La cerimonia: Mamma Ciociara vs Papà Facocero

Foto: © Can Stock Photo, Sandralise

E venne il momento di andare come invitati ad un matrimonio. La stessaa cerimonia, vissuta da Mamma Ciociara. E dal punti di vista, più pragmatico, di Papà Facocero.

Il diario di Mamma Ciociara
Il diario di Mamma Ciociara

Diario settimanale, molto poco ordinario, di una mamma ciociara in una famiglia ciociara molto poco ordinaria

Sappiamo bene che nel momento in cui arriva una partecipazione di matrimonio per ogni famiglia è peggio della cartella Equitalia. Quando è arrivata mesi fa la partecipazione a casa Ciociara la reazione è stata di pieno sconforto: mentre Mamma Ciociara ha iniziato a trovare soluzioni per acquistare vestiti a tutta la famiglia, per vedere acconciature e racimolare soldi da mettere nella busta, il Papà Facocero ha semplicemente bestemmiato chiedendo “Ma perché non gli diciamo che i bambini stanno male e quel giorno stacchiamo i telefoni?” La Mamma Ciociara di rimando: “A questa cerimonia no“. 

Il percorso della Mamma

Nei sei mesi precedenti la fatidica data, la Mamma Ciociara non ha avuto altro pensiero che cercare, anche online, abiti e accessori adatti.

Nella settimana successiva ha organizzato: estetista per mani, piedi, pulizia del viso, ceretta, acquistato biancheria intima adatta che potesse trattenere le curve. In compagnia di madre sorella e amica ha provato circa 10 abiti per scegliere quello più adatto.

Poi ha scaricato sul telefono una ventina di acconciature possibili per lei e per la prole da mostrare al parrucchiere, neanche fosse lei la sposa.

Il giorno del matrimonio è arrivato

Sveglia all’alba per tutta la famiglia, la Mamma Ciociara ha appuntamento dal parrucchiere prima di pranzo: tutti pronti, direzione centro commerciale. La mamma trascorre dal parrucchiere “solamente” un paio d’ore e non capisce come mai Papà Facocero sia così arrabbiato.

A casa poi arriva la truccatrice, tocca a Papà Facocero fare il bagno e asciugare i capelli alla prole, Mamma Ciociara non può sudare altrimenti l’impalcatura crollerebbe.

Si salta il pranzo, “tanto questa sera si mangia molto“. Papà Facocero è ancora in giro in mutande e dovrebbe avere già preparato la macchina: si scende, si arriva davanti alla chiesa, la sposa arriva con una buona mezz’ora di ritardo in un afoso sabato pomeriggio di luglio. All’improvviso Papà Facocero sparisce, Mamma Ciociara è indemoniata ma tiene botta e cerca di tenere la prole attaccata ai banchi della chiesa.

Fine della cerimonia

La cerimonia finisce e magicamente riappare anche Papà Facocero, lancio del riso e via tutti in direzione ristorante. Papà Facocero si butta sul buffet. ma non si può ancora mangiare!

Mamma Ciociara sistema la prole con l’animazione e inizia a fare public relation, perde di vista Papà Facocero e lo ritrova solo al tavolo già accomodato.

Sono tante le persone che Mamma Ciociara incontra e con le quali si intrattiene, ogni tanto la prole torna a farsi vedere. Ormai la serata è avviata Mamma Ciociara entusiasta ha incontrato un sacco di vecchie amiche e con ognuna di loro ha squadrato le altre e, come nella migliore delle trasmissioni stile reality, è già stata stilata una classifica della migliore della peggiore in cui nessuno ha la certezza nella sua della propria posizione.

Arriva il taglio della torta, poi la confettata, c’è il lancio del bouquet Mamma Ciociara partecipa lo stesso, anche se in realtà non ce n’è bisogno, ma il fotografo chiede tutte le donne in pista per realizzare il miglior filmato del mondo. La mamma scruta e rintraccia la sua dolce metà, ha trovato un altro tavolo e ha provveduto a portarci tutti i tipi di dolce possibile, mezzo quintale di confetti e un piatto di frutta.

Mamma Ciociara si avvicina “Certo che qualche chiacchiera potevi farla questa sera! Pare che sei stato a un funerale“. Papà Facocero risponde “Meglio un funerale in cui tutti stanno zitti, si danno le condoglianze e finisce con la fine della messa!“.

La serata è finita, si recupera la prole e si torna a casa. Sul pianerottolo Papà Facocero è già senza camicia, entrano a casa è ormai notte.La Mamma Ciociara ricorda che c’è da buttare l’immondizia si gira con gli occhi a cuore al dolce maritino “Ehi, visto che oggi non hai fatto niente, potresti almeno portare giù l’immondizia?“. 

Papà Facocero mugugna, grugnisce si agita e decide di protestare e di scendere in ciabatte e pantaloncini chiudendo la porta alle sue spalle e continuando a mormorare anatemi in lingua sconosciuta.

Il percorso del Papà Facocero

Riavvogliamo il nastro. E rivediamo la stessa scena. Ma dal punto di osservazione di Papà Facocero.

Arriva la partecipazione mesi prima: maxi bestemmia, tentativo di evitare il matrimonio fallisce miseramente. Arriva il maledetto giorno della cerimonia quella schizzata della Mamma Ciociara vuole andare con tutta la famiglia a farsi acconciare gli stramaledetti capelli “Fatti una coda e mettici un fiocco!“, la sua donna lo fulmina.

La prole in due ore al centro commerciale gli costano in gelati, giostre e richieste, mezzo stipendio. Al ritorno a casa neanche una piccola doccia e un’ora in mutande perchè arriva quella cazzo di truccatrice, “Devo lavare io i bambini?

Eccerto!” cinguetta la iena. “Con tutte queste invasate per casa non posso farmi neanche una tappa in gabinetto in santa pace!” mormora Facocero.

Arrivati davanti alla.chiesa sotto un sole mortale di luglio la sposa si fa aspettare, Papà Facocero entra ma all’improvviso l’anatema! Esce di corsa e si fionda in auto, rientra a casa e corre al bagno. Il caldo ha colpito, riesce a tornare giusto in tempo per il lancio del riso e una frecciatina al vetriolo di Mamma Ciociara.

Si parte direzione ristorante Papà Facocero si avvicina al buffet e viene fucilato con lo sguardo da camerieri e consorte “Che palle! Aspettiamo questi che arrivano!“. Nella sala si guarda intorno, nota uomini disperati come lui e strane donne dalle voci stridule (compresa la Mamma Ciociara) che fanno finta di aver piacere nel vedersi e che si criticano alle spalle.

Finito di mangiare c’è il taglio della torta che regala speranza. Papà Facocero si muove da solo sinuoso tra vassoi di dolci e coppe di confetti, finalmente la serata volge al termine. La Mamma Ciociara si avvicina e gli chiede di sorridere “N’cho na cippa da ride“. 

Papà Facocero recupera la prole, salutano, ritirano la bomboniera (ennesima cazzata che finirà tra i giocattoli dei bambini) e sogna una sola cosa: una doccia e una mutanda pulita. Arrivata a casa la mamma gli appioppa un sacco di immondizia lui prende la busta si gira come Rossella O’Hara e sibila “Questa è davvero l’ultima volta che ti accompagno, c’è un motivo per cui ho sempre impegni alle cene per le rimpatriate: ce set rott i cazz ncima ncima fino a calà” e scendE in strada con infradito e pantaloncino sporco senza risparmiarsi una bella grattata di culo. Degna fine di tale giornata.

E pensà che io arrivo al mare 5 giorni a Terracina e a sti stronzi gli ho dato 400 euro per andare alle Maldive!“.