La bimba di Montello che ora tutti vogliono adottare

Basta uno slancio di amore e non di eroismo per salvare una bimba lasciata in auto sotto al sole. Che diventa un atto straordinario se pensi che a pochi metri uno sciacallo, invece di soccorrere un uomo in difficoltà, gli ha rubato lo zaino in spiaggia. Mentre annegava.

Lidano Grassucci

Direttore Responsabile di Fatto a Latina

Tutti i grandi sono stati bambini una volta. (Ma pochi di essi se ne ricordano).
Antoine de Saint-Exupéry

Borgo Montello è un posto dove ci si conosce tutti, non succede quasi mai nulla. Poche case al centro del piano tra Latina, Cisterna e Nettuno. Ogni nulla qui è qualcosa perché ancora le persone contano: per vincere la malaria, il sole e qualcosa che assomiglia all’inferno devi stare insieme. Qui non ci passi, ci stai; qui non passa nessuno e vengono in pochi.

Fa caldo qui. E quando è caldo è umido che pare respirare acqua e non aria. Le auto ferme sono forni, in questa estate anche più torrida del torrido di sempre.

Una bimba di due mesi in auto, due persone che litigano in strada, un uomo ed una donna. Tempo che non passa mai mentre il caldo aumenta. La bimba dentro l’abitacolo è sola, senza difese quando, a due mesi di vita, si ha bisogno di difese.

Una commessa si accorge di tutto, capisce il pericolo, non ci pensa sopra dà l’allarme, arrivano i carabinieri che “fanno respirare” la bambina.

Non eroi ma persone di coscienza

Foto © Photography33 / CanStockPhoto

Una bimba di due lasciata sola in auto a 40 gradi. In un paese dove si vede uccidere la gente per strada e si filma prima di denunciare, come se la vita fosse un cartone animato in cui alla fine del gioco “si risorge“. In un paese dove un signore muore in acqua nella vicina Nettuno e sulla spiaggia gli rubano lo zaino, la storia di Montello è differente.

La commessa dà l’allarme subito, i carabinieri intervengono, la bimba si salva. Qui nessuno si è voltato dall’altra parte ma tutti hanno fatto il loro pezzo di aiuto. L’aiuto non è degli eroi ma delle persone normali che fanno cose normali come “essere umani”. La realtà è che non abbiamo bisogno di eroi: bastano persone di buona coscienza. Quella coscienza che una volta scattava in maniera naturale, come reazione istintiva, di fronte al debole che si trovava in difficoltà.

Non è un caso che a reagire sia stata una donna: l’istinto della maternità è più forte di qualsiasi indifferenza, di qualsiasi anestetico che ormai addormenta quasi tutte le nostre reazioni.

La rosa tagliata per una bimba nuova

Foto © proflowers.com

Si scoprirà dopo che la bimba era positiva alla cocaina. La potestà genitoriale dei due protagonisti negativi della storia (lui 40, lei 38 anni) è stata sospesa. Ora sono accusati d’abbandono di minore.

Da queste parti siamo abituati a dividerci su tutto: fa parte della nostra indole di Mediterranei che sono pronti a ragionare su qualunque tema perché la dialettica è parte del nostro modo di essere; ci siamo divisi su Coppi e Bartali, su colpevolisti ed innocentisti in ogni processo mediatico, tra Capuleti e Montecchi di fronte all’amore di Romeo e Giulietta. Ci divideremo anche tra chi dirà che togliere la bambina ai suoi genitori per affidarla ad altri è contro la natura ed è una cesura troppo netta e troppo grossa; e chi dirà che è troppo poco ed andava fatto prima.

È come in un roseto quando tagli i rami con le rose: ne vengono altre 10 con più rose. Ecco l’altro miracolo: in Comune a Latina da tutta Italia arrivano richieste, tante, per adottare la bimba. Delle richieste di adozione se ne stanno occupando i Servizi Sociali.

Uno slancio di generosità che nasce dal sentire quella bimba in pericolo, sfortunata, non voluta ed ora invece desiderata da tanti, degna di amore di tanti da quella negazione di amore da alcuni. 

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