La cura di Sarrubbo per un Pd senza più sindaci

Che pagina scriverà il nuovo Gruppo dirigente del Pd acclamato nei giorni scorsi a Latina. Due culture diverse. Ed una situazione interna drammatica. Nella quale esiste una sola via: la concretezza

Lidano Grassucci

Direttore Responsabile di Fatto a Latina

Inutile votare. Li hanno acclamati. Omar Sarubbo e Leonardo Majocchi da domenica scorsa sono rispettivamente Segretario provinciale e Segretario cittadino di Latina del Partito Democratico. Ad acclamarli è stato il Congresso provinciale in cui è stato anche proclamato presidente provinciale Matteo Marcaccio. Prendono in mano un Pd che esce dalla tempesta giudiziaria dei concorsi Asl in cui è rimasto coinvolto il precedente Segretario, Claudio Moscardelli: le indagini stanno verificando se abbiano chiesto una corsia preferenziale per alcuni iscritti al Partito.

Il Partito Democratico che ereditano Sarubbo e Majocchi è ancora attraversato dai vortici delle correnti e dai personalismi che lo hanno dilaniato. Che pagina scriverà il nuovo gruppo dirigente?

Travagli Dem

Omar Sarubbo

Il Partito Democratico ha dovuto incassare una serie, lunga, di travagli politici. Non solo è stato commissariato alla vigilia del voto per le Comunali nel capoluogo. Ma ha dovuto fare i conti con una lenta “ritirata” dal governo delle città.

Ad incalzarlo dai Comuni è stata una destra che sembrava di forza devastante intorno a Claudio Durigon sottosegretario della Lega uomo forte di Salvini; di vivacità irresistibile intorno ai Fratelli d’Italia con il duo composto dal deputato Ue Nicola Procaccini (a lungo sindaco di Terracina) e dal senatore Nicola Calandrini (Coordinatore provinciale); dall’ombra possente del senatore Claudio Fazzone (coordinatore di Forza Italia nel Lazio, padrone assoluto del Golfo).

Non solo la destra. Ad incalzare le varie anime che si agitano all’interno del Pd sono stati anche i civici che prendevano tutto: Latina, Aprilia, Formia, Sabaudia.

Il colpo di grazia è stato il coinvolgimento del suo leader storico Claudio Moscardelli, convolto nelle vicenda dei concorsi Asl con un clamoroso arresto che lo ha visto detenuto ai domiciliari per ben nove mesi. Il simbolo di un Partito in trasparenza è stata la crisi profonda di Sezze la roccaforte rossa: per vicende non di sol dell’avvenire, ma di tombe “riciclate”: anche in questo caso un’indagine.

Difficile? Devastante. 

Salvatore La Penna

Quello che si prospettava per il Pd era un percorso che rasentava la condanna alla irrilevanza con una partita in cui i giocatori più avanzati erano i consiglieri regionali Enrico Forte e Salvatore La Penna. Per dirla alla Lenin, anche se i russi non vanno proprio di moda, c’era il nodo del “che fare” all’ultima stazione.

Hanno, intelligentemente capito, che primum vivere, deinde philosophari: prima la sostanza e poi le chiacchiere della filosofia. E – non guasta mai – sperare anche nella fortuna. Per loro, la fortuna, è stata la vittoria in zona Cesarini di Damiano Coletta a Latina e di Valentino Mantini a Cisterna che hanno ridato ossigeno per la partita che è, però, ancora tutta da giocare.

Sarubbo e Majocchi rappresentano due generazione diverse, il primo viene dalla scuola di Domenico Di Resta e della sinistra di sinistra; l’altro dalla generazione dei giovani ancora di buona volontà. Entrambi si debbono attrezzare non per ripartire, ma per ridefinire un Partito che deve attaccare in una tempesta che diventa imprevedibile ogni istante: l’ultima è l’arresto della civica sindaca di Sabaudia Giada Gervasi. 

I sindaci spariti

Damiano Coletta (Foto: Valerio Portelli / Imagoeconomica)

Due capitani con tattiche e senso del mare diverso ma che non possono sbagliare, che debbono cucire e strappare per ridare alla sinistra un riferimento. Un riferimento dialogante con il civismo di Damiano Coletta a Latina e Tonino Terra ad Aprilia.

Ma anche ricostruente quella ossatura della sinistra pontina che sono i sindaci: oggi ne restano solo 5. E tra un anno ci sono le Regionali e lì non si può sbagliare: o si vince o si passa da protagonisti a testimoni.

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