Itri val bene una messa: Agresti come Enrico di Navarra

Alla fine l'accordo tra Agresti e Forza Italia si fa. La soluzione di compromesso elaborata dalla coordinatrice azzurra. De Santis imbarca il M5S

Giovanni Agresti come Enrico di Navarra. Con una sostanziale differenza, però: Itri, e non Parigi, “val bene una messa”. Le vicende storiche della Francia di fine ‘500, quelle legate alla “guerra dei tre Enrichi“, Enrico di Guisa, Enrico III e appunto Enrico di Navarra, hanno echeggiato giovedì sera nella riunione che ha ufficializzato l’ingresso di Forza Italia nel listone che candida a sindaco Giovanni Agresti.

Eppure non sembrava ci fosse più molto da fare per riallacciare il dialogo tra il tre volte sindaco e Forza Italia. Il tavolo era saltato. In modo definitivo. Al punto che gli azzurri avevano già individuato il loro candidato da schierare alle urne. (Leggi qui: Forza Italia gioca da sola: Di Biase quarto candidato).

Invece era solo tattica. da una parte e dall’altra. Per limare sul prezzo politico dell’accordo.

Itri val bene una messa

Giovanni Agresti

Giovanni Agresti per  mettere in cassaforte la dote elettorale degli azzurri ha dimenticato di…. essere di religione politica protestanteAlla stessa stregua di quanto fece Enrico di Navarra, il futuro Enrico IV. Per poter salire sul trono di Francia è diventato improvvisamente cattolico pronunciando la famosa  frase “Parigi Val bene una messa”. 

L’abiura di Agresti è stata altrettanto importante: ha rinunciato a quanto professato sinora  pur di riconquistare, per la quarta volta, il comune di Itri. 

L’ex tri-sindaco aveva emesso una scomunica pubblica nei confronti degli esponenti azzurri. Forza Italia dal 2016 era nella maggioranza del sindaco uscente Antonio Fargiorgio ma proprio gli azzurri sono stati tra i protagonisti della sfiducia con la quale a maggio si è conclusa quella esperienza. Ora erano disponibili ad allearsi con Agresti. Che però aveva preteso una discontinuità rispetto al recente passato amministrativo. In pratica? Nessuno spazio in lista per chi ha governato con Fargiorgio: cioè i due assessori uscenti Andrea Di Biase e Serena Ciccarelli, l’ex consigliere comunale Orlando Nicola Di Fazio.

In realtà era solo un pretesto. Un modo per controbilanciare le richieste fatte da Forza Italia. Esagerate. Tali da poter controllare l’amministrazione in caso di vittoria. (Leggi qui Agresti pronto a chiudere con Fazzone. Con De Santis sono tre).

L’asso di Stamegna

Michele Stamegna

A riaprire la trattativa è stato l’asso calato dal plenipotenziario di Forza Italia di Itri, Michele Stamegna. Anche lui ha bluffato. In  maniera strumentale ha lanciato lo scorso fine settimana la contromossa: “Non vuoi candidare i nostri migliori dirigenti? E allora presenteremo un nostro ed autonomo candidato a sindaco. Ci vediamo il 4 ottobre”. (Leggi qui: Forza Italia gioca da sola: Di Biase quarto candidato).

Un’operazione concordata a Fondi con il potentissimo Coordinatore regionale di Forza Italia Claudio Fazzone. E se Agresti non avesse ceduto? Forza Italia sarebbe andata avanti davvero, con poche possibilità di vincere ma molte possibilità di far saltare i piani del tri-sindaco. 

Venendo meno la dote elettorale di Forza Italia, la sua affermazione elettorale sarebbe stata messa fortemente in discussione. Soprattutto sulla scorta delle altre due buone candidature pronte da tempo, quelle degli ex sindaco Giuseppe De Santis e, appunto, l’uscente Antonio Fargiorgio

La soluzione di compromesso

Stefania Saccoccio e Claudio Ruggeri

La componente di Fratelli d’Italia pare abbia proposto, sottovoce, di andare avanti senza l’apporto elettorale di Forza Italia. Invece giovedì Agresti ha preferito indossare i panni di Enrico di Navarra. Accettando la soluzione di compromesso formulatagli dalla neo coordinatrice comunale di Forza Italia Stefania Saccoccio

Gli azzurri, in sintesi, hanno rivisto verso il basso, le proprie pretese: non più cinque o sei candidati in lista ma tre. Perché fa la differenza? Eleggendo 5 consiglieri Forza Italia sarebbe stata in gradi di essere determinante su ogni decisione del Consiglio Comunale.

Giovanni Agresti però ha dovuto rinunciare alla pregiudiziale sugli uscenti. Ha accettato le ricandidature degli ex assessori Di Biase e Ciccarelli; con loro verrà schierata la giovanissima ex dirigente della Pro Loco di Itri Gabriella Dragonetti

C’è un trucco. Forza Italia pensa di costruire un tandem tra la Dragonetti e l’assessore uscente alle Attività Produttive Mario Di Mattia . Che, politicamente è sì vicino alla Lega, ma vanta storici e personali rapporti con Michele Stamegna. In questo modo potrebbe centrare l’elezione di quattro Consiglieri riuscendo comunque ad essere determinante in Aula. A quel punto avrebbe carta bianca nel formulare qualsiasi tipo di richiesta nella definizione della quarta Giunta Agresti.

Questione di equilibri

Il candidato sindaco della civica “Ripartiamo” ha fatto una valutazione: privarsi dei voti di Forza Italia sarebbe stato un politicamente masochista nel momento in cui un “pezzo” del Partito Democratico ha deciso di convogliare sulla candidatura a sindaco di Giuseppe De Santis.

Giovanni Agresti ha fatto in modo che non ci fossero problemi con la parte sinistra della lista. Infatti ha ha confermato che saranno regolarmente candidati al consiglio comunale la professoressa  Donatella Del Bove (area Pd) e soprattutto Salvatore Mazziotti il luogotenete nel Golfo del deputato europeo ed ex vice presidente della Regione Massimiliano Smeriglio

Il botto di Fargiorgio e quello dei 5 Stelle

Il sindaco Antonio Fargiorgio con Vittoria Maggiarra

Il quadro elettorale è in evoluzione e, ad una settimana  esatta dalla presentazione delle liste, il “botto” potrebbe farlo ora il sindaco uscente Antonio Fargiorgio. Soprattutto dopo aver “riabbracciato e perdonato” la ribelle ex delegata Vittoria Maggiarra e dopo aver incassato il sostegno dell’ex primo cittadino Pd ed ex presidente dell’ente Parco regionale dei Monti Aurunci Giovanni Ialongo e del coordinamento comunale di Italia Viva.

E’ pressoché ultimata anche la lista, “Obiettivo comune” a sostegno di Giuseppe De Santis. Ha sempre più una forte connotazione progressista.  

 Dopo i candidati del Partito Democratico sono arrivati quelli di un movimento giovanile “Le 12 rose” e ora ufficialmente del Movimento Cinque Stelle. E’ un elenco da lista della spesa quello formulato dal capogruppo grillino uscente Osvaldo Agresti, lontano parente del candidato sindaco Giovanni: la questione morale, la de privatizzazione dei campi pozzi per l’approvvigionamento idrico di migliaia di utenze, l’attenzione alle questioni ambientali, la risoluzione degli inquinamenti provocati dalle numerose discariche abusive. E ancora “l’assenza di conflitti di interesse dei candidati”, la non delocalizzazione delle scuole fuori da nucleo urbano, il ritorno del mercato in zona più centrale al paese, il centro storico rivisto e reinventato in chiave turistica il sociale, ed un welfare contro tutte le povertà

Vogliamo, crediamo e sentiamo di essere l’alternativa alla gestione geriatrica e conclamata delle altre compagini, piene di interessi e conflitti. Il M5S di Itri – ha concluso Osvaldo Agrestipoteva concorrere da solo, ha preferito contribuire ad un progetto più ampio, più lungimirante al cospetto di una povertà politica e culturale galoppante e di una classe dirigente non più generazionalmente rinnovata”.

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