La diagnosi vincente del dottor Zingaretti per i giovani

Il presidente del Lazio torna a mandare segnali ai giovani. "Non sono untori". Critica chi li ha attaccati e ne difende il senso di responsabilità. È tra i vincitori della partita contro il Covid. La sua strategia è risultata vincente. E lui mantiene la sanità davanti all’economia: test sierologici, vaccino e mascherine.

Nicola Zingaretti lancia un nuovo segnale politico. Lo fa sulla frequenza che nei mesi scorsi ha creato una linea di dialogo tra il Segretario nazionale Dem ed i giovani. Zingaretti rifiuta l’immagine dei giovani irresponsabili, dell’assalto all movida senza mascherine.

Dice: «I giovani non sono gli untori di questo tempo. Sono le principali vittime di questo periodo. Hanno iniziato a pagare dal punto di vista della formazione, pagano sul lavoro, pagheranno sul debito pubblico». Lo ha scritto questa mattina sulla sua pagina Facebook. Non un tentativo di accaparrarsi la simpatia di una generazione ma il crudo racconto della realtà.

Non sono criminali

Nicola Zingaretti

Spiega Nicola Zingaretti che i giovani sapranno fare la loro parte. «Serve da parte loro, come di tutti, responsabilità nei comportamenti. Ma non bisogna criminalizzarli: investiamo su di loro perché é giusto – conclude Zingaretti- e perché dobbiamo combattere per il futuro dei ragazzi e delle ragazze, non sono un problema, ma risorse immense della rinascita italiana».

L’esplodere della pandemia aveva interrotto il dialogo tra il Governatore del Lazio ed il mondo giovanile. A quel mondo si era rivolto spesso, cercando di scuoterlo dall’apatia e facendogli comprendere quanto fosse importante il suo impegno per cambiare le cose.

Input che si erano tradotti spesso in manifestazioni dalla larga partecipazione dei giovani.

Insieme a Luca Zaia (Veneto) e Vincenzo De Luca (Campania), Nicola Zingaretti (Lazio) è tra i vincitori della partita contro il Covid finora. Per questo mantiene altissima l’attenzione sull’economia e sulle conseguenze che le prossime generazioni dovranno sostenere. Ma un passo indietro rispetto alla sanità.

La Sanità prima di tutto

Nicola Zingaretti con Alessio D’Amato Foto © Sara Minelli / Imagoeconomica

Proprio perché il Lazio ha tenuto sotto controllo la situazione, Nicola Zingaretti continua a guardare all’aspetto sanitario come prevalente. Perché il virus non è scomparso. Il Governatore ha voluto fare il punto sui test sierologici.

I numeri li ha forniti dell’assessore alla Sanità Alessio D’Amato. Ha detto: «Ad oggi nel Lazio abbiamo eseguito 19.414 test sierologici. Di questi, la presenza di anticorpi IgG è stata riscontrata in 422 persone, pari al 2,17%. Queste 422 persone sono state sottoposte a tampone e soltanto 9 sono risultati positivi e quindi identificati come asintomatici. Il 2,17% era l’incidenza che ci attendevamo. Ora andiamo avanti fino ad arrivare ai 300mila test sierologici, che riguardano tutte le forze dell’ordine e tutto il personale sanitario pubblico e privato. Questo sistema ci porterà a scovarne uno per uno. Andremo avanti nell’ottica delle tre ‘T’: testare, trattare e tracciare».

D’Amato ha voluto far capire che anche attraverso i test sierologici nel Lazio la situazione è sotto controllo. Mentre il Governatore Nicola Zingaretti si è soffermato sull’aspetto politico. Lo aveva già fatto l’altro giorno dallo Spallanzani chiedendo al Governo «di rendere gratuiti i test sierologici inserendoli nei livelli essenziali di assistenza, almeno per alcune fasce di reddito». (leggi qui La sfida di Zingaretti: vaccino italiano e obbligatorio)