La discarica non la farete qui

No alla nuova discarica provinciale dei rifiuti in uno dei Comuni nel sud della provincia di Frosinone, no ad altri rifiuti romani nelle linee di produzione della Saf di Colfelice, no ai privilegi di cui la sindaca di Roma Virginia Raggi vorrebbe godere nel termovalorizzatore di San Vittore del Lazio perché lei è il socio di maggioranza, no anche al progetto per l’impianto con cui lavorare i rifiuti organici per realizzare ammendanti agricoli a Piedimonte San Germano. E’ chiara la posizione dei sindaci del Cassinate e l’hanno detta con chiarezza nella nuova riunione del Coordinamento per le Politiche Ambientali (leggi qui la prima riunione).

L’incontro è avvenuto ancora una volta nella Sala Consiliare del Comune di Roccasecca, con il sindaco Peppe Sacco a fare gli onori di casa. Il presidente della Provincia Antonio Pompeo non si è fatto prendere alle spalle: è andato nella tana del lupo.

Intorno a lui c’erano i rappresentanti dei Comuni di Aquino, Arce, Ceprano, Colle San Magno, Pastena, Pico Pontecorvo, Piedimonte San Germano, Villa Santa Lucia, Colfelice, San Vittore del Lazio. C’era pure Cassino: ma senza il sindaco, né un assessore: a rappresentare la città che ha denunciato pubblicamente il ‘Triangolo dei Rifiuti e dei Veleni’ su Sky Tg 24 sono stati mandati un dirigente e un tecnico comunale. Ma niente politici.

Il primo tema è stato la discarica pubblica di cui Frosinone, come tutte le altre province del Lazio, dovrà dotarsi: lo prevede la legge regionale sui Rifiuti messa a punto in primavera. La discarica provinciale che c’è oggi è privata: la gestisce la Mad proprio a Roccasecca, accogliendo però i rifiuti provinciali ad un prezzo calmierato.

I sindaci sentono puzza di rifiuti. nel senso che temono di doversi sobbarcare pure la nuova discarica pubblica sul loro territorio, dopo avere ospitato lo stabilimento di lavorazione delle immondizie Saf a Colfelice, la discarica Mad, il termovalorizzatore Acea a San Vittore del Lazio.

Il procedimento per l’individuazione del nuovo sito risulta pendente. Ed i sindaci del Coordinamento hanno preteso chiarezza e trasparenza sui criteri con cui verranno individuate le aree potenzialmente idonee per ospitare i nuovi impianti di recupero e smaltimento dei rifiuti. Per questo hanno annunciato al presidente Pompeo che non si limiteranno – come prevede la norma – a mandare le loro osservazioni ma predisporranno anche un documento unico di area con il quale dire no in modo collegiale a nuovi insediamenti nel sud Ciociaria. E quel no sarà motivato con le indicazioni tecniche che fornirà un apposito organo interno convocato presso il Comune di Roccasecca per il sette settembre.

Non è stata l’unica posizione assunta dal Coordinamento. I sindaci chiedono di ridisegnare il ciclo dei rifiuti che venne concepito negli anni Novanta sotto il governo provinciale di Francesco Scalia: raccolta, lavorazione fatta nello stabilimento pubblico Saf, trasformazione in combustibile, consegna del ‘combustibile da rifiuti’ al termovalorizzatore di San Vittore (del quale all’epoca si chiedeva una linea in mani pubbliche per evitare di dover pagare per bruciare il proprio combustibile) producendo energia elettrica.

Il nuovo modello che invece chiedono di sviluppare oggi i sindaci punta sul potenziamento della raccolta differenziata e sulla improrogabile esigenza di riconvertire l’impianto Saf. I sindaci si sono detti anche contrari alla ricezione di rifiuti romani mandati a Colfelice dalla sindaca Virginia Raggi.

Argomenti che intendono portare all’esame di tutti i loro colleghi, convocando un’assemblea dei sindaci – soci della Saf.

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