La battaglia per l’acqua: c’è chi dice no ma la tariffa scende

Ma la battaglia politica in aula è stata durissima. Alla fine 45 voti favorevoli, 7 contrari, 3 astenuti e 31 assenti. Ecco come cambia una bolletta media. La rivincita di Antonio Pompeo su Nicola Ottaviani e gli effetti sul voto del bilancio della Saf e sulle provinciali

Via libera alla nuova tariffa del servizio idrico integrato. Lo ha deciso nel pomeriggio l’assemblea dei sindaci dell’Ato 5, l’Ambito Territoriale (l’insieme dei Comuni serviti da uno stesso gruppo di fonti, in provincia di Frosinone). All’ordine del giorno l’approvazione dei regolamenti sulla “perdita occulta” e sul tema “Contabilità e Economato”. Poi l’aggiornamento tariffario 2018/2019 e la nuova articolazione tariffaria per la categoria degli albergatori.

Tutti e quattro i punti sono stati approvati dall’assemblea.

La votazione per quanto riguarda la nuova tariffa idrica si è chiusa così: 45 Comuni favorevoli, in rappresentanza di 217.529 abitanti, contrari 7 Comuni, pari a 130.778 abitanti, astenuti 3 Comuni, pari a 8.629 abitanti.

In totale quindi, in fase di votazione erano presenti 55 Comuni su 86. Le 31 assenze sono state davvero tante. Anzi, troppe.

IL DIBATTITO

Alla nuova tariffa si è arrivati dopo due mesi di lavoro fatto in maniera congiunta da tecnici di Acea e della Sto, la Segreteria Tecnico Operativa a disposizione dell’Ato.

Ancora una volta, però, non c’è stata l’unanimità. Ancora una volta il voto è stato trasversale, anche se completamente capovolto rispetto a quello sulla risoluzione della convenzione, poi annullata dal Tar.

Il fronte dei sindaci del centrodestra dei Comuni più grandi è uscito in fase di votazione. È il caso di Frosinone (Nicola Ottaviani), Cassino (Carlo Maria D’Alessandro), Ceccano (Roberto Caligiore), Pontecorvo (Anselmo Rotondo). I sindaci del centrosinistra, sotto la regia di Antonio Pompeo, hanno votato il via libera alla nuova tariffa.

LE PERDITE OCCULTE

La discussione è iniziata sul tema delle perdite occulte. Il testo è stato limato durante una lunga discussione. Il sindaco di Ceccano Roberto Caligiore ha proposto di azzerare la tariffa sulle perdite che avvengono dopo il contatore ma che restano nascoste ed invisibili fino all’arrivo della bolletta. Azzerarle “perché non sono colpa del cittadino”.

Il sindaco di Veroli Simone Cretaro ha proposto una sospensione per arrivare ad un testo condiviso da tutti. E così è avvenuto.

Si è adottata una linea che ricalca quella applicata oggi quando arrivano le maxi bollette: si prende il consumo medio, tutto quello che è oltre la media ed è dovuto ad una perdita nascosta accertata, verrà fatturato a metà della tariffa agevolata.

Se la perdita è andata avanti per più di sei mesi non si paga niente: perché è responsabilità di Acea che deve leggere i contatori ogni sei mesi ed accorgersi se c’è qualcosa che non va nei consumi.

LA TARIFFA DELL’ACQUA

La nuova tariffa, per la prima volta dopo diversi anni, sarà inferiore rispetto alla precedente. Mediamente del 12%.

Ecco come cambierà la bolletta sulla base di una simulazione effettuata dalla Segreteria Tecnico Operativa dell’Ato 5.

L’esempio è su una bolletta di 150 metri cubi di consumo l’anno. La quota fissa passa da 41,19 a 37,50 euro (- 9%), quella variabile da 258,85 a 229,14 euro (- 11%).

Mentre la spesa per la fognatura scende da 58,33 a 56,33 euro (- 3%). La depurazione da 207,86 a 173,53 euro (- 17%). La bolletta totale diminuisce del 19%, passando da 525,05 a 459 euro.

Il centrodestra non ha votato, perché a suo giudizio, come ha sostenuto il sindaco di Cassino Carlo Maria D’Alessandro, «i risparmi veri sono solo per la fascia che consuma da 113  a 300 metri cubi». Ha detto D’Alessandro: «Chi consuma meno e chi consuma di più invece si vede aumentare la tariffa. E’ un bluff elettorale».

D’Alessandro ha chiesto di rinviare la votazione a settembre, dando così ai sindaci tutto il tempo necessario per studiare bene i numeri. «Dopotutto, voi avete impiegato 2 mesi per mettere a punto la proposta ed ora volete che noi in 4 giorni siamo in grado di valutarla…»

Il muro del centrosinistra è stato invalicabile. E si è votato.

LA STOCCATA DI POMPEO

Antonio Pompeo, presidente dell’Ambito Territoriale Ottimale ha sottolineato «come i lavori dell’assemblea dei sindaci, per la prima volta dopo molti anni, si aprono con dei presupposti diversi dovuti all’ottenimento di una tariffa idrica ridotta rispetto a quella dell’anno precedente».

Spiegando: «Ciò è stato possibile grazie ad un approccio e ad un metodo diverso rispetto al passato. A dimostrazione che i risultati si ottengono con l’impegno e con il senso di responsabilità. Non certo con la demagogia».

Inoltre Pompeo si è soffermato “sui tanti vantaggi dovuti all’applicazione del nuovo regolamento sulle perdite occulte che eviterà agli utenti di vedersi addebitate in bolletta quantità enormi di acqua che non è stata mai consumata perché, appunto, frutto di una perdita invisibile».

MOROSITA’ E ALLACCI ABUSIVI

A questo punto inizia il secondo tempo del rapporto tra l’Acea e l’Ato 5. I primi 15 anni sono stati caratterizzati da contenziosi e conguagli, pagati dai cittadini. I successivi 15, come ha detto il presidente di Avea Ato 5 Stefano Magini, verteranno sugli investimenti (più di 500 milioni in totale). Ma pure sulla lotta ai morosi e agli allacci abusivi.

La morosità reale è pari al 20%, quella riconosciuta in tariffa del 7%. In totale 3 milioni di euro all’anno. Con Acea Ato 5 che ha un credito nei confronti degli utenti di 110 milioni di euro. Poi ci sono gli allacci abusivi, che riguardano 15 milioni di metri cubi. Un macigno enorme, perché parliamo di persone che usufruiscono dell’acqua senza pagare. Il peso di morosità e allacci abusivi sulla bolletta è del 40%.

CHI VINCE E CHI PERDE

Rapporti completamente ribaltati rispetto a due anni fa, con Antonio Pompeo che si è preso la rivincita su Nicola Ottaviani.

Il voto di oggi potrebbe essere molto indicativo anche per quanto riguarda quello sul bilancio della Saf e quello sull’elezione del presidente della Provincia. I rapporti di forza sul piano degli amministratori sono equilibrati tra centrosinistra e centrodestra.

Ma Pompeo ha lavorato molto sui singoli amministratori, anche in modo trasversale.

Spaccando il fronte del centrodestra.