La caccia al cinghiale di CMD’A (Conte della Selvotta)

I telegrammi del Conte della Selvotta sulla politica Cassinate. I conti non quadrano. Al sindaco di Cassino mancano due voti per poter approvare il dissesto. Glieli può dare la Lega. ma pretende che lui vada a Canossa dall'ex vice sindaco Palombo

Domenico Malatesta

Conte della Selvotta

Un ingente sciame di api invase il Foro di Cassino”. ANNO CCVIII a.C. Tito Livio Libro XXVII.
Cassino 2018 d.C. Uno sciame d’api invade l’Aula consiliare.

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LA CACCIA AL CINGHIALE DI CMD’A

Mentre il Conte della Selvotta è reduce da una più nobile caccia alla volpe per fini sociali, il sindaco pro-tempore di Cassino, CMD’A (al secolo Carlo Maria D’Alessandro) è impegnato in una più rudimentale e artigianale caccia al cinghiale alle falde di Montecassino. Armato di un vecchio archibugio: non tanto per colpire gli incolpevoli suini affamati. Ma per impallinare i suoi Consiglieri ribelli, restii a votare il dissesto.

Perché CMD’A, di fronte alle proteste degli abitanti invasi dai rumorosi cinghiali, si è visto costretto a emanare una ordinanza di cattura e di abbattimento del suino in caso di pericolo. Per i Consiglieri riottosi, nessuna norma ancora gli consente però di fare altrettanto.

Nel 1500 per l’aumento demografico delle volpi che predavano gli animali da cortile (in molti paesi europei) varie Contee britanniche decisero di autorizzare la caccia alla volpe a cavallo con i cani addestrati. Ora in Inghilterra è solamente un evento sociale. Ma nel Lazio, come in Sardegna e Toscana, per l’aumento demografico di questi animali, è caccia al cinghiale. E CMD’A è pronto a mischiarsi tra i cacciatori. Sperando magari di archibugiare qualcuno dei riottosi.

Il conto è presto fatto. Il consigliere Franco Evangelista ha detto che lui il dissesto non lo vota e per questo s’è già chiamato fuori dalla maggioranza. Non marcherà visita: il giorno del Consiglio sarà presente in Aula.

Niet anche da Giuseppe Sebastianelli: niente stampella per questa operazione, che non condivide.

Inutile la riunione avuta nei giorni scorsi con l’opposizione di centrosinistra: passata alla storia per la sua inutilità politica ma ancora di più per il fatto che a fine seduta il caffè sia stato pagato dall’ex sindaco Giuseppe Golini Petrarcone, notoriamente molto attento alle spese di rappresentanza.

Fallito il tentativo di fare chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato, azzeriamo insieme i debiti del passato, al sindaco mancano i voti per far passare il dissesto.

Perché? In queste condizioni ne ha 12 ma la maggioranza è a quota 13. Servono almeno due voti in più. Potrebbe darglieli la Lega. Ma con il Carroccio CMD’A ha un conto in sospeso.

 

LA GIRAVOLTA DELLA LEGA

La Lega di Cassino, dopo mesi di Aventino, pare disposta a salvare le poltrone che scottano di CMD’A. La data del Consiglio, per approvare il default, si avvicina e i numeri sono risicati. E così CMD’A pur di avere quei due voti che gli mancano ha deciso di accogliere (?!) le richieste dei consiglieri della Lega.

Subito il direttorio, o Consulta politica, composto dai consiglieri Claudio Monticchio (Lega), Dino Secondino (Forza Italia), Antonio Valente (Noi con l’Italia) e dal nome che verrà indicato da Rosario Franchitto per la ‘Lista Io e Te‘. Più qualche altro da aggiungere.

Il direttorio dovrebbe sostituire il cosiddetto cerchio magico. M.A. ha ordinato a CMD’A: accontentali, tanto comandiamo sempre noi. Entro il 14 giugno, però, CMD’A deve reintegrare Carmelo Palombo come assessore con delega di vice sindaco e polizia locale (azzerato a fine aprile) e autorizzare l’avvio del progetto sicurezza del valore di 850mila euro (con il dissesto si blocca).

Per il reintegro CMD’A, però, pretende le scuse di Palombo (che non farà) per dichiarazioni critiche sulla gestione comunale da parte del sindaco. E allora?

Le trattative vanno avanti da alcuni giorni. Se CMD’A vuole i voti leghisti di Monticchio e Marsella deve darsi tanti pizzichi sulla pancia. E accogliere a braccia aperte e senza scuse il suo sceriffo.

 

M.A. FACENTE FUNZIONI DI CMD’A

Il sindaco titolare CMD’A ha trascorso l’intera mattinata di ieri a Frosinone. Ha onorato l’Arma dei carabinieri nel giorno del proprio anniversario di costituzione. Ma non ha abbandonato al proprio destino nemmeno per un attimo il Comune di Cassino.

Narrano i presenti che poco dopo l’uscita di CMD’A dal municipio per la marziale visita all’Arma, abbia fatto il suo ingresso nella casa comunale il sindaco ombra M.A. Il quale, come suo solito, si è intrattenuto in municipio per ‘aiutare’ (ipse dixit) con la sua esperienza, a risolvere i problemi.

Senza il titolare tra i tra i piedi, il sindaco ombra ha potuto procedere in tutta libertà. Poi, al termine di una mattinata a fare il sindaco, ha inforcato le scale e soddisfatto se n’è tornato nel suo ufficio di vice responsabile nazionale Enti Locali di Forza Italia.

Ironia della sorte, s’è ripetuta al contrario la scena vista di primo mattino: stavolta M.A. è uscito con passo marziale dal municipio e pochi istanti dopo CMD’A ha fatto il suo ingresso in municipio.

LE IDI DI GIUGNO E LO SCIAME DI API

Le idi di marzo, che nell’antica Roma coincidevano con il primo giorno di primavera, ovvero il 15 marzo, sono una data divenuta storicamente celebre poiché coincidente con il cesaricidio, ovvero l’uccisione di Gaio Giulio Cesare, avvenuto il 15 marzo del 44 a.C. per la congiura di 60 senatori.

A Cassino ci saranno le idi di giugno, ossia il 14, giovedì: quando il consiglio comunale dovrà approvare il dissesto per troppi debiti. Sarà una seduta storica, secondo l’antico cronista Domenico Tortolano il quale non ricorda un evento simile dal Dopoguerra. Mai un’assise di cassino  è stata convocata per tale nefasta deliberazione.

L’antico cronista dal secolo scorso, 1963 d.C, è seduto sempre alla stessa poltrona di pelle rossa vicino al pregiato tavolo in legno massiccio fatto restaurare di recente dall’integerrimo dirigente dott. Gianni Lena, che ormai canuto si appresta a lasciare il servizio per l’età.

Domenico Tortolano annota tra i suoi appunti che dal 208 a.C., come scrive lo storico Tito Livio, lo sciame di api (che si riproduce continuamente da oltre duemila anni) è pronto a invadere l’Aula come all’epoca, quando invase il Foro di Cassino per un evento particolare.

Un segnale inquietante si è avuto la settimana scorsa quando lo sciame spostatosi dal palazzo comunale ha colpito una sposa in abito bianco con velo che stava per entrare nella chiesa di S.Antonio.

 

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