Isabella vuole Frosinone: ricorre in appello

I medici scappano da Frosinone, i vincitori delle selezioni rinunciano appena conoscono la sede in provincia. Ma lei invece vuole fare di tutto per tornare. Isabella Mastrobuono, già direttore generale della Asl, bocciata dalla Regione Lazio e reintegrata a gennaio dal giudice (leggi qui ‘Il Tar: «Mastrobuono centrò tutti gli obiettivi, non doveva essere bocciata»’) non si rassegna al ‘giudizio di ottemperanza’ in base al quale non può rimettere piede in Ciociaria (leggi qui ‘Il Tar: Isabella non può mettere piede a Frosinone’).

La professoressa ha deciso che ricorrerà al Consiglio di Stato. «Non mi arrendo» tuona da Roma.

Sono due i motivi di ricorso che verranno sostenuti dai professori Francesco Castiello ed Edoardo Giardino, i due docenti universitari che l’assistono sin dal primo ricorso.

Il primo. Il Tar ha sostenuto che siano scaduti i termini per il reintegro. La professoressa ha dettato la linea. «Sono consolidate da anni le sentenze della Cassazione in cui si afferma il principio secondo il quale non vi è scadenza al reintegro (guai se lo fosse visti i tempi della giustizia). La regione non ha più detto nulla su questo».

Il secondo. La sentenza che ha bocciato la Regione e riabilitato la manager defenestrata è diventata definitiva per la Regione non l’ha appellata. «Tutto ciò che è successo dopo il mio allontanamento da Frosinone può essere interpretato come incompatibilità».

Cosa significa? Nelle settimane scorse il Tar, in sede di Ottemperanza (cioè, nello stabilire come va applicata una sua sentenza che presenta oggettivi problemi di attuazione) ha rilevato che la professoressa è diventata Inconferibile. Insomma: non le può più essere conferito l’incarico di Direttore Generale perché durante l’ultimo anno ha lavorato come Direttore Sanitario in una clinica privata di Roma. E tra i requisiti per fare il manager Asl deve esserci l’assenza di rapporti con le strutture private negli ultimi anni.

Isabelita invece dice: al limite, sono diventata ‘Incompatibile‘. Cioè devo scegliere se fare l’una o l’altra cosa. «Ed allora ho 15 giorni per decidere se rimanere nella struttura privata o tornare a Frosinone. Ricordo a tutti che sono un direttore sanitario: è l’unico mestiere che so fare. Come avrei dovuto vivere visto che mi avevano anche cancellarlo dalla lista dei direttori generali e “nessuno” mi ha offerto nulla nel pubblico?».

Il segnale è dato: via libera al nuovo ricordo.

Isabelita combatte ancora.

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