Istat: l’automotive tira l’economia. E Fca Cassino tira l’automotive

È il settore dell’automotive a trainare l’economia italiana. Ed è lo stabilimento Fca di Cassino a trainare i numeri dell’automotive italiano.

Lo dicono i numeri annunciati oggi da Istat, l’istituto centrale di statistica italiano.

Quelle cifre rivelano che l’industria italiana continua a crescere. E che i dati sulla produzione registrati a luglio restano in linea con giugno (+0,1%). Ma il vero balzo c’è se si fa il paragone con lo stesso mese dell’anno precedente (2016): +4,4% a parità di giorni lavorativi.

Nei primi sette mesi del 2017, la produzione registra un +2,6% rispetto allo stesso periodo del 2016.

La tendenza è alla crescita ormai da agosto 2016, senza mai interruzioni tranne gennaio 2017.

 

IL SUCCESSO DI GIULIA E STELVIO
L’auto ha fatto registrare nel mese di luglio un +9,1% in confronto a luglio 2016 e nel periodo gennaio-luglio l’incremento è stato del 10% rispetto allo stesso periodo del 2016. In quei numeri c’è molto di Giulia, Stelvio e Maserati Levante: le scommesse di Sergio Marchionne vinte sui mercati mondiali.

Non sono solo un’iniezione di li liquidità: sono soprattutto il segnale che l’Italia è ancora competitiva se si mette a fare ciò che le riesce meglio, il Made in Italy di qualità, senza lasciarsi trascinare nella competizione verso il basso.

Gli altri numeri dicono che a trainare sono i beni strumentali (+5,9% sull’anno). In crescita anche i beni di consumo (+4,1%), quelli intermedi (+3,5%) e l’energia (+3,3%).

Il risultato migliore delle attese porta le previsioni di crescita del Pil su +0,3% sia per il terzo che per il quarto trimestre ed un dato finale per il 2017 che dovrebbe attestarsi a non meno di +1,4%.

 

TURRIZIANI: DATI INCORAGGIANTI. LA VIA DELLA RIPRESA
Per Giovanni Turriziani, presidente di Unindustria Frosinone e vice presidente degli industriali del Lazio siamo in presenza di «dati incoraggianti che vanno confermati e verificati a livello locale. Dalla ripresa degli ordinativi industriali passa la ripresa in generale». Il presidente conclude con un messaggio affilato e tagliente: «Ricordiamolo a tutti». Sottile messaggio alla politica (affinché sostenga con misure strutturali la ripresa degli ordinativi e dei consumi) e più ancora ai denigratori dell’industria.

 

PIGLIACELLI: VINCENTI SULLA QUALITA’
Per il presidente della Camera di Commercio di Frosinone, Marcello Pigliacelli «Questi numeri dimostrano ancora una volta quanto sia stata sbagliata la scelta economica di trascurare il Made in Italy ed i prodotti di alta qualità. Noi siamo il Paese che vince la scommessa se lavora sull’alta qualità: di fronte allo stile ed all’alta gamma non abbiamo avversari. È sbagliato inseguire il basso costo. Perché noi riusciamo a rendere straordinari ed unici i nostri prodotti: nel lavoro ci mettiamo l’anima».

 

D’AMICO: SCELTE INTELLIGENTI MA ORA IL 4.0
Per il presidente nazionale di ConfimpreseItalia Guido D’Amico «La ripresa è il risultato di scelte economiche nazionali intelligenti, grazie alle quali il sistema Paese ha recuperato competitività ed attratto investimenti privati sul territorio. Questo significa che crescerà il nostro export. Ma non dobbiamo illuderci: va consolidata questa ripresa. C’è una sfida che non possiamo perdere ed è quella per il 4.0».

 

PAPA: VINCE IL COMPARTO
Per il presidente di Unindustria Cassino – Gaeta Davide Papa «Va posto l’accento sul fatto che sia l’intero comparto automotive a tirare. Quindi, non solo Giulia, Stelvio e Levante ma anche l’indotto. Penso ad un colosso della componentistica come il gruppo del presidente Maurizio Stirpe che produce per tutti i principali player mondiali. Il merito di queste cifre sta nella capacità dell’Industria italiana di adattarsi alle criticità e saper offrire un prodotto qualitativamente superiore a prezzi competitivi».

 

COPPOTELLI: MERITO ANCHE DEI LAVORATORI
Soddisfazione arriva anche dal sindacato. Il segretario generale provinciale della Cisl, Enrico Coppotelli, «il Sindacato, la Cisl in primis, ha creduto fortemente che puntare su Cassino – a volte anche con scelte impopolari – fosse l’unico modo per dare prospettive al territorio. I numeri ci dicono che abbiamo fatto bene a fare quelle scete. Un merito va dato anche ai lavoratori».

 

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