“Non c’è spazio per i sicari di D’Alessandro nel nuovo centrodestra di Cassino”

Il nuovo centrodestra che sta prendendo forma a Cassino. Senza Mario Abbruzzese. I cattivi consiglieri che manovrarono la scorsa consiliatura. Ed i sicari politici di Carlo Maria D'Alessandro. Le responsabilità di Palombo e quelle di Zicchieri. Carmine Di Mambro e la nuova prospettiva politica di Cassino: 'Mario free'

Dopo Mario Abbruzzese c’è lui. È l’uomo destinato ad entrare in Consiglio se l’ex leader di Forza Italia decidesse di migrare su un altro scranno e lasciare libero quello in Municipio. Nell’elenco dei più votati alle scorse elezioni Comunali di Cassino Carmine Di Mambro è il primo alle sue spalle. È l’uomo delle sfide impossibili: capace di affrontare un cancro che difficilmente lascia scampo, uscirne vivo, farne la sua ragione di esistenza: con una proposta di legge regionale per assistere le famiglie dei malati oncologici diventata realtà, con un libro che racconta in quale direzione si deve guardare per restare a galla durante le cure, con una serie di iniziative per migliorare la Sanità. E fare coraggio: come il testo che ha scritto e cantato insieme a una serie di malati oncologici della provincia di Frosinone durante il Covid; quel brano, dal titolo “Amico” finora ha totalizzato oltre 400.000 visualizzazioni

La malattia l’ha scoperta durante il suo mandato in Consiglio Comunale. Finché ce l’ha fatta è stato presente in Aula, sostenendo il sindaco di Centrodestra Carlo Maria D’Alessandro. Coerente, gli è rimasto al fianco anche durante e dopo la caduta. Ora, insieme a lui vorrebbe costruire il nuovo centrodestra di Cassino. Il post Mario Abbruzzese. (leggi qui Un centro destra Mario-Free. Il menu di Ferragosto è in tavola ma senza Abbruzzese).

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CARMINE DI MAMBRO
La sconfitta alle scorse Comunali ha messo a nudo la condizione del centrodestra a Cassino:  frantumato ed in assenza di un leader capace di riaggregarlo. È una delle tante eredità lasciate da Abbruzzese?

Quando si viene sconfitti, la colpa è sempre di tutti, chi più e chi meno, nessuno escluso. Il problema è quando ci si incaponisce su una posizione, senza ascoltare coloro a cui veramente sta a cuore un progetto come era quello del centrodestra unito. Si finisce con lasciare per strada solo cocci, che difficilmente possono essere rimessi insieme. Il nuovo leader c’è, deve solo uscire fuori.

Vi state incontrando per ricostruire: su quali basi politiche?

Su una base fondamentale. Abbiamo la certezza di aver fatto molto per la nostra città e soprattutto di aver programmato tantissimo. E si vede da quello che sta accadendo proprio negli ultimi mesi. Ma abbiamo fatto poco dal punto di vista della comunicazione. Non siamo stati bravi a comunicarlo. L’unica comunicazione che usciva fuori è stata quella del gossip interno o della comunicazione selvaggia, gratuita e strumentale nei confronti dell’amministrazione. Bisogna riconoscere a questa amministrazione di centrosinistra oggi al governo di Cassino che invece ha dedicato alla comunicazione il 99% delle sue energie. Per cui fa passare cose ordinarie come straordinarie, facendo dimenticare le cose non fatte o fatte male.

Carmine Di Mambro con Carlo Maria D’Alessandro
Ai margini ci sono nomi come Carlo Maria D’Alessandro e Benedetto Leone: possono essere protagonisti di una nuova stagione?

Nessuno di noi è ai margini, siamo tutti al centro del progetto. Ci sono io, c’è Carlo Maria, Benedetto, Angelo, Emilia, Raffaella, Enzo, Laura, Cesare, Fabrizio, Danny, Oliviero, Michela, Rosario, Giorgio, Emanuele, Ulderigo, Francesco… Ma ci sono tanti amici ed associazioni che vogliono essere il nuovo traino per la città di Cassino. Se saremo protagonisti solo il tempo ce lo dirà. Ma noi ci rivolgiamo alla società civile, quella delle persone responsabili e delle persone laboriose che hanno voglia di metterci la faccia con un progetto che guardi al centro-destra, possibilmente unito.

La caduta dell’amministrazione D’Alessandro fu un errore?

Un errore madornale perché ha consegnato la città al Partito Democratico, ha azzerato una classe politica senza che ce ne fosse motivoFu un suicidio politico soprattutto per chi lo ha provocato.

Chi sbagliò di più: il sindaco Carlo Maria D’Alessandro, i consiglieri del gruppo Chiusaroli che lo assediavano, oppure Mario Abbruzzese che avrebbe dovuto mediare?

Nella vita solo quelli che non fanno non sbagliano. Carlo Maria D’Alessandro non è stato mai un politico vero, ma un professionista prestato alla politica per risolvere i problemi della città. Questa era la sua forza e la sua mission. La scelta più importante e difficile è stata sicuramente quella di imboccare la via del dissesto finanziario di cui, dati alla mano, ed atti consiliari pure, se ne sta beneficiando l’attuale amministrazione. Gli errori commessi? La mancanza di esperienza politica e soprattutto ascoltare consigli sbagliati.

Mario Abbruzzese fu tra quelli che consigliavano in maniera sbagliata?

Col senno del poi, furono in tanti. Fare nomi oggi apparirebbe come la ricerca di un alibi o di una giustificazione.

All’epoca anche la Lega ebbe le sue colpe con una chiusura totale: oggi c’è la corsa a negare ogni responsabilità. Sia l’allora coordinatore regionale Francesco Zicchieri che l’allora provinciale Carmelo Palombo giurano che la responsabilità della scelta politica di far cadere D’Alessandro appartenesse all’altro. Voi che all’epoca eravate consiglieri che idea vi siete fatti?
Carmelo Palombo, ex Coordinatore provinciale Lega Frosinone

La Lega dell’epoca, dalla quale oggi fortunatamente sono stati tutti esautorati soprattutto a livello locale, è l’esempio dell’esaltazione politica, esattamente l’esempio di ciò che in politica non deve essere mai fatto. Furono artefici di un logorio inutile, nella convinzione che un Partito a livello nazionale potesse far crescere il Partito anche a livello locale, niente di più sbagliato. È facile adesso per Zicchieri e altri rimpallarsi la colpa, ma la sostanza non cambia. I dissidenti che hanno firmato le dimissioni in massa facendo cadere l’amministrazione D’Alessandro hanno messo in atto una delle scelte più scellerate degli ultimi 30 anni di politica.

Però non mi sta rispondendo: Zicchieri o Palombo?

Una cosa posso dirla con certezza: Francesco Zicchieri a Cassino non è mai venuto per cui se ha agito è perché qualcuno a livello Provinciale gli riferiva qualcosa che lo ha portato a prendere decisioni sbagliate…E poi nella vita bisogna essere anche coraggiosi e tagliare i fili, altrimenti si rimane sempre marionette.

L’ex vicesindaco Benedetto Leone dice che la luna di miele tra l’attuale sindaco e la città è finita: cosa intende?

A questa domanda dovrebbe risponderle l’interessato. Comunque da quello che mi ha riferito, intende dire che è facile governare quando si è freschi di vittoria. E soprattutto subentrando ad un’amministrazione che ti ha lasciato 17 milioni di euro di progetti avviati, un piano di assunzioni, Servizio Civile riportato a Cassino dopo dieci anni ed un Bilancio pulito dei debiti consegnati all’organo straordinario di liquidazione. Ma dopo un po’ devi mettere in campo cose tue, pensate da te, che siano simbolo della tua visione futura della città. E questo non è avvenuto. Per cui la luna di miele con l’elettorato per questa amministrazione di centro-sinistra ormai è finita da tempo. Le persone hanno capito che il sogno è finito ed è iniziato un incubo. E non dimentichiamo le ultime vicende giudiziarie sulle quali dobbiamo attendere tutti serenamente e con rispetto i passi della Magistratura inquirente.

da sinistra Mignanelli, Petrarcone, Fontana, Abbruzzese, Fardelli e Evangelista
L’opposizione di oggi dà l’impressione di strepitare molto e incidere molto poco: solo impressione?

Devo riconoscere un impegno forte e sostanziale da parte di pochissimi dei consiglieri comunali di opposizione, gli altri non incidono.

Che centrodestra volete ricostruire?

Un centrodestra fatto di persone coerenti che parta dal mondo civico e che si faccia strada per risolvere le necessità della gente. Ma che sappia dare un futuro a questa città e abbia una visione strategica di cosa Cassino dovrà diventare.

Come lo si ricostruisce?

Di certo non potrà essere ricostruito se al proprio interno rimarranno quelle figure, che per interessi personali hanno anteposto se stessi al bene della città. I nostri rapporti con le varie componenti dei Partiti del centrodestra partono dalla chiarezza. Un progetto politico di centro-destra e di forze civiche non potrà mai avere all’interno coloro che hanno contribuito a distruggere quel progetto.

Che ruolo volete esercitare?

Noi vorremmo recitare un ruolo di primo piano però, vede, il ruolo non te lo puoi solo ritagliare ma devi avere anche il consenso popolare, perché quel ruolo ti sia riconosciuto. E noi è al consenso popolare che puntiamo con il nostro progetto di rilancio di un gruppo che ha cercato, ed è riuscito anche se solo in parte, ad essere incisivo per il bene della città. Noi cercheremo di ricostruire un progetto politico vero, serio, perbene, alternativo a questo governo degli annunci facili e futili. Ma lo faremo con la dignità e l’umiltà di sempre che non saranno mai in vendita. Chi sa, se ne faccia una ragione.

Coronavirus, reparto dell’ospedale di Cassino
Ha lottato tanto per l’ospedale di Cassino. Che oggi è sempre più al centro della discussione politica: ma solo per agganciare qualche Like in più. Invece dal punto di vista del politico – paziente, di cosa ha bisogno il Santa Scolastica?

A prescindere dalle problematiche attuali, l’ospedale di Cassino ha bisogno di un reparto di Dh oncologico. Un Dh oncologico, perché sono centinaia le persone del cassinate che si recano tutti i giorni a Roma e Sora per effettuare la propria seduta di chemioterapia e radioterapia. Ma la cosa più grave è il fatto che molti non riescono a fare la propria seduta giornaliera per problemi economici o perché fisicamente non riescono a fare questi viaggi e oggi, anno 2020, è impensabile una cosa del genere. L’ospedale Santa Scolastica ha bisogno di essere potenziato in ogni reparto, sia dal punto di vista del personale che della strumentazione, sono anni che lo dico e lo continuerò a fare fino a quando avrò voce.

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