La corsa alla sopravvivenza che rende difficile la mediazione di Alfieri

Dopo la decisione del centrodestra di riunirsi intorno al sindaco uscente, a Ceccano emergono le difficoltà nel centrosinistra. Il ribaltamento di ruoli rispetto al passato. A rallentare l'aggregazione è la corsa alla sopravvivenza in Aula

Romano Castellano Sindici

Conte del Sacco (ma non inquinato)

Non è un sasso nello stagno, come il nome dell’iniziativa che il mese scorso ha dato al Centrodestra la scossa necessaria per riaggregarsi. Ma qualcosa ora si muove anche nella palude del centrosinistra a Ceccano. Diviso, lacerato, senza i punti di riferimento storici che per decenni gli avevano consentito di governare la città: rischia di andare alle prossime elezioni Comunali in ordine sparso. Consegnando un ulteriore regalo al sindaco uscente Roberto Caligiore, ancora incredulo del miracolo politico realizzato nello scorso fine settimana: ricomporre l’alleanza che lo aveva eletto 4 anni fa, allargarla a tutto il centrodestra, trasformando così la sua caduta da solenne fallimento politico a bieca congiura di palazzo. (leggi qui Caligiore come Nasser, dalla caduta al trionfo della candidatura unitaria)

Domenico Alfieri. Foto © Stefano Strani

Tra le file del centrosinistra, a luci spente il segretario provinciale del Pd Domenico Alfieri sta tentando di riannodare i fili di un dialogo interrotto. A rendere più complesso il lavoro sono le decine di contatti da riallacciare, gli infiniti collegamenti da ricostruire, in un contesto storicamente portato alla dialettica. Tradotto, significa che a Ceccano la sinistra ha sempre discusso, arrivando addirittura ad avere due sezioni del Pci (unico modo per evitare il caos interno), ma capace poi di arrivare ad una sintesi unitaria ed all’elezione di sindaci o socialisti o comunisti.

Un primo check per verificare quanto fosse già riallacciato era previsto per lunedì sera. È stato rinviato alla settimana successiva. Ci sono più difficoltà di quanto fosse prevedibile. E non sono né di natura politica né di natura personale.

La corsa alla sopravvivenza

Il problema è legato al totale ribaltamento di scenario politico in città, avvenuto con la crisi che cinque anni fa ha portato alla caduta del sindaco socialista Manuela Maliziola. Ed alla successiva sconfitta elettorale che ha condotto alla guida di palazzo Antonelli, per la prima volta nella storia cittadina, una coalizione di centrodestra.

Quella caduta e la successiva sconfitta hanno ribaltato di 180 gradi i ruoli. Oggi il centrosinistra sta giocando la partita che fino a cinque anni fa doveva invece disputare il centrodestra, in ogni elezione comunale. In pratica, una gara per la sopravvivenza politica.

In pratica? Se l’avversario ha una coalizione ampia e compatta, il vero traguardo dell’altro fronte allora è quello di conservare il seggio in municipio.

L’ex sindaco di Ceccano Manuela Maliziola

Quindi, ciascuno fa corsa a se, candidandosi a sindaco e sperando di superare il quorum necessario per essere eletto in Consiglio. Tutta la lista corre per lui.

È un gioco al quale nessuno vuole partecipare. Nessuno vuole fare il portatore di preferenze.

I fili da riannodare

Domenico Alfieri sta lavorando ad una coalizione che guardi al centro, superando il vecchio schema Pd – Psi. Ma modernizzando lo scenario, aprendolo a quelle forze che non sono di Partito ma fanno parte di un centrismo moderato, più vicino al centrosinistra che al centrodestra. Poco disposto a contaminarsi, con l’uno e con l’altro.

A complicare lo scenario è la necessità di individuare una figura forte e vincente, riconosciuta in modo unanime come leader capace di mettersi a capo della coalizione. Soprattutto di poter arrivare al ballottaggio e vincere le elezioni. Altrimenti scatta la corsa alla sopravvivenza.

È proprio questo a rallentare l’azione. Uno dei nomi sui quali si sta lavorando è quello dell’ex segretario del Circolo Pd, Manuela Piroli. Ma nello scenario attuale è comprensibile la perplessità di Andrea Querqui e del suo gruppo. Temono di dover correre per portarle le preferenze senza avere la concreta possibilità di entrare in gioco per l’elezione a Consigliere.

La stessa preoccupazione tiene divisi in questa fase Mauro Roma e Marco Corsi che studiano la via con la quale garantirsi la personale rielezione, più che un’ipotetica alleanza. Analoga situazione con Fiorella Tiberia e Angelo Aversa.

Il caffè da Zambardino

Roberto Caligiore con i candidati

Lo scenario è diviso ed il fronte ancora tanto vasto. Al punto che non è sfuggito il caffè sorseggiato da Zambardino nei giorni scorsi. Dietro alle tazzine c’erano Tonino Aversa con Arianna Moro e Giacinto Massa.

Per i non addetti ai lavori: Tonino Aversa è personaggio storico della politica ceccanese recente, capace di individuare ogni volta la cordata giusta con la quale vincere la corsa per la sopravvivenza in Aula e risultare sempre eletto; c’era riuscito con Querqui alle scorse elezioni, con Angelino Stella in quelle precedenti.

Arianna Moro è autorevole espressione del suo schieramento quando si formano le giunte. Giacinto Massa è l’uomo di fiducia di Roberto Caligiore, il sindaco uscente di centrodestra e ora ricandidato. È la persona alla quale tastare il polso per conoscere la temperatura politica nel fronte avversario.

Nessuno sa se sia stato un caffè di pura cortesia. O se ci sia stato un abboccamento per verificare i margini di una convergenza. Si sa solo che la posizione del sindaco è stata netta sabato scorso: “Nessuno di quelli che hanno firmato la sfiducia alla mia amministrazione troverà spazio nella nuova alleanza“.

Fine del caffè.

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