Io speriamo che mi ricandido: chi sale e chi scende in Ciociaria

Aria di elezioni. Se non viene individuata una soluzione che porti alla composizione di un governo si torna alle urne. E scatta l'incubo candidatura per chi è stato eletto appena un paio di mesi fa. Chi sale e chi scende.

Non c’è pace per i neo parlamentari eletti in Ciociaria lo scorso 4 marzo.

Avevano sperato che il governo gialloverde Lega-Movimento Cinque Stelle si facesse e durasse almeno due anni, sei mesi e un giorno, termine necessario per maturare il diritto alla pensione, quello che prima si chiamava vitalizio. Invece, la riabilitazione di Silvio Berlusconi ha cambiato tutto e adesso Matteo Salvini non vede l’ora di avere una scusa per rompere con Luigi Di Maio.

Il Corriere della Sera scrive:

«Altissimo rischio politico, bassa resa». Sono le cinque parole attribuite al leader Matteo Salvini, che nelle ultime ore in Lega si diffondono come fossero uno slogan. Ma è uno slogan per la campagna elettorale. Lo dice Giancarlo Giorgetti all’uscita dal Quirinale. Il capogruppo leghista alla Camera, di fronte alle telecamere e ai taccuini spalancati, si lascia andare. Gli chiedono se la Lega si stia avviando verso un accordo con i 5 stelle. E lui risponde: «Per le elezioni… ».

E quando parla Giorgetti è una sentenza.

Dunque, si riparte. Con l’obiettivo di ottenere nuovamente una candidatura per chi è parlamentare. Oppure di avere un’occasione per chi non lo è. Il voto in autunno potrebbe avere scenari completamente diversi e sicuramente la legge elettorale non cambierà. E in Ciociaria che succede?

 

LEGA

Nessun problema per Francesco Zicchieri: sarà riconfermato, probabilmente anche con la candidatura a capolista nel listino. Francesca Gerardi, anche per via delle quote rosa, dorme sonni tranquilli. Un po’ meno Gianfranco Rufa, che ha il problema di ritrovare una collocazione eleggibile.

Ma dove? A Viterbo (dove è stato eletto) oppure in Ciociaria. Poi ci sono le ambizione di Andrea Amata, Carmelo Palombo, Domenico Fagiolo, Kristalia Papaevangeliu.

Quindi il nodo di Nicola Ottaviani. Il sindaco di Frosinone sta costituendo il Partito degli amministratori del centrodestra. (leggi qui Ottaviani accelera sul Partito dei Sindaci: se si vota sarà candidato alla Camera, rebus vice sindaco) Se questa formazione andrà in quota Lega, nessun dubbio: Ottaviani candidato alla Camera.

 

FORZA ITALIA

Mario Abbruzzese cercherebbe la rivincita, ma dovrà tenere conto anche di altre opzioni. Nicola Ottaviani potrebbe restare in Forza Italia e a quel punto non sentirebbe ragioni: a lui la prima scelta. Con Abbruzzese sarebbe “guerra santa”.

Ma in prima fila c’è anche il coordinatore provinciale Adriano Piacentini. Poi è possibile che anche Riccardo Mastrangeli, Danilo Magliocchetti, Alessandra Mandarelli e diversi altri possano avanzare la propria disponibilità. Oltre a Giuseppe Incocciati. Senza mai perdere di vista i soliti “paracadutati”.

 

FRATELLI D’ITALIA

Il senatore Massimo Ruspandini non intende sentire ragioni: “mi ricandido io, non si discute”. Ha un filo diretto con Giorgia Meloni e il sostegno del responsabile provinciale Paolo Pulciani.

Ma deve guardarsi da Alessandro Foglietta, che ha rapporti eccezionali da sempre con Fabio Rampelli. Sarà come un duello tra pistoleri.

 

MOVIMENTO CINQUE STELLE

Cambierà il capo politico: Alessandro Di Battista al posto di Luigi Di Maio. Di Battista potrebbe cambiare il metodo di selezione dei candidati. Nessuna certezza per nessuno, neppure per gli attuali tre deputati: Luca Frusone (già due mandati), Ilaria Fontana ed Enrica Segneri. Si ricomincia da zero.

 

PARTITO DEMOCRATICO

Una sola certezza, la candidatura di Francesco De Angelis. Probabilmente come capolista del listino blindato. Per il resto sarebbe una corrida.

I tre ex parlamentari potrebbero tornare in corsa nel maggioritario: Francesco Scalia, Maria Spilabotte, Nazzareno Pilozzi. Ma attenzione agli outsider: Antonio Pompeo, Domenico Alfieri, Vincenzo Quadrini, Simone Cretaro, Simone Costanzo.

Poi le quote rosa: Sarah Grieco, Barbara Di Rollo, Valentina Calcagni, Stefania Martini. Ma un pensierino lo farebbero anche Mauro Vicano, Fabrizio Cristofari, Marino Fardelli, Norberto Venturi, Giuseppe Golini Petrarcone.

Una torre di Babele.

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