Iannarilli: «Pallone in Forza Italia? Sarebbe troppo: è un camaleonte»

Ha più vite lui che un gatto. L’hanno dato per spacciato un mucchio di volte. Invece prima o poi te lo ritrovi sempre lì: al centro della scena politica. Dicevano che nella Democrazia Cristiana non avrebbe fatto strada: la balena bianca si spiaggiò e lui si candidò a sindaco di Alatri. Perse, ma di così poco che lo convinsero a tentare la scalata alle Regionali. Vinse e fu l’inizio di una corsa lunga vent’anni: consigliere regionale, assessore regionale, deputato (due volte), presidente della Provincia. Poi lo scontro con Mario Abbruzzese e il ruolo sempre più marginale. ma solo per poco. perché adesso Antonello Iannarilli è di nuovo lì, al centro della scena.

 

 

Ospite d’onore alle festa d’estate: tra Iannarilli e Abbruzzese è scoppiata la pace?
Sono stato un ospite come tanti (leggi qui) e se a qualcuno, che ha paura anche della sua ombra, ho suscitato un blocco cardiaco… non è certo colpa mia. Con Mario non c’è e non c’è mai stata guerra; abbiamo posizioni diverse ed è un bene perché altrimenti ci sarebbe un pensiero a senso unico simile ad una dittatura. Non accetterei mai una situazione simile. Chi mi conosce sa che non amo stare zitto se non sono d’accordo perché dico sempre quello che penso.

 

Siete stati divisi su tutto, al punto di disertare le riunioni del Coordinamento e spaccarvi sulle Comunali di Alatri: adesso cosa vi unisce?
La mia è stata una scelta dettata da atteggiamenti che non ho condiviso; diciamo una scelta forzata e per questo ho preferito mettermi in un angolo per guardare meglio, osservare senza partecipare attivamente. Durante le comunali ad Alatri è uscito fuori il peggio della gestione di Forza Italia, situazioni anomale che non si dimenticano: candidati che si considerano di Forza Italia ma che in realtà hanno sostenuto altri candidati di altre liste avvalorati da esponenti del Coordinamento. Io ho sempre sostenuto ed intrapreso le mie battaglie secondo il credo del mio partito e non ho mai sostenuto Sindaci di altre fazioni politiche o remato contro candidati Sindaci del mio partito.

 

Le elezioni sono dietro l’angolo: qualcuno ha paura di un patto di reciproco sostegno tra Iannarilli e Abbruzzese?
Mario ha una grande responsabilità; prima di riunire il centrodestra, deve riunire il partito e farlo crescere. E tutti devono credere in un unico obiettivo: quello di vincere. Forza Italia deve tornare ad avere percentuali importanti e questo è possibile solo se si rispettano tutte le anime del Partito, tutti coloro che sono stati fedeli negli anni, che hanno dato l’anima per il partito e non hanno fatto i pendolari passando da una bandiera ad un’altra.

 

Adriano Piacentini dice no alla candidatura: pensa che anche altri a Frosinone condividano?
Non credo l’appunto sia rivolto a me; io sono in Forza Italia dal 1993 e non ho mai cambiato colore; siamo in pochi ad avere questo primato di fedeltà. Conosco tutte le persone che sono salite sul “carro” di Forza Italia e ricordo tutti quelli che, per una piccola poltroncina, sono scesi per poi risalire nuovamente e ridiscendere. Molti, una volta scesi, hanno persino attaccato Berlusconi.

 

E se le dovessero rinfacciare la sua lunga assenza dal fronte?
Al momento del confronto ricorderò ad ognuno la loro storia perché la mia non può e non potrà mai essere messa in discussione. Non può essere considerato “traditore” colui che, con un curriculum politico come il mio, decide, per un periodo, di stare a guardare senza però rinnegare mai il suo passato ed il suo presente, avendo avuto vittorie molto importanti come quella relativa alla Presidenza della Provincia di Frosinone. Ribadisco, non posso essere io l’obiettivo di Piacentini però, mi piacerebbe che mi venissero fatti nomi e cognomi visto che io li ho sempre fatti.

 

Le primarie per scavalcare il malcontento: eppure alle Comunali di Alatri non volle farle, questa volta si. Perché?
Non feci le primarie ad Alatri perché fu subito chiaro che, anche se avessi vinto, “quella parte” non mi avrebbe mai appoggiato. Ed a distanza di un anno dico che rifarei tutto quello che ho fatto, sempre con la mia coerenza ed il coraggio che mi distingue. Avevo solo un grande desiderio, quello di salvare la mia Alatri ma, purtroppo, non è andata come avrei voluto ed oggi, mi sento di affermare, che “quella parte” ne è stata la causa se non la responsabile del disastro che vive oggi il mio paese.

 

Alle Provinciali ha detto no all’alleanza tra Forza Italia e Pd. Ma anche Asi, Cosilam e Saf vengono governate così. Cosa cambierebbe?
Caro direttore il tempo mi ha dato ragione. Forza Italia, dopo avere eletto il presidente della Provincia, è stata messa fuori dopo solo due anni… Sbaglio o ricordo male io? Forse, se fossi stato ascoltato, ieri avremmo potuto avere il presidente della Provincia vista la divisione di qualche anno fa all’interno del Pd… Non posso fare accordi con il gruppo di Scalia che abbiamo largamente combattuto e battuto con la mia vittoria alle provinciali. Quindi, come sempre coerente.

 

E con Asi, Cosilam e Saf, come la mettiamo?
E’ stato sempre un inciucio, spesso per dividersi le poltrone e le altre cose….

 

Mario Abbruzzese dove sta portando Forza Italia?
Mi auguro verso l’unità del partito a prescindere dalle varie anime che lo compongono. Le scelte che si faranno per le candidature saranno un passaggio importante per portare più consenso possibile al partito.

 

Iannarilli, Pallone e Abbruzzese sotto la stessa bandiera: quante possibilità ci sono?
Spero vivamente di no, non ho nulla di personale contro Alfredo Pallone ma sarebbe troppo… Forse potrebbe essere anche possibile, chiaramente non dipende da me, ma dopo aver governato con il Pd per 4 anni, non si può tornare tranquillamente in Forza Italia. Però sappiamo che in politica tutto è possibile e per il “figliol prodigo” si ammazzò il vitello grasso……

 

Cosa pensa di Alfredo Pallone?
È un personaggio che conosco bene sia nei pregi che nei difetti… Oggi fa una strategia e domani è completamente diversa… In italiano si potrebbe definire un inguaribile “camaleonte”.

 

E di Antonio Tajani?
Lo conosco da 24 anni l’ho sempre votato ed è stato sempre il mio punto di riferimento. E continuerò su questa linea, indipendentemente dal fatto che lui oggi sia Presidente del Parlamento Europeo. Nutro per lui una profonda riconoscenza e stima per tutte le volte che c’è stato nelle mie battaglie incoraggiandomi e sostenendomi. Ci siamo sentiti anche qualche giorno fa per gli auguri di compleanno. Tajani sa bene chi è Antonello

 

E invece chi è Nicola Ottaviani?
Semplicemente il primo cittadino di Frosinone a cui i cittadini hanno dato fiducia per la seconda volta e gli va dato atto del lavoro svolto.

 

Tornando indietro riaprirebbe il contenzioso con Acea?
Certo. Io con Acea ho vinto tutte le battaglie. Purtroppo, però, come sappiamo e come è successo, molto sindaci hanno cambiato idea. Anche ultimamente hanno votato per la risoluzione del Contratto ma, di fatto, Acea continua tranquillamente a gestire secondo il suo “modus operandi”. Non aggiungo altro.

 

Sulla Sanità, avrebbe votato contro Isabella Mastrobuono?
No, per il semplice motivo che si è sempre dovuto votare un dirigente venuto da Roma o Napoli e mai uno di Frosinone. È l’ennesima dimostrazione del fallimento del PD in provincia. Non sono stati capaci di trovare un dirigente della Provincia. Tutto sempre e solo per il proprio tornaconto personale o per sistemare amici e parenti… Spesso con l’ausilio di esponenti di destra.

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