La carica dei sindaci che può spingere Pd e Forza Italia in provincia di Frosinone

Ma mentre nel centrosinistra il terreno individuato da tempo da Antonio Pompeo è stato “concimato”, nel centrodestra soltanto Nicola Ottaviani sembre aver colto la portata della novità. Lega e Cinque Stelle tagliati fuori: solo un primo cittadino in due.

La presa di posizione di Leoluca Orlando sul decreto sicurezza di Matteo Salvini ha aperto un fronte importante, non soltanto nel centrosinistra. Perché ha fatto emergere un terreno fondamentale per l’intera opposizione, quello appunto dei primi cittadini, degli amministratori.

Non si tratta soltanto di disobbedienza civile, perché le leggi dello Stato vanno rispettate e applicate. Non c’è solo il punto di sollevare la questione davanti alla Corte Costituzionale. Il fatto è che improvvisamente in tanti hanno scoperto che i primi cittadini sono il più importante termometro del territorio, quello che meglio di qualunque altro “strumento” può misurare gli umori dei cittadini, registrandone le pulsioni.

Antonio Pompeo, presidente della Provincia e sindaco di Ferentino, ci sta lavorando da tempo. Adesso sarebbe il caso di accelerare, considerando che in ogni caso il Partito Democratico indica molti e importanti sindaci in provincia di Frosinone: oltre allo stesso Pompeo, Simone Cretaro (Veroli), Vincenzo Quadrini (Isola del Liri), Marco Galli (Ceprano), Giuseppe Morini (Alatri), Enrico Pittiglio (San Donato Valcomino), Lucio Fiordalisio (Patrica).

E tantissimi altri. Ai quali vanno aggiunti pure Filippo Materiale (Castrocielo) e Roberto De Donatis (Sora). I due, per motivi differenti, non sono ascrivibili ai Democrat sic et simpliciter, perché rappresentano storie e bacini elettorali complessi e assai larghi. Però sono indubbiamente delle risorse fondamentali del centrosinistra. Naturalmente bisogna aggiungere assessori e consiglieri comunali e provinciali.

Il centrodestra potrebbe effettuare lo stesso tipo di operazione, ma soltanto Nicola Ottaviani (Frosinone) sembra essersene reso conto.

Gli altro sono impegnati su altri fronti. Carlo Maria D’Alessandro (Cassino) sta lottando per la sopravvivenza politica, con pochissime certezze di essere lui a vincere la partita. Roberto Caligiore (Ceccano) deve tenere conto del fatto che lui fa parte di Fratelli d’Italia di Massimo Ruspandini e che quindi non può “aprire” più di tanto agli “azzurri”.

Anselmo Rotondo (Pontecorvo) e Tommaso Ciccone (Pofi) puntano alla segreteria provinciale di Forza Italia, mentre Daniele Natalia (Anagni) e Alioska Baccarini (Fiuggi) non hanno ancora il peso politico per imporre una loro linea a Mario Abbruzzese. Il rischio è che diversi amministratori del centrodestra possano guardare a Pompeo.

Per il resto, la Lega, nonostante i sondaggi nazionali, ha un solo sindaco in Ciociaria. E’ Filippo Capogna, di Arnara: troppo poco per contrastare Pd e Forza Italia. Mentre i Cinque Stelle non hanno neppure un primo cittadino in novantuno Comuni.

A dimostrazione di un radicamento sul territorio pari allo zero.

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