Silenzio, parla Rosato: prima la riforma e poi parliamo di Capolista. Zingaretti? Si è candidato

Lo chiamano ‘il Ragioniere‘. Un po’ perché prima di lanciarsi in politica lavorava in banca: impiegato alla Banca Commerciale Italiana. Ed un po’ perché è il più abile nel fare i calcoli: capire le maggioranze, comporre alleanze, centrare il risultato in aula. Ma un po’ anche perché ha la giusta dose di freddezza dei ragionieri. Che gli consente di mantenere la calma in ogni situazione. Anche per questo Ettore Rosato è il capogruppo del Partito Democratico alla Camera dei Deputati.

E’ stato Matteo Renzi a volerlo lì. Nonostante Rosato sia da sempre vicino ad Areadem la componente che fa riferimento al ministro Dario Franceschini. E non se n’è mai pentito. Sarà ‘il Ragioniere‘ a fare i conti con alleati ed avversari per riuscire a definire la nuova legge elettorale. Perché, stando ai suoi calcoli , se si vuole c’è la possibilità di cambiare. Ma sono in pochi a crederci.

 

Presidente, a chi conviene cambiare la legge elettorale?
La legge elettorale andrebbe fatta nel rispetto di una necessità: che sia il Parlamento a legiferare e non la Corte Costituzionale. Dovrebbe essere un impegno di tutte le forze politiche. Noi lavoriamo in questo senso, cercando di costruire una legge elettorale che, coinvolgendo le grandi forze politiche, metta tutti d’accordo sulle regole.

 

Nei mesi scorsi c’era anche lui tra i carpentieri della politica che erano riusciti a costruire la base sul quale poi era stata poggiata l’intesa tra Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Forza Italia e Lega. Al momento del voto in aula però è crollato tutto, colpito dalle accuse incrociate di grillini e Pd di voler fregare l’altro.

 

A qualcuno forse conviene boicottare il suo lavoro di ricucitura e lasciare tutto com’è…
Io penso che la cosa migliore sia avere i voti piuttosto che sperare in una legge che sia più o meno favorevole. Se qualcuno fa un calcolo di convenienze rischia di andare poco lontano. C’è un interesse sicuramente di tutti a fare una nuova legge elettorale. Certo, bisogna avere una consapevolezza: il Pd non vuole essere trascinato in un dibattito lacerante, a poche settimane dal voto, da chi ci accusa di voler cambiare le regole senza un consenso generale. Noi auspichiamo il consenso generale. Ci abbiamo già provato in più occasioni. In maniera testarda faremo un altro tentativo.

 

Uno dei punti chiave della riforma saranno i collegi: l’insieme dei Comuni che con il voto dei loro cittadini determineranno l’elezione dei singoli candidati. Nei mesi scorsi, al primo tentativo di cambiare la Legge, la provincia di Frosinone si ritrovò frullata in quattro collegi: uno aveva come epicentro Frosinone e l’altro ha Cassino. Invece Ceccano era stata dirottata sul collegio che eleggeva il deputato insieme ad Aprilia. Metà di quelli nella Valle dei Santi erano stati inseriti nel collegio che eleggeva il deputato insieme a Terracina, Gaeta ed i centri del Golfo. Le correzioni proposte nei giorni successivi prevedevano di rimettere Ceccano con Frosinone, ma Cassino si ritrovava ad eleggere il deputato insieme a Gaeta.

 

Ora come pensate di disegnare i collegi?
La cosa peggiore, per fare un tentativo di costruire le condizioni politiche su cui scrivere la legge elettorale, è mettere condizioni. Vediamo come si sviluppa il dibattito. Noi abbiamo sempre privilegiato, nei nostri schemi, sistemi maggioritari con collegi

 

C’è un sottile filo politico che collega il Lazio e la Sicilia. Lì nei giorni scorsi c’è stato l’accordo tra Pd e Alternativa Popolare (leggi qui). Che rischia di determinare una frattura interna agli alfaniani, con Lupi pronto a volare da Berlusconi (leggi qui). La frattura certa per il momento è con Mdp. Che si smarca e candida alla presidenza Claudio Fava . Il quale denuncia che l’accordo elettorale siciliano Pd – Alfano è il frutto di uno scambio sulla legge elettorale: il loro appoggio in cambio di una ventina di candidature sicure al Senato per Alfano.

 

C’è stato un baratto tra Sicilia e legge elettorale?
Fava dimentica com’è nata la candidatura del professor Fabrizio Micari, rettore dell’Università di Palermo, alla guida della Regione Sicilia. E’ nata con una richiesta che ci è arrivata dalla sinistra, compreso MdP di cui Fava fa parte. E ci è arrivata dal sindaco di Palermo Leoluca Orlando. Noi abbiamo fatto un passo indietro rispetto ad una nostra candidatura, per dire di si. A quella richiesta era connesso di riproporre lo schema a Palermo dove Alternativa Popolare era già in coalizione con noi. Nessuno scambio. Semplicemente una contraddizione profonda di Mdp che candida Fava perché ha paura di vincere facendo una coalizione più larga.

 

Il voto in Sicilia è un test nazionale?
L’espressione ‘test nazionale’ si spreca sempre. Ogni elezione è un test. certo, la Sicilia è una grande regione e votare in Sicilia non può essere un fatto indifferente.

 

Ed il Lazio?
Vale anche per il Lazio. Così come vale per le altre regioni e per le grandi città metropolitane. Sono votazioni che hanno un impatto politico. Però quello che conta è la proposta che viene fatta agli abitanti di un territorio: gli elettori votano in base a questo.

 

Nicola Zingaretti sarà ricandidato governatore del Lazio o lo schiererete a Camera o Senato?
Mi sembra che Nicola Zingaretti si sia già ricandidato alla guida della Regione: questa è una buona notizia

 

Ci sono rumors insistenti secondo i quali nel Lazio ci saranno elezioni anticipate per evitare la concomitanza con le politiche e di essere coinvolti nel dibattito politico nazionale
Sono rumors che non ho mai sentito.

 

E se le dovesse capitare di sentirli?
Mi sembra che stiamo parlando di fantapolitica e quindi non mi cimento.

 

Rumors assicurano che Matteo Orfini rivendicherà un capolista blindato nel Lazio nell’ambito di un accordo regionale: dicono che intende candidare Francesco De Angelis a Frosinone. L’area di Franceschini non si fida e non vede di buon occhio un patto simile
Ogni scelta ha i suoi momenti. oggi non è certo il momento di scegliere capilista su una legge elettorale che ancora non c’è.

 

A proposito di schemi. E’ vero che avete in mente un doppio binario: Ulivo 2.0 alle elezioni Amministrative e ognuno per se alle Politiche?
No esistono leggi elettorali che al momento sono diverse e quindi ci si attrezza per diverse leggi elettorali. Alle Europee, dove c’è un proporzionale puro, ci si attrezza ognuno nella sua autonomia politica. Dove ci sono le coalizioni, come nei Comuni e nelle Regioni, si costruiscono le coalizioni. per le elezioni politiche vedremo quale sarà la legge elettorale.

 

In questo momento chi è il vero nemico della sinistra: il populismo, la destra, o se stessa?
Mi sembra che c’è un pezzetto di Sinistra con la vocazione a ricostruire Rifondazione Comunista. C’è una sinistra di testimonianza poco propensa al governo. E poi c’è un pezzo di politica che ha deciso di parlare alla pancia della elettori piuttosto che alla loro testa. Questo è sicuramente un nostro avversario.

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