La campanella passa dallo Zar al Lord

Finisce ufficialmente un’Era e ne inizia un’altra: dalle Radecate taglienti dello Zar Nicola, anche stavolta, alla cortese Pacificazione del Lord Riccardo, lanciata durante il passaggio di consegne. Certo: in continuità con la doppia Amministrazione Ottaviani, «che è stato sindaco e lo sarà per sempre», ha detto il successore Mastrangeli richiamando San Benedetto. Lui, però, sarà «l’amministratore delegato di una grande azienda, il Comune, in cui gli azionisti sono i cittadini»

Marco Barzelli

Veni, vidi, scripsi

«Semel abbas, semper abbas». “Abate per una volta, abate per sempre” lo scrisse San Benedetto nella sua Regola: lo ha citato oggi il nuovo sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli in onore del suo predecessore Nicola Ottaviani, che ha costellato il suo doppio mandato di pregevoli latinismi. Ma anche di sonore radecate: le sue battute taglienti e sarcastiche, goliardicamente rappresentate dalla foglia d’agave con cui i Frusinati sbeffeggiarono il generale francese Jean Étienne Championnet.

Mastrangeli ha detto che Ottaviani «è stato sindaco e lo sarà per sempre». Lui, già assessore al Bilancio e suo braccio destro, preferisce definirsi «l’amministratore delegato di una grande azienda, il Comune, in cui gli azionisti sono i cittadini». Deformazione professionale: è farmacista, presidente dell’Ordine provinciale. Però la Politica conta eccome: «L’indirizzo spetta ai consiglieri, che sono quelli che raccolgono e trasferiscono i bisogni del territorio». I non eletti? «Siamo una squadra, nessuno verrà lasciato indietro».

Signore e signori: è finita l’Era Ottaviani e inizia l’Era Mastrangeli: si passa dallo Zar al Lord. Data storica: mercoledì 29 giugno 2022, presso la sala consiliare del comunale Palazzo Munari di via Plebiscito, è avvenuto il passaggio della campanella.

Cinque anni fa, quel sabato 24 giugno 2017, Ottaviani avrebbe dovuto passarsela da una mano all’altra vista la riconferma al primo turno con oltre il 56% dei voti. Nell’occasione, invece, andò in Prefettura e celebrò il secondo mandato con l’allora Prefetta Emilia Zarrilli e il già presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani.

Storica campanella dallo Zar al Lord

Il passaggio della campanella

Stavolta Ottaviani, con un filo di emozione, ha passato la campanella a quello che, senza tema di smentita, è un Gran Signore: un politico di altri tempi, già deputato di Forza Italia tra il 1994 e il 1996. Durante l’infuocata campagna elettorale, quella per le Comunali più importanti della storia del Capoluogo ciociaro, mai una parola fuori posto da Mastrangeli. Ora vuole essere «il sindaco di tutti, anche di chi non mi ha votato». Lo dicono tutti? Sì, ma lo ha detto con molta convinzione.

Ora vede ancora fango ovunque: quello gettato tanto dalla sua coalizione di centrodestra quanto dall’avversario campo largo progressista strettosi invano attorno al candidato Domenico Marzi. Ecco perché oggi, all’indomani della proclamazione a sindaco, Mastrangeli ha lanciato un appello alla pacificazione. Non solo all’opposizione ma anche alla sua maggioranza.  (Leggi qui: Se le scorciatoie rischiano di farci perdere la strada).

«Niente più temi da campagna elettorale – ha spronato -. Mi appello a maggioranza e opposizione affinché abbiano un grande senso di responsabilità. Mettiamo da parte le armi, la guerra è finita». Lui, in quella lunga e estenuante campagna elettorale, ha rivendicato la retta via: «Dal sottoscritto un forte segnale di equilibrio e il massimo dell’educazione».

Zinga: Ottaviani lo attacca, Mastra lo incontra

L’ex sindaco Nicola Ottaviani e il suo successore Riccardo Mastrangeli

A un certo punto il più tignoso e istintivo Ottaviani ha attaccato in un colpo solo due big del Partito Democratico: il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ed il sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri, approdati a Frosinone tra le campagne incrociate in vista delle Politiche e Regionali 2023. Il Lord Mastrangeli? «Fisserò presto un appuntamento con il presidente Zingaretti per avviare una conoscenza di carattere formale. Serve rispetto istituzionale». Stili differenti, stessa tradizione.

Altro sul governatore? Eccome, ma sempre senza eccessi: «Spero che abbia rispetto nei confronti non solo del sindaco e dell’amministrazione ma di tutta la città». Ottaviani, a proposito di attitude, aveva appena radecato sia Zingaretti che Gualtieri: «Gli episodi più deleteri sono state le cadute di stile del presidente della Regione Lazio e del sindaco di Roma – gli è andato contro il coordinatore provinciale della Lega -. L’uno ha lasciato intendere che i fondi del Pnrr arrivino in base a chi governa il Lazio, e l’altro, proprio lui, ha lanciato messaggi subliminali sui rifiuti».     

L’altro ieri, proclamato grazie alla vittoria al ballottaggio con oltre il 55% dei voti, ha fatto la sua prima uscita pubblica: una visita al centro sociale per disabili di via Armando Fabi. «È stata una grande soddisfazione perché l’attenzione alle fasce sociali è una delle priorità e ieri l’ho voluta dare anche con la mia presenza».

Un messaggio di tutt’altro genere da lanciare mentre impazza il toto-nomi per vicesindaco e assessori. E, viste le staffette nelle Giunte Ottaviani, non mancheranno di certo nemmeno in quelle firmate Mastrangeli.

«La Giunta? Ancora non ne parliamo»

Riccardo Mastrangeli con la fascia tricolore

Il nuovo sindaco? «Non ne ho iniziato ancora a parlare e leggo tante proiezioni di cui non sono minimamente a conoscenza. Ancora non ho incontrato nessuno e non ho fatto nessun tipo di programmazione. Presto inizierò a consultare i Partiti e le liste civiche e da lì il percorso per dare alla nostra città un’amministrazione di grande profilo in rispetto di quelle che sono le proporzionalità del risultato ma anche della competenza».

E poi una delle frasi della giornata: «Io faccio l’amministratore delegato di questa città e gli azionisti sono i cittadini che mi hanno dato consenso. Voglio una giunta operativa che sia all’altezza del compito con massima efficienza e massima efficacia».

Nell’occasione ha tenuto a ringraziare anche quel due percento di elettori (480) che, con il proprio voto disgiunto, hanno preferito lui come sindaco pur votando per una lista collegata a un altro candidato. Un plauso anche ai big territoriali del centrodestra: i senatori Massimo Ruspandini (FdI) e Gianfranco Rufa (Lega), la deputata del Carroccio Francesca Gerardi e il consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli. Nonché Mario Abbruzzese (Cambiamo) e Alfredo Pallone (centrista di FdI).

Mastrangeli e gli amici del centrodestra

L’applauso dello Zar Ottaviani al Lord Mastrangeli

«Tanti amici che mi hanno sostenuto e testimoniato tanta attenzione – ha detto dei vertici dei Partiti – Accetterò sempre consigli perché hanno combattuto per me e la mia affermazione. Poi sono persone di grandissima esperienza». Mastrangeli è riconoscente: sa che il sostegno dell’intero centrodestra è stato fondamentale per la sua vittoria, sfumata al primo turno per un punto percentuale.

Alla fine lo hanno sostenuto anche il candidato sindaco di Centro Mauro Vicano e la già consigliera comunale di Azione Alessandra Sardellitti. Ma per iniziativa autonoma dei singoli candidati frusinati del Partito di Calenda.  

Secondo Ottaviani, però, «Mastrangeli non è stato eletto per un colore politico ma per un modo di fare». Si riferisce al suo rivendicato “Metodo della trasparenza” in contrapposizione a quello che definisce “Sistema”: «L’occupazione bieca del potere». Mastrangeli, nel mentre, pensava soprattutto alla macchina amministrativa: «Ringrazio ogni singolo dipendente per il lavoro in questi dieci anni, ma è una macchina asciugata molto in questi anni e verrà rimpinguata con figure che abbiano il mio stesso entusiasmo nell’amministrare la città».

Il Sindaco vuole controllare tutto

Il neo sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli

A Frosinone scordatevi Politica e Amministrazione: per Mastrangeli è un tutt’uno. «E ci aspettano cinque anni di intenso lavoro», ha aggiunto. In altre parole: siete stati bravi, con il nuovo organico «bisogna fare di più, fare meglio». Ha detto chiaramente che vuole avere «un’azione di controllo su tutto». In qualche settore comunale iniziano ad avere i brividi lungo la schiena in tempi di caldo africano.

Non sono mancate neanche le risate in occasione della scampanellata. Mastrangeli, tra l’iniziale silenzio in sala, ha esordito così: «Capisco la sacralità del momento, ma non è un funerale». Si è agganciato subito Nicolino: «Se siamo mesti con la ricchezza, figuriamoci con la povertà». Del resto, a detta sua, «è indiscutibile il valore di Mastrangeli come amministratore, professionista e uomo».

Cos’ha detto il nuovo sindaco a proposito dell’ex? «Se farò bene, sarà anche grazie agli insegnamenti di Ottaviani».

È un Lord, non c’è niente da fare. Ha cancellato le ferie, ha aggiunto, per «metterci tutto me stesso». E chi voleva indizi sulla nuova Giunta, più che altro su chi sarà il primo vicesindaco, se n’è andato a bocca asciutta. O quasi. Alla fine del passaggio di consegne? Un lungo applauso di amministratori e sostenitori presenti. Interrotto, però, da un simpatico scampanellio: «Vi richiamo all’ordine». È Riccardo Mastrangeli: il nuovo Sindaco di Frosinone.

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