La bussola sconvolta dal Covid-19 (di A. Porcu)

Foto © Filippo Attili / Imagoeconomica

Il nuovo coronavirus sta cambiando in maniera profondo il modo di vedere le cose. Ci avevano detto che la natura era al collasso: in poco i delfini nuotano nel mar di Trieste. Che la nostra industria non sa adattarsi: Ramazzotti imbottiglia disinfettante. Gli 'spacciatori e sfruttatori' in realtà si rivelano i più sinceri amici. "Siamo tutti sulla stessa barca", ci ha ricordato il Papa. Se non cambiamo la bussola sarà stato tutto inutile

È un virus che rivoluziona la bussola con la quale ci siamo mossi per tutta la vita. Sposta il Nord con l’Est, il Sud con il Nordovest: tutto a casaccio, senza un senso se ragioni con la logica di ‘prima‘ del Covid-19. Ci avevano detto che l’apocalisse era vicina, la natura stava arrivando al punto di non ritorno: il passaggio del coronavirus invece ha riportato i delfini nel Mar di Trieste, l’acqua limpida tra i canali di Venezia, mamma anatra con i suoi anatroccoli a spasso in una farmacia vuota di San Donato Milanese.

Le bottiglie di disinfettante prodotte dalla Ramazzotti

Ci avevano detto che la nostra industria sta morendo perché è incapace di adattarsi. Pochi giorni dopo l’arrivo del virus, Ramazzotti ha smesso di fare amari ed imbottiglia disinfettante per le mani tracciando il solco per altri marchi come la vodka Absolut in Svezia, il bourbon Rabbit Hole in Kentucky, la Smooth Amber in Virginia. Miroglio ha chiuso temporaneamente i negozi Motivi, Oltre, Fiorella Rubino ed ha iniziato a cucire mascherine anziché capi di alta moda. La stessa cosa fanno da casa le sarte di Ermanno Scervino mentre gli ingegneri di Ferrari si sono messi a fare respiratori e la Davines ha smesso di fare shampoo per concentrarsi sul gel igienizzante.

Ci avevano detto che gli altri erano brutti sporchi, cattivi e per questo dovevamo buttarli a mare dando la precedenza agli italiani. La bussola si è scombinata e ora allo stesso modo ragionano i Paesi del Nord Europa. Facendoci provare l’amarezza di chi si sente rispondere “prima gli olandesiproprio nel momento in cui stai affogando.

In questo rivoluzionarsi dei punti di riferimento un signore dall’italiano compito, con tutti i congiuntivi al loro posto, ci ricorda da Tirana che loro non dimenticano. E non guardano in maniera strabica. Non guardano a chi chiedeva di buttarli a mare. Ma a chi ha spalancato le porte della sua casa per accogliere un albanese in fuga, regalandogli la possibilità di vincere un Sanremo, diventare medico in una nostra università, sfondare come terzino in una squadra di Serie A, scrivendo centinaia di storie come quelle vissute da Kledi e Ambeta, da Ermal Meta e Elseid Hysaj.

Il premier albanese Edi Rama

Il premier Edi Rama ci ricorda che la bussola non ha cambiato i suoi punti cardinali ma siamo stati noi ad averla truccata. Il Nord magnetico è sempre stato lì: il nostro egoismo ci aveva fatto vedere in modo strabico la Rosa dei venti. Perché è sempre il vicino di casa quello al quale bussare se all’ultimo momento ti è finito il sale o il pane. Perché sono gli italiani quali che hanno sempre saputo reinventarsi.

Il nostro strabismo ci ha fatto nascondere dietro il paravento di un Reddito di Cittadinanza il parcheggiatore abusivo ed il pesciaiolo senza licenza, il venditore di magliette e quello che si arrangia a fare tutto. Il virus è passato ed ha buttato giù il paravento, dicendo che quel Reddito non gli ha tolto la fame e infatti ora bussano perché vogliono mangiare. Magari avessimo usato quei soldi per creargli un posto di lavoro, dargli una canna da pesca ed insegnargli ad usarla invece di portargli un tozzo di pane.

Il nostro egoismo ed il nostro essere viziati ci ha fatto vedere solo medici ed infermieri incapaci che era giusto picchiare nei Pronto Soccorso. E invece sono loro a rischiare la vita per salvare la nostra senza nemmeno conoscerci.

Papa Francesco concede indulgenza plenaria © Livio Anticoli / Imagoeconomica

Siamo tutti sulla stessa barca. Nessuno si salva da solo. Ce lo ha ricordato un Papa venuto dall’altro emisfero. Per prestargli un po’ d’attenzione in mondovisione è stato necessario che fosse drammaticamente vuota Piazza San Pietro, la piazza di un’altra bussola capovolta nella quale Roma con i suoi cesari non esiste più ed è diventata la sede di quello straccione inchiodato sulla croce. Proprio quello che la folla volle sotto una corona di spine reclamando la liberazione di Barabba nel primo folle esempio di democrazia diretta.

Ridisegniamo i punti cardinali sulla nostra bussola: altrimenti questo Covid-19 sarà stato del tutto inutile.

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