La Cultura di Ceccano: dal Diavolo all’Acquasanta

Nel Consiglio comunale di domani, in cui si insedierà l’assessore della Lega Angelo Macciomei, il suo posto finirà al più giovane consigliere dell’odierna assise: Alessio Patriarca, 25 anni non ancora compiuti, che erediterà la delega dal suo mentore: il defenestrato Stefano Gizzi, eletto per la prima volta alla sua stessa età

Marco Barzelli

Veni, vidi, scripsi

Alessio, innanzitutto, è un bravo ragazzo. È laureando in Scienze Biologiche all’Università di Tor Vergata. Ha altri grandi interessi: studia grafica applicata all’Arte Medievale ed è appassionato anche di fotografia. È profondamente credente e collabora ormai da anni con le Parrocchie del centro storico di Ceccano.

Da domani, dieci giorni prima di compiere 25 anni, Alessio Patriarca diventerà il più giovane tra gli scranni del Consiglio comunale, nonché uno dei più verdi di sempre a Palazzo Antonelli. Prenderà il posto di Angelo Macciomei, nominato assessore ai Lavori Pubblici al posto del defenestrato assessore filorusso Stefano Gizzi.

La cacciata di Gizzi, prima dalla Lega e poi dalla Giunta comunale, ha accelerato una staffetta già programmata sul Carroccio. Entrerà il primo dei non eletti, coordinatore cittadino della Lega Giovani.

La curiosità? Sarà eletto per la prima volta venticinquenne come accadde a Gizzi nel 1990: Movimento sociale, ultracattolico, politicamente scorrettissimo, consigliere di opposizione per cinque mandati consecutivi e poi assessore alla Cultura nel Caligiore 1 e 2: prima per quattro anni, prima della caduta del sindaco, e poi per un anno e mezzo, prima della defenestrazione.   

Giovani ceccanesi all’arrembaggio

Ginevra Bianchini dopo la rielezione nel 2020

Il record in Consiglio, però, continua a restare saldamente detenuto da Pierluigi Anelli, eletto nel 2002 a soli 20 anni tra le file dei Ds. Nel 2015, invece, Ginevra Bianchini è stata eletta ad appena 23 anni nella lista civica Caligiore Sindaco. Oggi è assessora all’Urbanistica.

Poi è stata la volta di Daniele Massa (FdI), approdato in Consiglio nel 2020, quando di anni ne aveva 26. Sinora è stato lui, presidente provinciale di Gioventù nazionale e delegato alle Politiche Giovanili, il consigliere comunale più giovane: il vanto del senatore ceccanese Massimo Ruspandini, di cui è segretario. (Leggi qui Una “Massa” di giovani che contano. Giovani di destra e poi qui Ruspandini: «La mia Destra piace pure ai Comunisti per la sua Ceccanesità»).

Domani Massa cederà il testimone all’erede di Gizzi. Si potrebbe dire che l’allievo supera il maestro. E si potrebbe aggiungere che sono il Diavolo e l’Acquasanta. Patriarca sarà il nuovo delegato alla Cultura, curata sin dal 2015 dal suo mentore, ormai portavoce di un movimento nazionale. (Leggi qui Arriva il Consiglio per il Caligiore 2 bis. Ma Gizzi non resta a guardare).

Gizzi e Patriarca: il Diavolo e l’Acquasanta

Stefano Gizzi in versione “Sciamano di QAnon”, ai tempi del sostegno a Trump
Con i suoi 25 anni non ancora compiuti diventerà il consigliere comunale più giovane dell’odierna assise, tra i più giovani di sempre. Cosa si prova?

«Il mio ingresso in Consiglio Comunale mi riempie di gioia perché era circostanza del tutto inattesa in questo momento. Spero di poter offrire un contributo personale e amministrativo significativo e di poter svolgere, pur come ultimo arrivato, una azione attenta e rispettosa di tutti, in favore dei cittadini. Io ho svolto il Servizio Civile nel 2017 e da allora la mia esperienza personale è stata davvero fantastica».

Sarà eletto per la prima volta alla stessa età in cui fu eletto Gizzi. Cosa ha rappresentato e rappresenta per lei l’ex assessore?

«Con grande generosità l’Assessore Gizzi mi ha chiamato a collaborare con il settore Cultura, valorizzando sempre il mio operato. Con lui ho partecipato come relatore a importanti convegni, ho allestito le Sale del Castello, ho pubblicato Cartoline Artistiche che sono andate a ruba, non solo a Ceccano».

Siete come il Diavolo e l’Acquasanta. Lui provocatore nato, lei sicuramente non brucerà mai un libro in pubblica piazza come fece Gizzi col Codice da Vinci.

«Con l’ex assessore Gizzi al Comune mi sono sempre trovato bene, forse perché abbiamo i caratteri personali del tutto opposti. Lui parla spesso con iperboli e paradossi scherzosi, non sempre capito dagli altri, mentre io ho un carattere riflessivo, molto rispettoso e senza “stravaganze alla Gizzi”».

Patriarca: “Gizzi ha espresso un’opinione”

Alessio Patriarca coordinatore della Lega Giovani Ceccano
Del gruppo consiliare lei solo è rimastoin buoni rapporti con l’assessore cacciato per russofilia. Cosa sente di dire riguardo all’intera vicenda approdata anche in Russia e tante altre nazioni?

«Mi sono astenuto dal commentare, anche perché è divenuta subito una questione internazionale che ha fatto il giro del mondo. Ormai se ne è parlato così tanto e Gizzi ha potuto spiegare le sue ragioni anche sulle televisioni italiane ed estere».

E se dovesse commentare ora?

«Mi ha sorpreso in negativo il fatto che non sia più possibile esprimere una opinione liberamente, come se interi articoli della Costituzione fossero stati soppressi. La sinistra in questa vicenda non ha fatto una bella figura. Parlano tanto di rispetto delle opinioni e di democrazia, poi nel concreto sono davvero intolleranti»

Le verrà affidata la delega alla Cultura. Hai già curato gli allestimenti delle nuove sale del Castello dei Conti in sinergia con Gizzi. Lui delegato e lei aiutante. Si invertiranno i ruoli?

«Innanzitutto, appena ricevuta la Delega alla Cultura e Beni Culturali dovrò confrontarmi con il sindaco Roberto Caligiore. È lui il capo dell’Amministrazione e con la Delega io debbo rispondere innanzitutto a lui. Sono certo che l’ex assessore Gizzi sarà al mio fianco nelle fasi di elaborazione delle varie iniziative culturali. Come io sono stato al suo fianco lealmente in tutti questi anni. Ci guiderà l’amore per la Storia unica della nostra Città di Ceccano».

Cultura: progetti in corso e futuri

La centrale Piazza 25 Luglio

«I progetti più importanti sono quelli che stiamo seguendo da alcuni anni. Speriamo per fine giugno di poter inaugurare una grande e prestigiosa Sala del Castello dei Conti. Nel giro di meno di due anni, con l’assessore Gizzi abbiamo ristrutturato e aperto al pubblico ben quattro Sale del Castello dei Conti, più la bellissima Cappella Colonna. Un risultato eccezionale davvero».

Quali sono i progetti più importanti che erediterai e porterai avanti? Quali, invece, quelli che intende proporre lei in prima persona? Il vostro, come ampiamente riconosciuto, è stato anche un lavoro di recupero. Avete rinvenuto bifore, capitelli, colonne, sopraporte, consolle, vetrate in stile neogotico volute dal Marchese Filippo Berardi. Tra i calcinacci dell’ala chiusa al pubblico.  

«Un lavoro unico che ha restituito al Castello tutta l’atmosfera medievale che aveva perduto e il restauro filologico di tutti i materiali rinvenuti è apprezzato sempre di più dai visitatori. Poi abbiamo pubblicazioni di opere importanti, come il volume di Carlo Cristofanilli sulla Storia della Chiesa di San Giovanni Battista, ormai in fase vicina alla stampa».

Quale sarà una delle sue prime iniziative da consigliere comunale delegato alla Cultura?

«Di certo l’esposizione al pubblico di una assoluta rarità: la Reliquia della Porta Santa della Basilica di Santiago di Compostela che abbiamo ottenuto alcuni mesi fa e che andrà ad arricchire le Sale dedicate a Egidia di Ceccano e il suo Cammino a Santiago. Durante l’estate saranno previsti altri appuntamenti culturali di prestigio, con presentazione di libri al Castello dei Conti».

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