La disperazione e l’egoismo

 

Due anni sotto la tenda di fronte alla sede del Comune, in piazza VI dicembre a Frosinone. 730 giorni di presidio, che non hanno cambiato la situazione e neppure smosso le coscienze. Questa è la realtà. La vicenda dei lavoratori dell’ex Multiservizi a Frosinone è purtroppo chiara: non ci sono i soldi per tornare all’assetto di un tempo, non esiste la volontà politica né della Regione né della Provincia e neppure dei Comuni di Frosinone e di Alatri per portare la questione all’attenzione delle istituzioni nazionali. Gli ex lavoratori si organizzano, resistono e protestano da soli, le sigle sindacali chi le ha viste davvero? La disperazione non ha ceduto il posto alla rassegnazione, ma certamente non ci sono stati scatti e questo ha influito non poco. Ciò non toglie che parliamo di persone senza lavoro.

Stessa identica situazione per la Vertenza Frusinate. A giugno altri 350 lavoratori si troveranno senza ammortizzatori sociali e andranno ad aggiungersi ai 150 che sono in queste condizioni da un anno. La Provincia ha riunito nuovamente il Comitato per lo Sviluppo: chiacchiere tante, impegni quanti se ne vogliono, soluzioni percorribili pari a zero. Il presidente Antonio Pompeo dice che non ha i fondi e che spetta alla Regione intervenire. Il governatore Nicola Zingaretti e l’assessore Mauro Buschini hanno detto che bisogna “far lavorare questa gente”. Parliamo di persone che hanno lavorato alla Videocon, all’Ilva, alla Marangoni. E che se si trovano in queste condizioni non è certo per colpa loro. Se non sanno come mettere insieme il pranzo con la cena, non è per colpa loro. Se non riescono a far studiare figli e nipoti non è per colpa loro.


Neppure le prese di posizione del Vescovo diocesano Ambrogio Spreafico e del prefetto Emilia Zarrilli sono servite a provocare un sussulto.

Il reddito di cittadinanza (sarebbe più giusto definirlo di dignità) è stato bocciato alla Pisana: “Non ci sono i soldi”. Non è scattato nei confronti di questi lavoratori alcun meccanismo di solidarietà e questo dimostra che in provincia di Frosinone sono talmente tante la famiglie al di sotto della soglia di povertà che ognuno coltiva il proprio “egoismo disperazionale”.
 Ma la politica? Sindaci, assessori, consiglieri comunali? Presidente e consiglieri provinciali? Assessori e consiglieri regionali? Senatori e deputati? Non si vedono, non assumono iniziative, non sono capaci di ottenere un risultato vero. Perché non vogliono o perché non contano abbastanza?

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