La conferenza (dei sindaci) è mobile

I risultati delle votazioni adottate dai sindaco sui grandi temi (Risoluzione Acea, Sfiducia Mastrobuono, Presidenza Saf) indicano come le maggioranze cambino velocemente. C'è un vantaggio ma anche uno svantaggio nello stesso tempo. Eccoli.

Proviamo a ricapitolare. Qualche anno fa la conferenza dei sindaci espresse un parere negativo sull’operato dell’allora manager della Asl di Frosinone, dottoressa Isabella Mastrobuono.

Naturalmente l’organismo non aveva alcuna competenza per entrare nel merito tecnico delle scelte del direttore generale, ma quel voti sancì la rottura tra la politica il vertice sanitario di questa provincia.

In aula scattò l’asse di ferro tra gli allora consiglieri regionali Mauro Buschini (Pd) e Mario Abbruzzese (Forza Italia). (leggi qui L’asse Buschini – Abbruzzese affonda Isabella Mastrobuono)

 

Poi, sempre la conferenza dei sindaci si espresse a maggioranza dei presenti per la risoluzione della convenzione con Acea Ato 5. In quell’occasione fu il centrodestra a dimostrarsi maggioritario, guidato da Nicola Ottaviani (Frosinone), Roberto Caligiore (Ceccano) e Carlo Maria D’Alessandro (Cassino). C’è chi parlò di attacco a tre punte. Quella decisione, però, è stata ribaltata dai giudici del Tar e adesso 22 sindaci presenteranno ricorso presso il Consiglio di Stato. (leggi qui #Bastacea, dopo 13 anni i sindaci dicono basta)

 

Qualche mese fa l’assemblea dei sindaci della Saf ha eletto a larga maggioranza Lucio Migliorelli presidente. Migliorelli è uno degli uomini più importanti del Pd in Ciociaria: è stato capogruppo provinciale, segretario, è un fedelissimo di Francesco De Angelis, la volta scorsa ha guidato la segreteria politica di Mauro Buschini, prima consigliere e poi assessore. (leggi qui Saf, Migliorelli eletto presidente)

Un passo indietro: meno di due anni fa sindaci e consiglieri dei 91 Comuni della provincia hanno votato per il rinnovo dei consiglieri provinciali: è finita 8-4 per la coalizione di centrosinistra. (leggi qui Provinciali: coltellate, tradimenti, patti segreti dietro la vittoria del Pd)

 

Appena qualche giorno fa l’assemblea dei sindaci della Saf ha chiesto e ottenuto  il rinvio della votazione sul bilancio. Dando per scontata la contrarietà del centrodestra, molti sindaci di centrosinistra non avrebbero votato il bilancio. (leggi qui La Saf inciampa sul bilancio. Muro dei sindaci)

 

Ieri la conferenza dei sindaci ha votato a larga maggioranza il bilancio della Provincia, così come illustrato dal presidente Antonio Pompeo (Pd). (leggi qui Provincia, sì al Bilancio: prova di forza di Pompeo, il mistero di Abbruzzese)

 

Tutto questo per fotografare come cambino maggioranze ed equilibri nel giro di poco tempo. Le considerazioni da fare, soprattutto nel caso di elezioni provinciali (non scontate, considerando che c’è chi vorrebbe reintrodurre l’elezione diretta di presidente e consiglieri sono due).

 

La prima è il fattore trasversale, nel senso che maggioranze e opposizioni possono cambiare facilmente per via di sindaci non schierati oppure non… allineati.

La seconda: con queste divisioni la conferenza dei sindaci si gioca sul nascere la possibilità di esercitare un ruolo determinante. Essere decisiva in maniera autonoma.

Facendo squadra cioè. La squadra dei sindaci.

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