Intesa segreta tra i due Franceschi: patto di desistenza

Un patto di desistenza tra Francesco Scalia e Francesco De Angelis. Per non pestarsi i piedi alle prossime elezioni, rischiare di lasciare sul terreno vittime illustri, riuscire ad eleggere se stessi e quelli della loro squadra. Senza concedere nemmeno le briciole agli altri. Il patto lo stanno raggiungendo in questi giorni, stanno limando i nomi ed i dettagli. E non è una novità: prima di ogni elezione i due Franceschi hanno (quasi) sempre ritrovato la sintonia.

La presenza di Francesco Scalia giovedì alla manifestazione di Francesco De Angelis per il passaggio alla componente di Matteo Orfini è stata un’ulteriore conferma. La presenza di tutti è stata il segnale che i due Franceschi hanno trovato una collocazione per ognuno ed un’equa distribuzione dei candidati tra le componenti. A tutti verrà data la possibilità di giocarsi la partita e che vinca il migliore: ma senza dispetti interni. E soprattutto senza candidature con le quali tentare di stroncarsi a vicenda

Ci sono due variabili nello schema. La prima: gli aggiustamenti alla legge elettorale che il parlamento dovrà fare, restando però nel solco di quanto deciso nei giorni scorsi dalla Consulta. Se ci saranno i collegi uninominali (un candidato per ogni Partito, sfida diretta, chi vince anche per un solo voto è eletto in quel collegio) verranno schierati alcuni candidati. Ne verranno messi altri se invece ci sarà il proporzionale puro (ogni Partito presenta una lista, chi prende più preferenze entra in proporzione al numero di voti presi dalla lista).

La seconda variabile: la sfida lanciata da Francesco Scalia al processo per la realizzazione dell’aeroporto di Frosinone. Il senatore non vuole arrivare alle elezioni con un processo pendente sulla testa. O colpevole o innocente: ma si faccia subito, ha detto l’altro giorno. (Leggi qui la cronaca dell’udienza per l’aeroporto di Frosinone).

Scenario A.
Scalia viene assolto. Il senatore (area Renzi Lotti) si ricandida al Senato. Francesco De Angelis non esprime una candidatura al Senato. Maria Spilabotte? I rapporti con il suo mentore risultano ancora interrotti; se trova una strada da sola per farsi ricandidare, bene ma altrimenti il Francesco da Ripi non si sperticherà per lei. Al suo posto potrebbe essere lanciato invece Simone Costanzo (area Astorre). Alla Camera (in caso di collegio uninominale): Francesco De Angelis (area Orfini) a Frosinone, Nazzareno Pilozzi (area Migliore) ad Anagni – Alatri, Marino Fardelli a Cassino, un candidato ai Socialisti a Sora. In caso di proporzionale puro, stessi nomi ma Fardelli va alle Regionali. E soprattutto De Angelis sarà capolista nel collegio delle Province.

Scenario B.
Scalia non ottiene una sentenza favorevole. Rinuncia alla candidatura. Si concentra sull’attività forense e sull’insegnamento Accademico in un’università di primo piano. Entra in scena il presidente della Provincia Antonio Pompeo: si candida al Senato al posto di Scalia. Oppure si candida alla Camera mentre nella lista per Palazzo Madama va Francesco De Angelis.

Il resto dei dettagli li hanno definiti in queste ore a Rimini, nel corso dell’assemblea conviocata da Matteo Renzi. Quella in cui è intervenuto Nicola Zingaretti. (Leggi qui il preecedente) Ma qualunque dettaglio non potrà prescindere dall’elemento principale: il patto di desistenza e l’intesa di Ferro tra i due Franceschi.

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