da quelle due espressioni inserite questa mattina dal presidente della provincia di Frosinone Luca Di Stefano nel suo discorso di insediamento.

Ha spiazzato gli avversari, convinto gli scettici, confermato le convinzioni nei sostenitori: non è un caso che stamane il Consiglio Provinciale abbia convalidato all’unanimità l’elezione di Luca Di Stefano come presidente della Provincia di Frosinone: anzi, la “Provincia dei cittadini”. Un voto tecnico e non politico: non è una fiducia quella votata oggi, l’Aula ha dovuto confermare che non ci sono motivi di ineleggibilità o incompatibilità. Ma il significato dell’unanimità è comunque forte.

Luca il conciliante

Luca Di Stefano

Le parole del suo discorso d’insediamento sono state tanti messaggi. Per la sua maggioranza e per chi un mese fa stava dall’altra parte. Per il mondo degli industriali che a Frosinone attende più che in altre parti d’Italia le autorizzazioni e per il mondo degli ambientalisti. E per chi ha già capito che questo presidente di Provincia più giovane d’Italia con i suoi 32 anni ha l’aspetto del bravo ragazzo ma l’esperienza di lungo corso maturata dai banchi dell’opposizione a Sora e dal continuo confronto/scontro dialettico con il papà Enzo Di Stefano. Che è stato sindaco all’età del figlio, consigliere regionale, presidente dell’Ater. Se anche la destra di Fratelli d’Italia decide di non azzannare significa che i messaggi sono arrivati: ognuno al posto giusto. (Leggi qui Speciale Elezioni Provinciali).

«I risultati necessari possono essere raggiunti solo da una squadra che si impegna per il bene comune di questa terra», ha detto Luca Di Stefano. Facendo capire che le elezioni sono alle spalle ed un ruolo ci sarà per chiunque abbia voglia di lavorare per il bene della Provincia.

I diversi distinguo del Pd

Gino Ranaldi (Foto © Filippo Rondinara)

Le macerie politiche del voto di dicembre sono ancora calde. Alle urne il Pd si è diviso tra Luca Di Stefano ed il sindaco di Arce Gino Germani. Una divisione che c’entrava meno di nulla con i due candidati, il loro profilo, la loro storia. Era una divisione dettata solo da una guerra tra correnti e dalla necessità di stabilire la supremazia all’interno del Partito.

Luca Di Stefano ora dice che le elezioni sono alle spalle. È un messaggio per i due consiglieri provinciali Pd che stanno con l’ex presidente Antonio Pompeo ed il sindaco di Cassino Enzo Salera: il fronte contrario al nuovo presidente. In Aula Antonella Di Pucchio (Isola del Liri) e Gino Ranaldi (Cassino) prendono nota.

Altrettanto fa il capogruppo Enrico Pittiglio insolitamente unito da un filo invisibile con il consigliere leghista Andrea Amata: nei primi giorni da presidente, il civico progressista Luca Di Stefano ha voluto incontrare il leader Dem Francesco De Angelis ed il suo secondo avversario alle elezioni Riccardo Mastrangeli (sindaco civico di Frosinone schierato dalla Lega). Con loro ha voluto tessere un dialogo amministrativo. (Leggi qui: Vertice a tre: verso il patto Pd – Lega e non solo in Provincia).

«Squadra tra dieci giorni»

La foto di gruppo per l’avvio dell’Amministrazione Di Stefano

«Siamo qui per iniziare un nuovo percorso insieme che vedrà la Provincia di Frosinone essere un punto cruciale della Regione Lazio» ha detto, a margine della prima volta in Consiglio, il presidente Luca Di Stefano. «Vorrei che questa Provincia fosse ancor più attrattiva sotto il punto di vista economico, sociale e occupazionale. Lavoreremo affinché tutto questo possa essere possibile».

La squadra di maggioranza dovrebbe essere delineata tra dieci giorni: «È ancora presto – ha motivato il Presidente – perché dobbiamo aspettare alcune rifiniture tecniche». La ragione è evidente: tra una settimana saranno definitive le dimissioni del sindaco di Ferentino (per candidarsi alle regionali). Decadranno i consiglieri Luca Zaccari ed Alessandro Rea ed al loro posto entreranno il consigliere leghista di Alatri Giuseppe Pizzuti ed il sindaco di Colle San Magno Valentina Cambone. Con l’Aula squadra al completo sarà possibile assegnare gli incarichi. (Leggi qui Provincia: le deleghe possono attendere).

Luca Di Stefano ha proseguito augurando «un buon lavoro di continuità nel vostro ruolo di rappresentanti provinciali». È la continuità che vorrebbero i consiglieri Di Pucchio e Ranaldi, ma anche tutti gli altri che hanno sostenuto il secondo classificato Germani: il vicepresidente uscente Alessandro Cardinali e Luigi Vacana (civica Provincia in Comune).

La linea di Di Stefano

Luca Di Stefano, neo presidente della Provincia di Frosinone

«Non sarà facile governare la Provincia nei prossimi anni, con una riforma mai completata, risorse sicuramente carenti e personale dimezzato» ha fatto presente Di Stefano. «Il nostro impegno deve essere comunque massimo e sempre rivolto al benessere del territorio. I Comuni sono attori veri e indispensabili nel costante scambio di idee e nell’individuazione delle priorità della popolazione».

Ha chiesto impegno da parte di tutti. Per la distribuzione delle deleghe, tra chi punta a ottenerle e chi rischia sicuramente di perderle, ha toccato il tasto della “competenza”. Dicendo che «serve riconoscere poi quanto siano necessarie le capacità e le competenze, oltre alla normale presenza e alla consueta attenzione verso i problemi che stanno a cuore alla nostra gente». .

I principali punti del programma di Luca Di Stefano passano per le priorità che sono state fino al mese scorso di Antonio Pompeo. In pratica? Completamento e potenziamento dei progetti di edilizia scolastica per gli istituti superiori, la tutela e la valorizzazione dell’ambiente, potenziamento e manutenzione delle strade provinciali per incentivare lo sviluppo e soprattutto garantire sicurezza stradale, sviluppo e pianificazione territoriale.

Continuità o discontinuità?

La squadra di Riccardo Mastrangeli dopo la formalizzazione della candidatura

Un dualismo tra continuità e discontinuità. La seconda, rivendicata dal consigliere provinciale della Lega Andrea Amata e dall’indipendente e ormai ex leghista Gianluca Quadrini.

Ma c’anche un’altra parola chiave: centralità. «La centralità che deve avere la Provincia – ha detto a riguardo il Presidente – richiede la costruzione di una cabina di regia che permetta di confrontarci su tutte le questioni che concorrono alla promozione e allo sviluppo di questo territorio. Per un futuro migliore e più sostenibile per i nostri figli».

Il passaggio ideale tra Pompeo e Di Stefano è quello tra la “Casa dei Comuni” di Pompeo e “La Provincia dei cittadini” del suo successore. Con quale obiettivo? «Semplificare, garantire ai territori strumenti, servizi e mezzi».

Da qui il coinvolgimento dell’intero Consiglio provinciale di Frosinone: «Per mantenere gli impegni e realizzare i progetti delineati sono certo di poter contare su un Consiglio provinciale di larga esperienza e di forte carisma istituzionale. E su una dotazione di risorse sebbene non sufficienti a livello numerico ma di elevata qualificazione e di alto profilo. Sono certo che siano legate solo da un forte senso di appartenenza all’istituzione Provincia».

Oggi è diverso da ieri

Gino Ranaldi con Antonella Di Pucchio

Il primo a replicare è stato Gino Ranaldi, Dem della fazione ostile al presidente. «Se avessimo fatto questo Consiglio provinciale ieri mattina, probabilmente il tenore del mio intervento sarebbe stato di diversa natura». I segnali sono giunti al destinatario. Perché dice: «È stata una competizione elettorale, soprattutto dopo l’esito, dai toni piuttosto accesi che personalmente mi hanno lasciato basito. Ho votato un altro candidato ma questo non toglie il fatto della stima nei confronti del candidato di una città importante poi eletto».

È, a suo modo, un segnale di tregua armata. «Ho apprezzato il tono anche conciliativo del discorso. Oggi è diverso rispetto a ieri perché finalmente abbiamo avuto un confronto con il nostro capogruppo Enrico Pittiglio. Abbiamo letto di incontri fatti con tutte le forze politiche rappresentate in quest’assise meno che con questa parte del Pd. Vorrei ricordare che la consigliera Antonella Di Pucchio è stata la prima eletta in questa Provincia e il sottoscritto ha ottenuto un ottimo consenso nel mio territorio».

Ha aggiunto che non gli è piaciuta la mancata condivisione delle strategie, «non sapere quale sarà la maggioranza e quale la minoranza». Ranaldi ha sostenuto di avere scoperto delle potenziali alleanze solo leggendo Alessioporcu.it. «Sicuramente avremmo meritato una maggiore considerazione. Prendiamo atto dell’incontro che abbiamo avuto con il capogruppo, finalizzato a chiarire che le elezioni sono finite e adesso dovremo governare questo territorio nel migliore dei modi».

Vacana: appoggio interno

Luigi Vacana

«Prendiamo atto delle linee programmatiche, di cui non ho copia, ma nel segno della continuità amministrativa con quanto fatto sino ad oggi, non so a livello di continuità politica» ha aggiunto Ranaldi. «Accogliamo con favore l’inizio di questo Consiglio provinciale, leggeremo bene il programma. Fermo restando che non abbiamo mai messo in discussione l’appartenenza a questo gruppo, io e la collega Di Pucchio valuteremo volta per volta le proposte che verranno portate in Consiglio».

Anche Luigi Vacana era sul fronte opposto a Di Stefano. Ma oggi appare molto più in sintonia. Ha rivolto «auguri doppi a chi a 32 anni è diventato il presidente di Provincia più giovane d’Italia, perché ha anche l’occasione di dare il territorio la definitiva centralità che merita». Ha poi espresso la posizione di Provincia in Comune: «Ci sarà ancora l’obiettivo di incidere concretamente rispetto alle esigenze di questa comunità. Basterebbe citare quanto da anni si stia facendo in ambito culturale». È proprio lui ad aver detenuto la delega ai Servizi culturali nella precedente Amministrazione Pompeo.

A ruota la rivendicazione di un percorso già avviato: «C’è bisogno di continuare a dare centralità ai nostri enti che per tanti anni hanno rischiato in Italia la marginalità. Da tempo la Provincia di Frosinone si sta riappropriando del proprio ruolo, non è un caso che passino da qui le questioni e le vicende più importanti che riguardano il futuro dei nostri figli».

Infine, l’appoggio: «Ho apprezzato particolarmente l’intervento del Presidente, puntuale e dettagliato. Non occorre votare, ma la nostra approvazione c’è». Traduzione: appoggio, pieno e senza indugi.

Centralità e discontinuità?

Il già vicepresidente della Provincia Amata con Pompeo

Il leghista Andrea Amata, consigliere provinciale anche quando le Province erano a elezione diretta, ha ricordato di aver sempre osteggiato la riforma Delrio: «La considero il prodotto dell’antipolitica, una forma di demagogia populista che è adulazione del popolo mentre lo si inganna. Oggi è pacifico sostenere l’inutilità e l’irresponsabilità di quella riforma. Tuttavia noi dobbiamo operare nella cornice della legislazione vigente».

La Lega, al contrario degli altri, non ha offerto la collaborazione ma ha potuto dare la disponibilità a «essere parte integrante di un progetto politico che anteponga il segno di valorizzazione delle comunità locali al narcisismo istituzionale». Ad Amata, candidato in pectore della Lega alle prossime Elezioni regionali, è piaciuto molto il riferimento alla tutela ambientale e alla velocizzazione dei procedimenti amministrativi.

Al presidente Di Stefano, però, Amata ha chiesto «di trovare un equilibrio tra la continuità amministrativa e il cambiamento legittimo di alcuni assetti che sono consequenziali al rinnovo della carica di presidente della Provincia». A queste condizioni, a detta sua, si può costituire «un’alleanza federale, nel senso letterale del termine, tra politica, amministrazione e cittadini. Che hanno un comune avversario, la complessità delle società moderna, e un comune obiettivo, la soddisfazione dei territori e dei cittadini che lo abitano».

Un’alleanza tra politica e cittadini

Alessandro Cardinali, vicepresidente nell’Amministrazione Pompeo 2

Cardinali, vicepresidente nel Pompeo bis, si è invece detto «colpito dal senso delle istituzioni che si legge tra le righe del programma. Il Polo Civico è pronto al confronto istituzionale sulle tematiche che arriveranno in Consiglio, nello spirito di collaborazione che ha contraddistinto sempre questo Consiglio provinciale. Credo che sia un percorso da salvaguardare quello della collaborazione istituzionale tra Presidente e Consiglio». Con ogni probabilità sarà ancora un esponente del Polo Civico a detenere la vice presidenza della Provincia. Ma la fascia passerà da Cardinali a Valentina Cambone.

L’alleato Alessandro Rea, prossimo alla decadenza «è certo e sicuro che Di Stefano raggiungerà importantissimi risultati per questo territorio».

Fratelli all’opposizione

A sx Daniele Maura, consigliere provinciale di FdI

Daniele Maura, già presidente d’Aula con Pompeo e tra i potenziali candidati ciociari di FdI alla Regione, spera che «sia l’ultima volta che un Presidente venga eletto con la follia della Legge Delrio. Ha portato anche il nostro Partito a essere coinvolto in questa tornata elettorale in maggioranze e alleanze un po’ particolari. Spero che si torni a dare finalmente il voto ai cittadini, gli unici veri giudici del lavoro svolto dalle istituzioni». Schierarsi insieme a mezzo Pd non deve essere stato facile nemmeno per lui. Soprattutto con un candidato presidente che fino alle settimana prima tuonava: “Mai con queste destre” per far saltare la sintesi sul sindaco di Roccasecca Peppe Sacco.

Il ruolo di Fratelli d’Italia? In minoranza: «Sarà un ruolo collaborativo nel rispetto dei ruoli. Da quando la Delrio ha imposto che la Provincia diventasse ente di secondo livello, sono stati un po’ inquinati i ruoli di maggioranza e opposizione. Saremo qui a denunciare quando c’è da denunciare, cercando di collaborare, sperando che le nostre richieste verranno poi prese in considerazione da parte del Presidente e della maggioranza».

E, visto che FdI è l’unica già certa di stare all’opposizione, l’ha iniziata a fare: «Necessitiamo soprattutto di accelerazioni delle pratiche per andare incontro alle richieste degli imprenditori e dei cittadini – ha invocato Maura -. Serve anche una rivisitazione del Ptpg (Piano territoriale provinciale generale, ndr), vetusto e da rivedere per dare uno slancio al territorio. Anche un’accelerazione nel rilascio delle autorizzazioni ambientali. Ci sono tanti imprenditori che trovano ostacoli e tante volte sono costretti ad abbandonare questo territorio».

Di Pucchio e la continuità

Riccardo Ambrosetti, consigliere provinciale e comunale di Anagni in quota FdI, avrebbe poi confermato quanto espresso da Maura: «Da parte di Fratelli d’Italia ci sarà un supporto collaborativo. Voteremo a favore di ogni proposta che riteniamo giusta, come dimostrato nella vecchia amministrazione. E ci sarà un confronto su quello che non condividiamo».

La consigliera Antonella Di Pucchio con Pompeo

Antonella Di Pucchio, consigliera del Pd sponda Pompeo, ha «molto apprezzato la relazione nella parte in cui il Presidente ha parlato sia di continuità che di potenziamento. Questo sta a significare che il lavoro del suo predecessore, anche dei consiglieri delegati che hanno svolto un lavoro fino ad oggi, lo sta apprezzando e spero verrà apprezzato anche in futuro». Sinora lei è stata la delegata alla Viabilità del resto e lascia in eredità il piano provinciale per la sicurezza stradale.  

La Di Pucchio, al pari di Ranaldi (Pd sponda Salera), si è quindi riservata «di leggere bene queste linee guida e di capire nel dettaglio quali rivisitazioni verranno attuate, se sono aggiustamenti e cambi di rotta necessari verranno ovviamente avallati. Diversamente ragioneremo di volta in volta di come approcciare alle varie problematiche».

Pensare democratico

Enrico Pittiglio, capogruppo provinciale del Pd, esponente di Pensare democratico

A quel punto, allora, è intervenuto il capogruppo del Pd Enrico Pittiglio (San Donato Val di Comino), esponente di Pensare democratico assieme al consigliere Alessandro Mosticone (Sora). Una sua parola fuori posto potrebbe spaccare in modo definitivo il Partito. Pesa ogni espressione. Prima della seduta ha incontrato Di Pucchio e Ranaldi: con loro ha chiarito che le elezioni sono alle spalle, le cose non potranno essere come prima ma ci sarà la giusta considerazione per tutti.

«Ho apprezzato molto – ha accentuato Pittiglio – le linee programmatiche come l’ampia condivisione da parte dei consiglieri su alcune tematiche incombenti e urgenti da affrontare per fare in modo che la richiamata “Provincia dei cittadini” sia un ente in grado di dare risposte immediate su diversi settori. È vero che abbiamo un problema con l’edilizia scolastica e con gli affitti».

In conclusione, come fatto in privato con il duo Di Pucchio-Ranaldi, ha tenuto a mettere in chiaro che «la competizione elettorale è stata quella che è stata, ma oggi bisogna stare pancia a terra e lavorare per le esigenze dei cittadini della nostra provincia».

A proposito della Legge Delrio, soprattutto in risposta al consigliere di FdI Maura, ha tagliato corto: «Non so se la riforma Delrio verrà superata, ma l’auspicio di tutte le forze politiche è stato quello in questi anni. Oggi dobbiamo stare agli atti politici e amministrativi che ci dicono ancora che siamo un ente di secondo livello». In altre parole: tutti la vogliono come prima, ma ora questa è.

Cosa apprezza Pittiglio

Luca Di Stefano

Pittiglio ha «apprezzato molto l’accelerazione sul Pnrr e la costituzione di una cabina di regia che faccia in modo che i nostri dirigenti e dipendenti siano coordinati per fare in modo che quei fondi vengano spesi nel più breve tempo possibile». Proprio a tal proposito il Pompeo bis aveva lanciato il Team Frosinone Recovery Plan, la prima task force provinciale nel Centro Italia. Evidentemente l’intenzione è quello di svilupparlo.

Oltre al rapporto con i Comuni, per chi come lui ne guida uno piccolo, Pittiglio ha posto in rilievo un passaggio del discorso di Di Stefano: «Probabilmente in quest’aula non lo abbiamo mai ascoltato per mille motivi, ma ha detto che si occuperà finalmente della Sto, del tema dell’acqua, delle risorse idriche e della dispersione».

Gianluca Quadrini, sostenitore di Di Stefano, ne è certo: «Così come lui ha cambiato Sora cambieremo questa Provincia, andando nella direzione giusta e sempre negli interessi dei nostri cittadini. Noi ci siamo, saremo al fianco di Di Stefano, daremo una mano per quanto possibile sia dal punto di vista politico che personale e professionale. Su questo molti di noi hanno subito mortificazioni in passato».

Quadrini è stato cacciato dalla Lega dopo l’autonoma operazione politica che ha portato a conquistare caselle nel Consiglio di amministrazione dell’Egato Frosinone, il nuovo ente di gestione dei rifiuti della provincia di Frosinone. (leggi qui: L’affaire Quadrini: cosa c’è dietro alla sua espulsione).

Non mancano le emozioni

Il consigliere provinciale indipendente Gianluca Quadrini

Quadrini si è allora rivolto al “suo” Presidente: «Un ragazzo di 32 anni che amministra una Provincia di cinquecentomila abitanti, il più giovane presidente d’Italia, deve essere per tutti vanto e orgoglio. Deve passare attraverso un rilancio generazionale e generale delle funzioni delle Province stesse, perché ragioniamo bene sulle deleghe che abbiamo e quelle che potremmo avere. Luca Di Stefano ci ha dato la possibilità di esprimere veramente un cambiamento nella gestione della politica della provincia di Frosinone».

Deve essere un orgoglio per tutti, soprattutto per alcuni, a detta di Quadrini: «Con un pizzico di campanilismo, perché no, abbiamo spostato anche l’asse verso la Media Valle del Liri e la Valle di Comino – ha sottolineato l’altresì consigliere comunale di Arpino -. Dopo anni di Presidenza nella zona nord, abbiamo spostato l’asse al centro della provincia di Frosinone. Lo meritavano il territorio, gli amministratori, i cittadini e Luca stesso».   

Infine, anche dopo l’accorato intervento di Quadrini, si è emozionato il consigliere provinciale e comunale di Sora Alessandro Mosticone, dalla parte di Pensare democratico. Prossimamente, come detto, Zaccari e Rea decadranno da consiglieri comunali di Ferentino e perderanno dunque anche il seggio consiliare in Provincia. Mosticone ha voluto rivolgere un pensiero a Rea: «Per lui può essere l’ultimo Consiglio provinciale. Ho stretto un’amicizia bellissima con Alessandro e lo ringrazio».  

Inizia l’era Di Luca Di Stefano.

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