La coalizione dei tre che spaventa il voto ad Alatri

L'avvocato Enrico Pavia annuncia la sua discesa in campo. Ma a preoccupare è la 'colazione degli scontenti'. Antonello Iannarilli, Fausto Lisi e Roberto Gizzi possono alterare i progetti di molti,

«I allora faciate come vi pare…»: timbro tonitruante, garbo ridotto al minimo, sostanza al massimo: dall’alto del suo curriculum politico Antonello Iannarilli ha risposto così ai suoi interlocutori. I quali non hanno afferrato a pieno il significato della frase. A fare l’esegesi è intervenuto subito il coordinatore provinciale della Lega Nicola Ottaviani: «Ragazzi, se Antonello vi sta dicendo così vuol dire che vi sta consigliando di rivedere qualcosa». Argomento: le elezioni comunali di Alatri. Protagonista: Antonello Iannarill da Alatri, ex coordinatore provinciale di Forza Italia, due volte consigliere regionale, già assessore nella giunta di Francesco Storace, due volte deputato a Montecitorio, presidente della Provincia di Frosinone eletto direttamente dai cittadini strappando palazzo Iacobucci al centrosinistra di Francesco Scalia. L’istantanea che fotografa la situazione alle elezioni comunali di Alatri è questa.

Poca passione

Maurizio Cianfrocca

Non lo hanno coinvolto. Alcuni dicono che lo abbiano scavalcato. Democraticamente, lui ha lasciato fare; Ottaviani ha fatto capire che se Iannarilli non si muove con tutto il suo peso loro rischiano di fare i comprimari a vantaggio del centrosinistra. Loro sono quelli che hanno deciso di scegliere il candidato sindaco del centrodestra scommettendo su Maurizio Ciianfrocca.

Ora si agitano gli incubi su Alatri. E c’è chi giura che in queste ore ci sia stato il caffè degli scontenti. Cioè? Una coalizione alla quale potrebbero partecipare tre assi della politica cittadina. E tutti apparentemente in panchina. In pratica l’assessore Roberto Gizzi che da tempo si è allontanato dall’amministrazione Pd uscente e primo per voti la scorsa volta; Antonello Iannarilli, poco considerato dalle nuove leve di Fratelli d’Italia e del Centrodestra in genere; Fausto Lisi, Presidente d’Aula nella recente consiliatura Morini ma sempre vicino al centrodestra.

Dicono che si siano parlati. Temono che se decideranno la costituzione di un quarto fronte elettorale saranno dolori per tutti. Falso: è una voce senza fondamento. Non si sono visti, non si sono confrontati, non hanno un progetto in comune, non faranno una lista insieme.

I dolori dei soliti candidati

Ciascuno di loro però rappresenta una variabile impazzita all’intero del proprio raggruppamento. Che potrebbe drenare voti ad ognuno. A partire dall’avvocato Enrico Pavia che il 13 giugno alle ore 18 nel Chiostro di Piazza Regina Margherita presenta la sua candidatura a Sindaco di Alatri, sostenuto dalle civiche Alatri in comune,  Noi per Alatri, Patto per Alatri, Prospettiva Futura, Uniti per Cambiare. Fausto Lisi pesca molto in quell’area a metà tra il civismo ed il centrodestra: una sua collocazione è in grado di togliere e portare altrove consenso non secondario.

Problemi di drenaggio rischiano di esserci anche per Maurizio Cianfrocca candidato dal centrodestra che senza i voti di Antonello Iannarilli potrebbe registrare un ammanco decisivo. Perché L’ex presidente – assessore – consigliere – deputato potrebbe decidere di contarsi, scaldando il motore in vista delle prossime Regionali. E se si contasse al di fuori dello schiramento sarebbero problemi.

Lo stesso problema si pone per Fabio Di Fabio candidato dal centrosinistra. La nascita duno schieramento guidato da Gizzi gli toglierebbe una fetta di elettorato storico. Lì c’è poi un’altra variabile da aggiungere: è quella dell’ex sindaco Patrizio Cittadini che da quel lato del tavolo non sa cosa fare.

Per loro le elezioni sarebbero una passeggiata. Per gli altri tre candidati sindaco, le preferenze che il trio sarebbe in grado di drenare possono essere determinanti.

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