La banca ora è differente: nel Lazio chiudono 800 sportelli

In dieci anni il lazio ha visto la chiusura di 800 sportellio bancari. E la perdita di 3500 posti di lavoro. Le due parole chiave per Cisl. L'importanza delle banche di territorio. Verso un tavolo sul Credito

Meno reali, più virtuali: tra il 2011 e il 2021 le banche del Lazio si sono trasformate. Hanno ridotto in modo sensibile il numero degli sportelli: buona parte delle operazioni sono state trasferite sul web abbattendo le code e le attese. Ma anche il numero degli impiegati. Oggi nel Lazio lavorano 24.546 bancari mentre dieci anni fa erano 28.106 con una perdita secca di 3.500 posti di lavoro. Il passaggio al web ha portato alla chiusura di 800 sportelli bancari.

Le cifre sono state fornite durante la riunione avvenuta oggi tra il sindacato Cisl Lazio con la sua articolazione First ed i territori dei bancari di Roma, Rieti, Frosinone, Latina e Viterbo.

Le due parole chiave

Foto: Tima Miroshnichenko / Pexels

Sono due per parole chiave per il Segretario generale della First Cisl Lazio Caterina Scavuzzo Le due parole sono “trasformazione” e “crisi”. Spiega che “questi dati ci restituiscono il senso della trasformazione avvenuta nel settore bancario e della crisi che lo ha attraversato“.

Il Segretario parla di “desertificazione bancaria” cioè di un fenomeno che vede il sistema creditizio ritirarsi da quei territori ed attività reputati più a rischio o meno redditizzi. Ma così facendo si lasciano progressivamente scoperte altre aree.

La conferma arriva ancora una volta dai numeri. I Comuni del Lazio serviti da almeno uno sportello bancario sono 219 nel 2021 su 378. Erano 225 nel 2020.

La biodiversità bancaria

Foto A.S. Photo / Andrea Sellari

Non è una regola che vale per tutti gli istituti. Ad esempio, in quello stesso periodo Banca Popolare del Cassinate ha aumentato i propri sportelli fisici, ampliato la propria rete.

Anche questo porta Cisl a dire che “va garantita la biodiversità bancaria e assicurativa perchè la storia degli ultimi dieci anni ci ricorda che non esistono modelli bancari vincenti a prescindere. Quello che sicuramente non dobbiamo fare è prendercela aprioristicamente con uno dei diversi generi riducendo la biodiversità”. Tradotto dal linguaggio economico: per un certo tipo di clientela è sufficiente la banca on line, altri invece hanno bisogno dello sportello fisico. Per questo non bisogna condannare né l’uno né l’altro.

Soprattutto è indispensabile “salvaguardare il localismo bancario”: le banche di territorio e la loro conoscenza del territorio con le sue esigenze sono un elemento fondamentale per la crescita.

Un tavolo sul Credito

Enrico Coppotelli. Foto Livio Anticoli / Imagoeconomica

Per affrontare le trasformazioni e la crisi Enrico Coppotelli Segretario generale della Cisl Lazio, ha annunciato l’avvio di un tavolo sul tema del Credito con la Regione Lazio. Si riunirà il prossimo 11 maggio 2022.

Nello specifico si tratterà di dare concretezza a una proposta formulata da Cisl, Cgil e Uil. Propongono di costituire un Osservatorio sul Credito, partecipato da Istituzioni, Imprese, Sindacati, Rappresentanti delle associazioni della società civile e Università.

È necessaria, sostiene Enrico Coppotelliuna maggiore conoscenza e condivisione delle politiche creditizie, al fine di poter meglio indirizzare gli impieghi destinati a imprese e famiglie, rilanciando l’economia del Lazio in modo sostenibile ed innovativo. Una forma di partecipazione diffusa, da sempre cifra distintiva ed identificativa della Cisl. Dobbiamo guidare attraverso una governance partecipata il PNRR, il sistema del Credito e i Lavoratori bancari saranno il player basilare. Ma occorre ridare centralità, umanizzazione e valorizzazione alle Lavoratrici e Lavoratori del settore”.

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