La Bonifica la devi pagare: anche se l’erba del vicino è più verde

Il tributo al Consorzio di Bonifica è dovuto anche se si abita in pieno centro e non si usufruisce in alcun modo dei servizi. A stabilirlo sono state alcune recenti sentenze. Secondo le quali 'Il vantaggio determinato dalla bonifica è anche indiretto e ne usufruiscono tutti"

L’erba del vicino è sempre più verde, ma anche tu devi pagare. Perché l’impianto di irrigazione realizzato dal Consorzio di Bonifica è utile in qualche modo pure a te. Fa niente che non sia stato realizzato sul tuo terreno

A stabilirlo è una recente serie di sentenze emesse dalla Commissione Tributaria di Frosinone (la numero 66/2018, la 277/2018 e altre). Hanno chiarito che gli enti di bonifica svolgono un ruolo essenziale, sottolineando “come le opere consortili servano per la comunità inclusa nel comprensorio e non necessita che siano effettuate direttamente sul fondo del contribuente, perché il beneficio che da esse ne deriva potrebbe essere anche indiretto”.

In pratica: il tributo è dovuto per legge da tutti i proprietari di terreni e fabbricati che si trovano nel territorio gestito da un consorzio di bonifica.

Devo pagare anche se abito a Frosinone di fronte al palazzo della Prefettura e da lì l’unica terra che ho intorno è quella del vaso col prezzemolo sul davanzale. Il tributo è dovuto perché nella parte bassa della città i lavori della Bonifica sono stati fatti e quindi generano un beneficio alla città. E quindi anche a me in modo indiretto.

«Pronunce che sgomberano il campo da ogni dubbio sulla legittimità dei tributi che emettiamo» commenta Riccardo Casilli, commissario del Valle del Liri.

Il principio giuridico è che i servizi e le attività di manutenzione realizzate dal Consorzio assicurano la bonifica idraulica e la sicurezza idrogeologica del territorio di competenza.

Nei giorni scorsi c’erano stati Comuni che stavano valutando la possibilità di impugnare le bollette della Bonifica. Per il direttore del Valle del Liri, Tommaso Marrocco «sarebbe un’azione temeraria perché le spese di lite verrebbero addebitate ai ricorrenti».

Dall’estratto di una sentenza tipo della Commissione si legge che «per la debenza dei contributi imposti dal consorzio di bonifica è sufficiente che i benefici e i vantaggi derivanti dalle opere siano generici e indiretti. Non è indispensabile che le opere siano state effettuate direttamente sul fondo per il quale si richiede il tributo, poiché anche un’opera eseguita su un fondo limitrofo può apportare vantaggi seppur indiretti”.

Quindi si deve pagare. Anche se l’erba del vicino è più verde.

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