La battaglia d’autunno decisiva per il Pd di Nicola Zingaretti

Il segretario è stufo delle manovre di Renzi e Di Maio e non si fida dei continui “ritorni di fiamma” tra Lega e Cinque Stelle. I risultati in Campania, Puglia, Marche e Toscana faranno la differenza.

Nicola Zingaretti non esclude più lo scenario delle elezioni anticipate a livello nazionale. Quello che sta succedendo all’interno della maggioranza è sotto gli occhi di tutti. Matteo Renzi annuncia la mozione per sfiduciare il ministro, poi non la fa, ma qualche giorno dopo salva il Capitano Matteo Salvini in sede di giunta delle immunità al Senato. Rimettendo in discussione la stabilità del Governo.

A preoccupare Zingaretti anche alcune manovre che lascerebbero intendere un certo feeling tra lo stesso Matteo Renzi e Luigi Di Maio. Quest’ultimo è numero uno dei Cinque Stelle, nonostante Vito Crimi abbia il ruolo formale di capo.

Renzi e Crimi cecchini col premier

Il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte

Giuseppe Conte è nel mirino di Italia Viva e di parte dei Cinque Stelle. Nicola Zingaretti continua a porsi il problema di reggere per senso di responsabilità, ma non potrà farlo all’infinito. Nonostante nel Partito ci siano uomini come Dario Franceschini che non hanno alcuna intenzione di mettere a rischio la maggioranza e il Governo.

L’opposizione di centrodestra continua ad essere maggioranza nel Paese. Da questo punto di vista il ricorso anticipato alle urne metterebbe seriamente in difficoltà l’attuale coalizione giallorossa. Sfilacciata, litigiosa e minoritaria.

Nicola Zingaretti, però, è stanco di tirare a campare e di correre per cercare di chiudere le tante falle che si aprono quotidianamente.

Ma c’è anche un’altra possibilità che preoccupa il segretario del Pd. Una parte importante del Movimento Cinque Stelle continua guardare con attenzione alla Lega di Matteo Salvini. Lo stesso Renzi non esclude possibili convergenze con il Carroccio. Una situazione difficile da concretizzare, ma non impossibile. Con Zingaretti e il Pd che rischierebbero di essere messi fuori gioco.

Zaia mazziere in Veneto

Luca Zaia, nella Lega è l’uomo da battere, o da lusingare

Le elezioni regionali di settembre saranno la cartina da tornasole. Il Pd dovrà provare a difendere Campania, Puglia, Marche e Toscana. Altrimenti si metterà malissimo. Ha molto da perdere e poco da guadagnare il Partito Democratico da questa tornata.

La Lega punta tutto sul Veneto, dove però è Luca Zaia a dare le carte. Non Matteo Salvini. Per il resto c’è la Liguria del Governatore Giovanni Toti. Oltre alla Valle d’Aosta.

La battaglia d’autunno sarà decisiva per le strategie di Nicola Zingaretti.

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