La cena segreta per il ritorno di Abbruzzese: a settembre nella Lega

La cena all'Edra di Cassino. Vietate le foto e le riprese. Nicola Ottaviani al tavolo con Mario Abbruzzese. Che mostra i muscoli: presente tutta la componente come ai tempi di Forza Italia. A settembre sale sul Carroccio. Chi c'era. E chi no. Come divideranno le candidature.

Mancavano solo le torce ed i lumi a petrolio sull’erba. I giochi d’acqua e la tenda da emiro ad un lato del parco hanno accolto con discrezione gli ospiti. Roba da Grande Gastby di Fitzgerald. All’ingresso un addetto alla Security in abito nero ha filtrato gli accessi, verificato la temperatura e spuntato il nome da un elenco: chi è scritto entra, chi no resta fuori. «Niente foto, non mi fate vedere cellulari in giro»: il consigliere regionale della Lega Pasquale Ciacciarelli è stato categorico. Della cena organizzata all’Edra Palace di Cassino ieri sera non devono restare prove: né filmate, né fotografiche, né registrate. «Prudenza per via del Covid-19» ha risposto con poca convinzione a chi chiedeva spiegazioni.

La sala si è riempita in pochi minuti. C’erano tutti. Arrivati da tutta la provincia: da Nord e da Sud, come ai bei tempi. Come quando la componente di Mario Abbruzzese era forte e unita dentro Forza Italia sotto l’ala protettrice nazionale di Antonio Tajani. Quaranta: tanti erano gli amministratori comunali arrivati alla riunione. Organizzata nel nome della Lega ma senza che fosse un’iniziativa della Lega.

Il re è tornato

IL GIARDINO DELL’EDRA PALACE

Tutti insieme non si vedevano così dai bei tempi, dalle serate al Grey di Isola del Liri dove due anni fa si celebrò la vittoria alle Regionali ed a Montecitorio con ventiquattrore d’anticipo sullo spoglio. Poi, l’indomani il destino beffardo consegnò una vittoria monca: solo Ciacciarelli alla Pisana. E per Mario i portoni di Montecitorio rimasero chiusi.

Eccolo Mario Abbruzzese. Lui. Non un miraggio. In carne, ossa, abbronzatura e voglia di tornare in campo. Pantalone sportivo, la camicia di sartoria. Indossa cravatta e giacca nonostante il caldo: sono un segnale preciso per chi conosce Mario, niente sciacallamento estivo, il boss è tornato.

Non è Napoleone che evade dall’Isola d’Elba. È una specie di Edmond Dantes Conte di Montecristo venuto a riprendersi ciò che gli appartiene. Alla luce del sole e non in maniera carbonara. Perché a certificare la resurrezione di Lazzaro, la fine del Purgatorio di Mario, c’è addirittura il nuovo proprietario della Lega a Frosinone: Nicola Ottaviani, unico sindaco leghista nel Centro Italia.

Tutti alla corte del risorto

MARIO ABBRUZZESE

Nemmeno Nicola Ottaviani è arrivato lì in maniera clandestina. C’è il suo capogruppo comunale Danilo Magliocchetti. Ci sono i sindaci Marco Scappaticci di Picinisco, Tommaso De Magistris di Vallemaio, Gianni Taurisano di Filettino. Sono una quarantina in tutto i sindaci ed i consiglieri.

C’è Luca Zaccari di Ferentino che Abbruzzese aveva provato a far eleggere come coordinatore nazionale dei Giovani di Forza Italia. C’è Tommaso Ciccone che era stato candidato Presidente della Provincia ma era stato accoltellato alla schiena più di quanto toccò a Giulio Cesare: prese lui tutte le pugnalate che un centrodestra in maggioranza nei Comuni volle inviare a Mario; preavviso di ciò che sarebbe accaduto poco più tardi alle Elezioni Politiche con la vittoria nel collegio blindato di Cassino ad opera di una sconosciuta candidata a Cinque Stelle di Frosinone.

Tutta la guardia pretoriana di Cassino è schierata: da Gianrico Langiano ad Alessio Ranaldi. E poi il gruppo delle teste pensanti vicine ad Abbruzzese ma non organiche alla politica: il professor Claudio Lena, il consigliere nazionale dei Commercialisti Peppino Tedesco. Alcuni giurano di avere visto il dottor Marco Taccone.

Nessuna traccia dei leghisti di Cassino. Nè quelli vecchi né quelli nuovi.

Il menù light e quello politico 

Mario Abbruzzese Pasquale Ciacciarelli

La paura di fotografie è un’ossessione. «Non tirate fuori i telefoni, guai se esce una sola riga su Alessioporcu.it». Perché è una cena di leghisti ma non della Lega. Si parla di politica ma non di politica leghista. Se non fosse chiaro: è la cena della componente di Mario Abbruzzese che si prepara all’ingresso ufficiale nella Lega. Per occuparla.

È il prezzo che il Carroccio deve pagare se vuole le preferenze. Senza Mario non è arrivato un solo filo d’erba nel giardino leghista in provincia di Frosinone. Gli unici sindaci che hanno aderito negli ultimi mesi sono quelli ai quali ha dato lui il via libera. Chi ha i voti ora è chiaro a tutti. A prescindere da elezione a Montecitorio o meno.

Intanto si aprono i vassoi. Tavoli da 4 o al massimo da 6 per rispettare le distanze. Nessun tableau ad assegnare i posti: ognuno si accomoda con chi vuole.

Il menù prevede calamarata con pasta corta, filetto di orate in crosta di patate, insalata, cocomero e melone.

Poi il menù politico. Nell’ordine intervengono: Pasquale Ciacciarelli, Nicola Ottaviani, Tommaso Ciccone e conclude Mario Abbruzzese.

Discorsi ufficiali

MARIO ABBRUZZESE ALLE SCORSE COMUNALI

Nicola Ottaviani vola alto. Parla di Governo e di Regione. Rivendica il merito delle cose costruite a Frosinone dalla sua amministrazione. Lo spessore c’è. E le cose da dire pure. Dialettica e sostanza, retorica e opere. Ottaviani è su un altro livello.

Pasquale Ciacciarelli espone il solito catalogo che esibiva ai tempi di Forza Italia: ha solo cambiato il logo e aggiunto qualche tono più estremo

Tommaso Ciccone invece sta attento a non farsi fregare: parla di Provincia, espone la situazione catastrofica dei Comuni. Mai una volta ha nominato la Lega, mai un accenno ai Partiti.

Arriva il momento di Mario. Tutti si aspettano che annunci il passaggio nella Lega.

No ragazzi: troppo presto, solo chi non conosce Mario può aspettarsi un errore tattico di questo genere, a lui piacciono le cose in pompa magna, questo è solo l’antipasto. E tutti devono restare con la bocca aperta e l’acquolina. Per questo parla di politica e basta: i contenuti sono made in Salvini.

Destinazione Pisana

OTTAVIANI E ABBRUZZESE

Il progetto politico viene svelato al tavolo dove stanno Mario Abbruzese, Nicola Ottaviani e Pasqaule Ciaccirelli con Danilo Magliocchetti.

Mario Abbruzzese a settembre entrerà ufficialmente nella Lega. E si farà in modo che abbia una sua componente. Altrimenti i voti e l’erba sul prato elettorale se la possono scordare. Dividendo la Federazione Provinciale in Nord (a Ottaviani) e Sud (ad Abbruzzese)? Possibile.

Ma la partita vera sono le elezioni. Al tavolo danno per certo che Nicola Zingaretti entra al Governo e lascia la Regione Lazio in autunno. E che il prossimo anno si voterà. Lo schema prevede Nicola Ottaviani a Montecitorio. Poi Pasquale Ciacciarelli (o Mario Abbruzzese) candidato al Consiglio regionale. E Mario Abbruzzese (o Pasquale Ciacciarelli) assessore in caso di vittoria del centrodestra.

Dettagli. Che contano poco. Il vero messaggio è che il re Mario è tornato.

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