La disperazione dei lavoratori ed il limbo della politica

Per i lavoratori della Vertenza Frusinate niente reddito di cittadinanza. Lo ha annunciato il presidente della Provincia Antonio Pompeo ad una delegazione degli stessi, riferendo che alla Regione Lazio hanno detto che non ci sono i soldi per questa misura straordinaria ma necessaria. Il 14 giugno prossimo per 352 persone delle varie vertenze aperte sul territorio scadranno tutti gli ammortizzatori sociali.

In occasione del convegno di Nicola Zingaretti alla Prefettura i lavoratori avevano fatto presente la loro disperazione, la loro paura. Ricevendo promesse generiche, troppo generiche.
 Se non può intervenire la Regione Lazio, chi altro può farlo? Non la Provincia, ridotta ad ente di secondo livello e con tagli formidabili di risorse e competenze. 
Non i Comuni, alle prese con un drastico ridimensionamento delle risorse.
 Se non è possibile dare delle risposte concrete, perché continuare ad andare avanti con improbabili tavoli che non producono nulla se non allungare il momento di una decisione che non arriverà mai?

La classe politica del territorio però deve decidere. O fa una robusta iniezione di coraggio e dice ai tanti lavoratori disperati che non ci sono i finanziamenti per provare ad aiutarli, oppure prova a sbattere i pugni sui tavoli romani (ministeriali e regionali), con l’obiettivo di ottenere qualcosa per il territorio.

In questo limbo la classe politica locale non va da nessuna parte. In queste ultime settimane le associazioni di categoria e gli imprenditori stanno rispondendo punto su punto ad una politica che si occupa solo di assetti degli enti e poltrone. Evidenziando un vuoto enorme nella fase di programmazione e decisionale.

Vuoto che a questo punto potrebbe essere riempito.

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